Antonio Di Tuccio segnala un grave e persistente inquinamento nel torrente Carapelle, denunciando la mancata risoluzione del problema nonostante sopralluoghi e impegni. La situazione peggiora, mettendo a rischio l'ecosistema locale.
Inquinamento persistente nel torrente Carapelle
La situazione ambientale nel comune di Carapelle, situato nella provincia di Foggia, desta profonda preoccupazione. Un canale del Consorzio di Bonifica, che sfocia nel torrente Carapelle, versa in uno stato di grave e persistente inquinamento. Questa problematica è stata già oggetto di diverse segnalazioni sulle pagine di FoggiaToday e alle autorità competenti. Purtroppo, a distanza di tempo, gli interventi sperati non sono ancora stati effettuati.
Il rischio ambientale incombe sul corso d'acqua che attraversa il territorio dei Cinque Reali Siti. Il lento fluire dell'acqua nasconde una realtà preoccupante. L'ecosistema locale è messo a dura prova da questa situazione. Le immagini documentano un quadro allarmante. La comunità locale attende risposte concrete.
Antonio Di Tuccio: un cittadino in prima linea
A lanciare l'ennesimo grido d'allarme è Antonio Di Tuccio, un cittadino di 69 anni residente a Carapelle. Egli esprime la sua forte preoccupazione per il peggioramento quotidiano della situazione. Le fotografie scattate il 23 marzo 2026, alle ore 11:29, testimoniano visivamente il degrado. Di Tuccio non è nuovo a queste denunce.
Già nel mese di novembre precedente, aveva formalmente segnalato la problematica al sindaco Marasco tramite email. La sua segnalazione non era rimasta inascoltata inizialmente. Fu convocato un sopralluogo sul luogo interessato. All'incontro parteciparono figure istituzionali di rilievo.
Erano presenti il Sindaco Marasco, la vice sindaca Cristina Di Carlo, la consigliera di minoranza Antonietta Cavatasso. Erano presenti anche ispettori del Consorzio di Bonifica. Durante il sopralluogo, a Di Tuccio furono date rassicurazioni precise. Gli fu garantita la rimozione dei rifiuti presenti nel canale. Promisero il ripristino delle condizioni minime di decoro e sicurezza ambientale. Fu assicurata l'organizzazione di un Tavolo Istituzionale.
Mancati interventi e aggravamento della situazione
Nonostante gli impegni presi e le promesse fatte, a distanza di 5 mesi dal sopralluogo, Antonio Di Tuccio constata con amarezza l'assenza di interventi risolutivi. Nessun tavolo istituzionale è stato organizzato. La situazione, secondo le sue dichiarazioni, risulta ulteriormente aggravata. Le prove fotografiche documentano questo deterioramento.
I rischi ambientali e sanitari per l'ecosistema del torrente Carapelle sono evidenti. Di Tuccio definisce inaccettabile questa inerzia. Sottolinea come, nonostante segnalazioni, sopralluoghi ufficiali e impegni pubblici, il problema rimanga irrisolto. La sua azione di sensibilizzazione continua con determinazione.
L'ambientalista sollecita per la terza volta un intervento di bonifica. Chiede la rimozione dei rifiuti accumulati nel canale consortile. Auspica una collaborazione con il Comune di Orta Nova, anch'esso interessato dalla problematica. L'obiettivo è porre fine a questo disastro ambientale che affligge il territorio.
Appello alle istituzioni e alle autorità competenti
La segnalazione di Antonio Di Tuccio non si limita al livello locale. Essa è stata estesa a diverse istituzioni e autorità a livello provinciale e regionale. Tra i destinatari figurano Arpa Puglia, la Regione Puglia stessa, l'Autorità di Bacino. Sono stati informati anche la Procura della Repubblica, i Carabinieri Forestali e i Carabinieri NOE (Nucleo Operativo Ecologico).
L'obiettivo è chiaro: ottenere la tutela del territorio e dell'interesse pubblico. La speranza è che queste segnalazioni portino finalmente a un'azione concreta. La comunità di Carapelle attende risposte che garantiscano la salvaguardia del proprio ambiente. La qualità della vita dei residenti è direttamente collegata alla salute del torrente.
La presenza di schiuma bianca e rifiuti nel torrente è un segnale allarmante. Indica potenziali scarichi industriali o civili non trattati. Le conseguenze possono essere devastanti per la fauna ittica e per l'intero ecosistema fluviale. Inoltre, l'acqua inquinata può infiltrarsi nel terreno, contaminando le falde acquifere.
La zona dei Cinque Reali Siti, di cui Carapelle fa parte insieme a Bovino, Castelnuovo della Daunia, Panni e Sant'Agata di Puglia, è un'area a vocazione prevalentemente agricola. La contaminazione delle acque potrebbe avere ripercussioni anche sull'agricoltura locale, compromettendo la qualità dei prodotti. Questo aspetto aggrava ulteriormente la gravità della situazione denunciata da Di Tuccio.
L'impegno di Antonio Di Tuccio rappresenta un esempio di cittadinanza attiva. La sua perseveranza nel segnalare e documentare il degrado ambientale è fondamentale. Essa serve a mantenere alta l'attenzione pubblica e istituzionale su un problema che rischia di essere trascurato. La sua azione è un monito per tutti i cittadini sull'importanza di vigilare sulla salute del proprio territorio.
Le autorità competenti sono chiamate a rispondere con urgenza. La bonifica del canale e del torrente Carapelle non è più procrastinabile. È necessario un piano di interventi strutturali per prevenire futuri episodi di inquinamento. La collaborazione tra enti locali, consorzi di bonifica e agenzie ambientali è cruciale. Solo un'azione coordinata potrà garantire un futuro più sano per il torrente e per l'intera comunità di Carapelle.
La vicenda di Carapelle evidenzia una problematica purtroppo diffusa in molte aree del paese. La gestione dei reflui e la prevenzione dell'inquinamento dei corsi d'acqua richiedono investimenti e controlli costanti. La denuncia di Di Tuccio è un tassello importante in questa battaglia per la tutela ambientale. Le istituzioni devono dimostrare di essere all'altezza delle aspettative dei cittadini.