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La risonanza magnetica all'ospedale di Orvieto è quasi inutilizzata per mancanza di medici. Il consigliere Arcudi presenta un'interrogazione urgente alla Regione Umbria per risolvere la situazione e garantire cure tempestive ai cittadini.

Carenza di personale blocca la risonanza magnetica

La tutela della salute pubblica richiede strutture efficienti. L'ottimizzazione delle risorse è fondamentale. È inaccettabile che una tecnologia diagnostica avanzata come la risonanza magnetica da 1,5 Tesla sia quasi ferma. Questo avviene presso l'ospedale 'Santa Maria della Stella' di Orvieto. La causa principale è una grave carenza di personale medico specializzato.

Il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc) ha espresso forte preoccupazione. Ha annunciato la presentazione di un'interrogazione urgente. L'obiettivo è ottenere chiarimenti sulla gestione del reparto di radiologia della Usl Umbria 2. La situazione attuale compromette l'accesso a cure diagnostiche essenziali.

Macchinario d'eccellenza inutilizzato per mancanza di medici

La risonanza magnetica in questione è stata acquistata nel 2018. Era destinata a fornire risposte rapide in ambito oncologico e neuroradiologico. Per anni, ha funzionato a pieno regime. Ha superato i 3mila esami annui fino all'inizio del 2024. Ora, lo scenario è radicalmente mutato.

Il macchinario funziona perfettamente. Il problema è la drastica riduzione del numero di medici radiologi disponibili. Il personale rimasto è ridotto all'essenziale. È costretto a concentrarsi quasi esclusivamente sulle TAC. Questo per coprire le urgenze del pronto soccorso. L'ospedale di Orvieto è infatti un DEA di primo livello.

Il risultato di questa situazione è il blocco delle attività ordinarie. Le liste d'attesa si allungano in modo esponenziale. I cittadini sono costretti a sostenere costi privati. In alternativa, devono spostarsi fuori dal territorio per ottenere una diagnosi. Questa condizione non è più tollerabile per la comunità locale.

Scelte organizzative peggiorano la situazione

Ulteriori complicazioni derivano da recenti decisioni organizzative dell'azienda sanitaria. Mentre la situazione a Orvieto peggiora, dal primo marzo è stata attivata la guardia attiva notturna a Spoleto. Questa scelta ha ulteriormente ridotto il monte ore complessivo del personale medico disponibile per Orvieto.

Inoltre, i professionisti medici recentemente assunti sono stati assegnati ad altre sedi. Questo ha lasciato il presidio di Orvieto in una condizione di totale sofferenza operativa. La carenza di specialisti compromette la qualità e la tempestività delle cure offerte.

Per queste ragioni, il consigliere Arcudi chiede formalmente alla Giunta regionale. Vuole sapere quali interventi straordinari e immediati verranno attuati. Si chiede quali misure si intendono adottare per assumere o ridistribuire il personale medico. L'obiettivo è abbattere le liste d'attesa. Si mira a restituire all'ospedale di Orvieto la piena operatività che merita.

Appello per la sanità pubblica nell'orvietano

Non si può permettere che un macchinario di alta tecnologia diventi un simbolo di spreco. Ancora peggio, non deve rappresentare lo smantellamento silenzioso della sanità pubblica nell'area di Orvieto. La Giunta regionale deve intervenire con urgenza. I cittadini hanno il diritto di ricevere cure tempestive e accessibili vicino alle proprie case.

La situazione attuale richiede un'azione decisa. Il diritto alla salute dei cittadini deve essere garantito. L'efficienza delle strutture sanitarie e l'uso ottimale delle risorse pubbliche sono priorità assolute. La comunità di Orvieto attende risposte concrete e soluzioni rapide.