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La Sardegna registra un calo demografico nel 2024, con meno residenti e nuovi nati. L'età media della popolazione aumenta, ma la presenza straniera contribuisce a un leggero ringiovanimento.

Diminuzione dei residenti e saldo naturale negativo

Nel 2024, la Sardegna conta poco più di un milione e mezzo di residenti. Il numero totale si attesta a 1.562.381 persone. Questo dato segna un decremento rispetto all'anno precedente. Si sono persi 8.072 individui, pari allo 0,5%. L'Istituto Nazionale di Statistica (Istat) ha reso noti questi dati. Essi provengono dal Censimento della popolazione nazionale.

La flessione demografica è principalmente dovuta a un saldo naturale negativo. Questo significa che i decessi superano le nascite. Il saldo migratorio interno, ovvero gli spostamenti tra comuni italiani, contribuisce anch'esso alla diminuzione. Nonostante un saldo migratorio positivo con l'estero, che vede più arrivi che partenze, e un aggiustamento statistico, questi fattori non compensano le perdite.

Tutte le province sarde partecipano a questo trend. La provincia di Sassari mostra il saldo naturale più basso. Le province di Sassari, Cagliari e Oristano registrano invece un saldo migratorio interno positivo. Sassari guida anche i saldi migratori con l'estero. La popolazione femminile supera quella maschile. La differenza è di oltre 26.000 unità. Le donne costituiscono il 50,9% del totale. Questo squilibrio è legato alla maggiore longevità femminile.

Distribuzione della popolazione e presenza straniera

Oltre la metà della popolazione sarda risiede in due province. Sassari detiene il 30,2% dei residenti. Cagliari ne conta il 26,7%. Queste due province sono le uniche a superare i 400.000 abitanti. La provincia del Sud Sardegna segue da vicino. Conta quasi 330.000 residenti, il 21,1% del totale regionale. Le restanti due province ospitano meno di un quarto della popolazione totale.

Gli stranieri residenti in Sardegna sono 54.091. Questo dato rappresenta il 3,5% della popolazione regionale. Si registra un aumento di 2.050 unità rispetto al 2023. Questi cittadini provengono da 156 nazioni diverse. Le comunità più numerose sono quelle rumene, senegalesi e marocchine. La Romania rappresenta il 20,2% degli stranieri. Il Senegal il 7,8% e il Marocco il 6,9%.

Calo delle nascite e invecchiamento della popolazione

La Sardegna, come il resto d'Italia, raggiunge un nuovo record di denatalità. I nati nel 2024 sono stati 7.052. Questo dato è inferiore di 190 unità rispetto all'anno precedente. Le nascite di bambini stranieri mostrano invece un leggero aumento. Si registra il minimo storico delle nascite, con una riduzione del 2,6%. Questo dato è in linea con la media nazionale.

Diversi fattori contribuiscono alla continua diminuzione delle nascite. Il tasso di fecondità rimane stabile a 0,91 figli per donna. Questo valore è significativamente inferiore alla media nazionale di 1,18 figli per donna. È anche il più basso in tutta Italia. Altri elementi includono il calo della popolazione femminile in età riproduttiva. Si osserva anche una tendenza a posticipare la maternità.

L'età media al parto è in costante aumento. In Sardegna, questo valore è più alto della media nazionale. Si attesta a 33,2 anni, contro i 32,6 anni registrati a livello nazionale. Nel 2024, si è registrata anche una riduzione della mortalità. I decessi sono diminuiti di 247 unità rispetto all'anno precedente. Il tasso di mortalità è sceso dall'11,9 all'11,8 per mille. Il maggior decremento si è verificato nelle province del Sud Sardegna e Cagliari.

Età media elevata e ruolo degli stranieri

L'età media della popolazione sarda si è innalzata. Rispetto al 2023, è passata da 48,8 a 49,2 anni. Le province di Sassari e Cagliari risultano essere le più giovani. Le loro età medie sono rispettivamente 48,5 e 48,8 anni. Le province di Oristano e Sud Sardegna sono invece le più anziane. Le loro età medie sono 50,6 e 50,3 anni.

La componente straniera gioca un ruolo importante nel ringiovanimento della popolazione. Confrontando le piramidi delle età, emerge che la struttura demografica sarda è più anziana rispetto a quella del resto del Paese. Il numero di persone con più di 85 anni è in crescita. Raggiungono 65.742 individui. Si tratta di quasi 3.000 unità in più rispetto all'anno precedente. Rappresentano il 4,2% della popolazione totale.

Nei comuni più piccoli, l'invecchiamento è ancora più marcato. L'età media in questi centri è di 52,0 anni. L'indice di vecchiaia raggiunge quota 395,8. L'84,4% dei 377 comuni sardi ha una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. In questi piccoli centri risiede quasi un terzo della popolazione isolana (31,7%). Il 17,5% degli abitanti vive in dieci comuni tra 20.001 e 50.000 abitanti. L'17,1% risiede nei due comuni più grandi, Cagliari e Sassari, che superano i 100.000 abitanti. Complessivamente, circa un quarto della popolazione vive in uno dei quattro comuni con più di 50.000 abitanti. Il comune più piccolo è Baradili, in provincia di Oristano, con soli 76 residenti.

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