L'indagine riguarda l'affidamento di lavori pubblici e la cessione di quote di una società calcistica dilettantistica. Stefano Bandecchi è accusato di corruzione.
Affare calcistico e lavori pubblici al centro dell'inchiesta
L'indagine giudiziaria si concentra su due aspetti principali. Riguarda l'affidamento di lavori pubblici da parte della Provincia di Terni. Coinvolge anche l'acquisto di quote dell'Orvietana da parte di Stefano Bandecchi. Quest'ultimo ricopre la carica di presidente dell'ente provinciale. È anche noto come patron di Unicusano.
I pubblici ministeri ipotizzano il reato di corruzione. L'operazione sembra funzionale a un accordo più ampio. Questo accordo vedrebbe coinvolti diversi attori. Da un lato, l'offerta di acquisto dell'Orvietana da parte di Bandecchi come privato. L'obiettivo sarebbe la gestione diretta della società calcistica Ternana. La gestione avverrebbe tramite Unicusano, a lui riconducibile.
Dall'altro lato, l'affidamento di lavori da parte della Provincia. Questi lavori sarebbero stati assegnati alla società Biagioli srl e a un'altra impresa. Tale affidamento costituirebbe una controprestazione. Sarebbe dovuta da Bandecchi alla Biagioli srl per la cessione del club. Queste informazioni emergono da uno degli atti dell'inchiesta. Bandecchi ha letto alcuni documenti ai giornalisti.
Il presidente della Provincia ha definito l'impianto accusatorio «ridicolo». Ha espresso forte disappunto. Ha parlato di una «rottura tra la politica ternana di Alternativa popolare e i pubblici ministeri». La sua reazione è stata netta.
Dettagli sulle società coinvolte e le fatture
I magistrati hanno evidenziato ulteriori dettagli. Hanno sottolineato la struttura societaria. La Biagioli srl, pur non avendo Roberto Biagioli come rappresentante formale, ha un capitale sociale. Il 95% di questo capitale è detenuto dal figlio di Biagioli. Questo aspetto solleva interrogativi sulla reale proprietà e gestione.
Inoltre, la seconda società beneficiaria dell'appalto pubblico. Questa impresa ha emesso fatture. Le fatture ammontano a 43 e 238 mila euro. I destinatari di queste fatture sono riconducibili al gruppo Biagioli. Questi elementi rafforzano l'ipotesi di legami stretti tra le società e l'affare in questione.
Bandecchi ha replicato riguardo alle società. Ha affermato: «La società non è di Biagioli, ha lavorato con le società di Biagioli». Ha poi aggiunto, riferendosi alla Ternana: «La volevo cedere».
La reazione di Bandecchi e la sfiducia nella magistratura
Stefano Bandecchi ha espresso una profonda sfiducia nei confronti della magistratura. Ha dichiarato: «Non mi sono mai fidato della magistratura». Ha aggiunto: «Non mi fido adesso della Procura di Terni». La sua posizione è chiara e decisa.
Ha ribadito che i lavori pubblici proseguiranno. Ha affermato: «Certo che i lavori andranno avanti, mica possiamo farci comandare dai magistrati». Ha sottolineato che, in caso contrario, sarebbero i magistrati a dover svolgere il lavoro dei politici. Questo scenario, secondo lui, dimostra come la magistratura influenzi la politica in Italia.
Bandecchi ha definito la situazione «il chiaro esempio di quanto la magistratura gestisca in Italia i lavori politici a tutti i livelli». Ha esteso la sua critica dai livelli parlamentari fino ai comuni. Ha concluso con una metafora: «Questa è la misura colma di una politica china alle Procure della Repubblica. Non ho mai visto un uomo con un altro uomo in bocca». Nonostante le accuse, ha dichiarato: «Dormo tranquillo».
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