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Una dodicenne ha esplorato il Pozzo di San Patrizio a Orvieto grazie a una joelette. L'iniziativa ha reso accessibile questo sito storico, dimostrando l'importanza dell'inclusione.

Accesso al Pozzo di San Patrizio per Giulia

Le antiche scale del Pozzo di San Patrizio a Orvieto sono state superate da Giulia, una ragazza di 12 anni. L'impresa è stata possibile grazie all'uso di una joelette. Questa speciale carrozzina ha permesso di abbattere le barriere architettoniche del monumento. Volontari dell'associazione Majella Sporting Team hanno reso possibile l'esperienza. L'evento si è svolto nel pomeriggio di sabato 25 aprile.

La collaborazione del Comune di Orvieto e di CoopCulture è stata fondamentale. Hanno accolto Giulia e i suoi accompagnatori. La sindaca Roberta Tardani e la responsabile di CoopCulture, Anna Rebella, erano presenti. Hanno testimoniato l'importanza dell'iniziativa.

Il progetto 'Montagne senza barriere'

L'associazione sportiva abruzzese Majella Sporting Team promuove il progetto 'Montagne senza barriere'. Questa iniziativa è attiva dal 2014. L'obiettivo è accompagnare persone con disabilità in percorsi naturalistici. Vengono utilizzate speciali carrozzelle da fuori-strada a ruota unica, le joelette. Questi mezzi permettono a chi ha mobilità ridotta di fare escursioni. Anche persone totalmente dipendenti possono partecipare.

Giuseppe Ardente, responsabile del settore trekking dell'associazione, ha espresso la sua emozione. «Solo l'idea di scendere con Giulia era un'emozione», ha dichiarato. «Farlo lo è stato ancora di più». Ha ringraziato il Comune di Orvieto e CoopCulture. Ha sottolineato la loro disponibilità e l'accoglienza ricevuta.

L'esperienza di Giulia e della sua famiglia

La piccola Giulia si è mostrata emozionata e divertita. Una volta raggiunta la base del pozzo, ha lanciato una moneta portafortuna. «Ero curiosa di vedere quanto fosse profondo», ha raccontato. «È stato uno dei viaggi più belli che potessi immaginare». La sua esperienza ha superato le aspettative.

Il padre di Giulia, Giordano Romano, ha evidenziato il valore dell'iniziativa. «Ci tenevamo a fare questa esperienza», ha affermato. «Volevamo dimostrare quanto possa essere inclusivo anche il Pozzo di San Patrizio». Il messaggio è chiaro: rendere accessibili luoghi ritenuti inaccessibili. Per Giulia, per i genitori e per l'associazione, è stata una giornata memorabile. L'accoglienza della città è stata molto apprezzata.

Le parole della sindaca di Orvieto

La sindaca Roberta Tardani ha accolto con entusiasmo la richiesta. «Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di Giulia e dell'associazione», ha commentato. «Ci ha emozionato e stimolato». Ha ricordato gli sforzi passati per rendere il pozzo fruibile. «Abbiamo cercato di sviluppare idee e progetti che attraverso la tecnologia potessero rendere fruibile il Pozzo di San Patrizio anche alle persone con disabilità», ha spiegato.

Questa esperienza ha un valore speciale. Dimostra che anche un luogo complesso può aprirsi a forme di fruizione più inclusive. «Questa iniziativa rappresenta un segnale concreto», ha aggiunto la sindaca. «Con attenzione, organizzazione e collaborazione è possibile ampliare le opportunità di visita». L'obiettivo è costruire percorsi che mettano al centro le persone. La sindaca auspica che non rimanga un gesto isolato. Deve essere il primo passo verso un'idea di accessibilità concreta.

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