Un elicottero militare italiano è precipitato in Bosnia, causando la morte di quattro persone, tra cui il sergente Claudio Marchesi di Orvieto. Altri due umbri risultano tra i feriti. Le cause dell'incidente sono ancora sotto indagine.
Tragedia aerea in Bosnia: quattro vittime italiane
Un tragico incidente ha colpito l'Esercito italiano in Bosnia. Un elicottero CH-47 Chinook è precipitato al suolo, provocando la morte di quattro militari. Tra le vittime figura il sergente Claudio Marchesi, originario di Orvieto. La sua posizione a bordo, come specialista tecnico, lo ha visto tra gli ultimi a salire sul velivolo. Anche il parigrado Simone Ruggia, anch'egli deceduto, condivideva questo ruolo.
Le circostanze esatte che hanno portato allo schianto rimangono oscure. I filmati disponibili mostrano il mezzo in difficoltà, ma non chiariscono la dinamica. Il velivolo si sarebbe avvitato su sé stesso prima di precipitare. Le autorità locali hanno riferito che l'elicottero volava a bassa quota sopra un centro abitato. Si ipotizza che i piloti, sopravvissuti, abbiano compiuto manovre per evitare una tragedia maggiore.
Due umbri tra i feriti, indagini in corso
Oltre ai quattro decessi, l'incidente ha causato undici feriti. Tra questi figurano altri due militari provenienti dall'Umbria. Uno è un militare originario dell'orvietano, mentre l'altro è un trentenne di Castel Giorgio, recentemente trasferitosi nel viterbese. Anche i due piloti sono tra i sopravvissuti e verranno ascoltati nei prossimi giorni per ricostruire l'accaduto.
La ricostruzione completa dell'evento richiederà tempo. Si trattava di un volo di routine, ma le conseguenze sono state devastanti. Le indagini puntano a chiarire le cause e la dinamica precisa dello schianto. Il sindaco di Brčko, città bosniaca dove è avvenuto l'incidente, ha espresso cordoglio e ha confermato la bassa quota del velivolo.
Il ricordo di Claudio Marchesi e le reazioni
Claudio Marchesi, 35 anni, era un sergente del Primo Reggimento Antares dell'Aviazione dell'Esercito, di stanza a Viterbo. La sua famiglia è originaria della frazione di Canale, nel comune di Orvieto. Aveva scelto la carriera militare dopo il diploma all'Istituto Maitani. Era descritto da tutti come un "ragazzo d'oro", con un sorriso disarmante e sempre pronto alla battuta. Un'amica lo ha ricordato sui social con parole commosse, sottolineando la sua luce interiore.
La notizia ha suscitato profonda commozione in Umbria. Il sindaco di Allerona, dove Marchesi era cresciuto, ha espresso il cordoglio della comunità. La presidente della Regione, Stefania Proietti, e la presidente dell'Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, hanno manifestato vicinanza alla famiglia. Anche il prefetto di Terni, Antonietta Orlando, e la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, hanno inviato messaggi di cordoglio e auguri di pronta guarigione ai feriti.
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, volato in Bosnia, ha sottolineato il sacrificio dei militari italiani e l'importanza del loro servizio, spesso poco riconosciuto. È stata lanciata una raccolta fondi per sostenere le famiglie delle vittime, che ha già superato i 25.000 euro. Tra le altre vittime figurano la sergente della Croce Rossa Italiana Laura Procacci e il tenente Franco Adriano Zecchillo.
Domande frequenti sull'incidente
Chi era il sergente Claudio Marchesi?
Il sergente Claudio Marchesi era un militare di 35 anni, specialista tecnico a bordo dell'elicottero CH-47 Chinook precipitato in Bosnia. Originario di Orvieto, era di stanza a Viterbo e descritto come una persona solare e dedita al dovere.
Quanti umbri sono rimasti coinvolti nell'incidente?
Nell'incidente sono rimasti coinvolti complessivamente tre umbri. Il sergente Claudio Marchesi è deceduto, mentre altri due militari umbri, uno di Orvieto e uno di Castel Giorgio, sono tra gli undici feriti.
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