Il Ministero dell'Ambiente ha respinto il progetto per una nuova stazione merci a Osimo. La decisione si basa su preoccupazioni ambientali e idrauliche, confermando la posizione della Regione Marche.
Impatto ambientale blocca il progetto
Una commissione tecnica del Ministero dell'Ambiente ha espresso un parere negativo. La valutazione d'incidenza ambientale (VincA) sulla nuova stazione merci di Osimo è stata respinta. Se il progetto dovesse proseguire, sarà necessaria una nuova istanza per la Valutazione d'Impatto Ambientale (Via) a livello nazionale.
Questa decisione è attesa da residenti e lavoratori di Castelfidardo e dintorni. La Regione Marche aveva già segnalato fin dall'inizio l'impatto significativo dell'infrastruttura. L'area prescelta presenta infatti elevata vulnerabilità ambientale. Sono state evidenziate criticità idrauliche e paesaggistiche.
Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha commentato la seduta della commissione tecnica. La commissione Via e Valutazione Ambientale Strategica (Vas) del Ministero ha di fatto bloccato il progetto. Questo era stato presentato da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi). L'infrastruttura era prevista nel territorio del Comune di Castelfidardo. Nonostante Rfi avesse chiamato il progetto 'Stazione Merci di Osimo'.
Regione Marche: "Abbiamo lavorato per questo"
L'assessore alle Infrastrutture e Trasporti, Francesco Baldelli, ha espresso soddisfazione. "Abbiamo lavorato sin da subito per questo risultato", ha dichiarato. Ha ringraziato gli uffici preposti della Regione Marche. L'assessore ha ribadito le criticità dell'area scelta. Quest'ultima è affetta da vincoli idraulici insuperabili. Possiede inoltre una valenza naturalistica e paesaggistica di rilievo.
L'area è importante per la presenza di due ecosistemi di grande valore. Si tratta del Parco del Conero e della Selva di Castelfidardo. Baldelli ha suggerito che Rfi dovrebbe ora indicare soluzioni alternative. L'azienda si era già dichiarata disponibile a una riflessione in passato. Questo avvenne prima della determinazione della Commissione tecnica.
Motivazioni del diniego
Il parere negativo si basa principalmente sulla fragilità ambientale dell'area. La commissione tecnica ha valutato l'impatto potenziale sulla rete ecologica. Sono state considerate le zone umide e i corsi d'acqua presenti. La vicinanza a aree naturali protette ha giocato un ruolo cruciale. La Regione Marche aveva già espresso perplessità. Le sue osservazioni sono state accolte dal Ministero.
La decisione sottolinea l'importanza di bilanciare lo sviluppo infrastrutturale con la tutela ambientale. La proposta di Rfi non avrebbe rispettato i necessari standard di sostenibilità. Le criticità idrauliche, in particolare, rappresentano un rischio elevato. L'aumento del traffico merci avrebbe potuto aggravare la situazione.
Prospettive future
Ora la palla passa a Rfi. L'azienda dovrà valutare nuove opzioni. La presentazione di un nuovo progetto, che tenga conto delle criticità emerse, è una possibilità. Dovrà però essere avviato un nuovo iter di valutazione ambientale. La Regione Marche si dichiara pronta a collaborare. L'obiettivo resta quello di trovare soluzioni logistiche efficienti. Ma senza compromettere la salute del territorio.
La comunità locale tira un sospiro di sollievo. La mobilitazione dei cittadini e delle associazioni ambientaliste ha avuto un peso. La tutela del paesaggio e degli ecosistemi locali è stata confermata come prioritaria. La decisione del Ministero rappresenta una vittoria per chi si batteva contro la realizzazione dell'opera in quell'area specifica.
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