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Velia De Angelis presenterà il suo libro "Il mio metro quadro di cuore" a Orvieto. L'evento, che unisce presentazione letteraria e condivisione, celebra la resilienza e la gioia di vivere nonostante la sclerosi multipla.

Presentazione libro a Orvieto

Velia De Angelis svelerà al pubblico il suo libro intitolato "Il mio metro quadro di cuore". L'appuntamento è fissato per sabato 30 maggio. La cornice dell'evento sarà Orvieto, precisamente Palazzo Filippeschi-Simoncelli. Gli spazi di "Storie di Terra", gestiti dal maestro d'arte Michele Golia, ospiteranno l'incontro.

L'autrice convive da tempo con la sclerosi multipla. Ha scelto di affrontare la malattia con grande apertura. Non nasconde le sfide quotidiane. Allo stesso tempo, non lascia che questa condizione spenga il suo desiderio di vivere e creare. La forza che deriva da questa prospettiva personale è il motore del suo libro.

Un pomeriggio di emozioni e autenticità

L'evento si preannuncia più di una semplice presentazione letteraria. Sarà un pomeriggio dedicato alla condivisione di emozioni. Si celebrerà la volontà di ritagliarsi momenti di vita autentica. Questo è un messaggio che De Angelis diffonde attivamente. Lo fa anche attraverso i social media. Racconta il suo rapporto con la sclerosi multipla. Descrive le difficoltà che hanno trasformato la sua quotidianità.

"La sclerosi multipla mi ha cambiato la vita, ma non mi ha tolto ciò che sono", ha scritto Velia De Angelis. Queste parole sono emerse in un recente messaggio. Era dedicato alla settimana di sensibilizzazione sulla malattia. L'autrice afferma di trasformare ogni giorno difficile in un atto di resistenza. Lo fa con dignità e amore per la vita.

La persona oltre la malattia

Recentemente, De Angelis è intervenuta sul tema della morte assistita. Ha ricevuto messaggi che associavano la sua condizione a scelte estreme. Ha espresso rispetto per le decisioni intime e dolorose di chi sceglie l'eutanasia. Tuttavia, ha sottolineato con forza un punto cruciale. Avere la sclerosi multipla non implica il desiderio di morire. Non significa essere automaticamente senza speranza.

Queste parole evidenziano il desiderio profondo dell'autrice. Vuole essere vista come una persona. Non vuole essere definita unicamente dalla sua malattia. "Io, nonostante le difficoltà, sto scegliendo di restare, di vivere la mia vita così com'è, con tutta la fatica che comporta", ha spiegato. Ha inoltre richiesto maggiore sensibilità verso chi affronta patologie neurologiche complesse.

Il libro: ricordi, ironia e vita

Il libro trae ispirazione dai ricordi legati a un luogo specifico. Si tratta di una cucina che ha segnato la vita dell'autrice per anni. "Quella cucina minuscola ha visto passare persone, stanchezza, champagne, giornate devastanti e momenti bellissimi. Era piccola fisicamente, ma dentro ci stava il mondo", ha raccontato Velia. Questo spazio, seppur piccolo, conteneva un universo di esperienze.

Nel volume, memoria, ironia e quotidianità si intrecciano costantemente. De Angelis crede fermamente nell'umorismo. Lo considera una forma essenziale di sopravvivenza. "A volte ridere serve proprio a restare in piedi", ha affermato. Questa filosofia permea la sua narrazione.

Creare e resistere con le mani

Durante la presentazione, si terrà un workshop creativo con l'argilla. Questa attività ha un forte significato simbolico per l'autrice. "Oggi le mani non riesco più a usarle come una volta", ha confessato. Nonostante le limitazioni fisiche, il processo creativo rimane fondamentale. La possibilità di organizzare un evento come questo rappresenta una conquista personale. "Ho ancora voglia di fare cose, incontrare persone, costruire momenti belli", ha sottolineato.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione con Michele Golia. Il maestro d'arte e amico di lunga data ospiterà l'evento. La location è in via Malabranca. La giornata si concluderà con un aperitivo. Sarà offerto dal Bar Sant'Andrea di Orvieto. "Pensatemi davanti a un bel calice di vino", ha scritto Velia De Angelis. Con queste parole, rivendica ancora una volta il suo diritto a essere identificata con la vita, non con la malattia.