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Le salme dei quattro militari deceduti in un incidente aereo in Bosnia, tra cui un giovane di Orvieto, sono attese in Italia. Le indagini sull'accaduto proseguono per chiarire le cause dello schianto.

Indagini sull'incidente aereo in Bosnia

Due inchieste sono state avviate a Roma. Queste riguardano l'incidente aereo in cui hanno perso la vita quattro militari. L'elicottero, un CH-47, era impegnato nell'operazione Eufor Althea. L'incidente è avvenuto vicino a Brčko, al confine con la Serbia. La Procura militare indaga per perdita colposa. La Procura ordinaria procede per disastro e omicidio colposo. Entrambi i fascicoli sono attualmente contro ignoti.

I magistrati militari disporranno accertamenti tecnici sui resti del velivolo. Raccoglieranno anche testimonianze e documenti. L'obiettivo è chiarire le cause dello schianto. Una commissione di esperti della Difesa sta già lavorando sull'evento. Le due indagini si svolgeranno in parallelo. Si cercherà di accertare eventuali responsabilità. Verranno anche verificati i dati raccolti finora.

Vittime e ipotesi sullo schianto

Tra le vittime figurano il sergente Simone Ruggia, il sergente Claudio Marchesi, il tenente Franco Adriano Zecchillo e il sergente Laura Procacci. Questi ultimi due appartenevano al corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Rimangono molti interrogativi su quanto accaduto. L'incidente è avvenuto durante una missione addestrativa di routine. Una delle ipotesi principali è un'avaria tecnica. Si considera la possibilità che un rotore abbia perso potenza. Questo avrebbe compromesso la stabilità del velivolo.

L'elicottero in questione è un modello Boeing. Ha oltre 60 anni di servizio. La tragedia avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. Questo è quanto affermano i veterani del Chinook. Sottolineano la preparazione dei piloti. Erano perfettamente addestrati per quel tipo di elicottero. «Se non fossero stati pronti e bravi avremmo avuto 15 morti», hanno dichiarato.

Attesa per il rientro delle salme e lutto cittadino

Le salme dei quattro militari potrebbero rientrare oggi a Roma. Tra i deceduti figura Claudio Marchesi, 35 anni, originario di Orvieto. Non c'è ancora l'ufficialità riguardo ai funerali. Si ipotizza che possano svolgersi martedì. Questo avverrebbe alla vigilia della festa nazionale delle Forze Armate. Il comune di Orvieto attende conferme. Claudio Marchesi risiedeva lì fino a qualche anno fa, nella frazione di Canale. Si valuta l'eventualità di proclamare il lutto cittadino.

Durante il consiglio comunale di venerdì scorso è stato osservato un minuto di silenzio. Il presidente del consiglio comunale, Stefano Olimpieri, ha espresso vicinanza alla famiglia Marchesi. «Una tragedia che anche la nostra comunità si stringe intorno alla famiglia del sergente Marchesi che vive a Orvieto», ha affermato. I genitori del giovane militare sono partiti venerdì per la Bosnia. Hanno viaggiato su un aereo militare.

Raccolta fondi per le famiglie

Un amico di Claudio Marchesi e Simone Ruggia ha avviato una raccolta fondi. La campagna è attiva sulla piattaforma GoFundMe. L'obiettivo è offrire un aiuto concreto alle famiglie dei militari. Si tratta di un segno di vicinanza in questo momento difficile. In poche ore, la raccolta ha superato i 27.000 euro. Questo dimostra la solidarietà della comunità.