L'ex presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini, è stato prosciolto dall'accusa di calunnia. La vicenda giudiziaria riguardava una lettera inviata durante la campagna elettorale di Osimo nel 2019.
Assoluzione per Dino Latini a Osimo
Il tribunale ha emesso una sentenza di assoluzione per Dino Latini. L'accusa era di calunnia. La motivazione del proscioglimento è che «il fatto non costituisce reato». La decisione è giunta al termine di un procedimento giudiziario. Questo riguardava una comunicazione inviata nel 2019.
La missiva era indirizzata alla Prefettura di Ancona. L'episodio si inserisce nel contesto della campagna elettorale per le elezioni comunali di Osimo. L'ex presidente del Consiglio regionale delle Marche era finito sotto processo. La data della lettera era il 17 maggio 2019. La vicenda si è conclusa nel pomeriggio odierno.
La lettera e le accuse di irregolarità
Al centro della questione vi era una lettera. In essa, Dino Latini segnalava presunte irregolarità. Riguardavano la nomina dei presidenti di seggio. Le elezioni si sarebbero tenute tra il 26 maggio e il 9 giugno 2019. In quel periodo, l'allora sindaco Simone Pugnaloni era candidato per il secondo mandato. La comunicazione ipotizzava un abuso d'ufficio.
Secondo Latini, l'ex primo cittadino avrebbe agito illecitamente. L'ipotesi riguardava la nomina di alcuni sostituti. Questi sarebbero stati nominati dopo delle rinunce. Latini sosteneva che i sostituti fossero legati al sindaco. Il legame poteva essere diretto o indiretto. Venivano citati dipendenti comunali. Si menzionavano anche i coniugi di candidati consiglieri.
Le dichiarazioni in tribunale
Durante l'udienza, sono stati ascoltati entrambi i protagonisti. Dino Latini era difeso dall'avvocato Cristina Angeloni. L'ex presidente ha spiegato la sua intenzione. «Voleva essere una mera comunicazione di quello che stava accadendo», ha dichiarato. Ha precisato di non aver presentato una querela. Si trattava solo di un'informativa. Lo scopo era «tenermi aggiornato sulle nomine».
L'avvocato Angeloni ha aggiunto un dettaglio. La normativa, in caso di urgenza, permette al sindaco di nominare i sostituti. La lettera era stata redatta dal suo ufficio. Latini l'aveva poi firmata. Queste dichiarazioni sono state rese in aula. Hanno contribuito a chiarire il contesto dell'azione di Latini.
La difesa di Simone Pugnaloni
Simone Pugnaloni, ex sindaco di Osimo, si è costituito parte civile. La sua difesa era affidata all'avvocato Mauro Pellegrini. L'ex primo cittadino ha ribadito la sua estraneità. Ha negato qualsiasi coinvolgimento nelle nomine contestate. Secondo la sua versione, il Comune di Osimo aveva ricevuto cinque rinunce. Queste provenivano dai presidenti di seggio designati. La situazione era stata trasmessa alla Corte d'Appello. La Corte, il 15 maggio 2019, aveva comunicato i nominativi dei sostituti. Due di questi, però, avevano a loro volta rinunciato. Ciò aveva reso necessario un ulteriore intervento della Corte. La Corte aveva dovuto designare altri sostituti.
Esito del procedimento
La vicenda giudiziaria si è quindi conclusa con l'assoluzione di Dino Latini. La formula «perché il fatto non costituisce reato» sottolinea la mancanza di fondamento dell'accusa. La decisione del tribunale chiude un capitolo legale. Questo era nato da una comunicazione durante un periodo elettorale. La sentenza riafferma la distinzione tra segnalazione e calunnia.