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La Sardegna si conferma un esempio positivo nel contrasto agli incendi boschivi nel Sud Italia. Nonostante i cambiamenti climatici, la regione mostra una diminuzione delle aree bruciate e un aumento dei controlli e delle denunce, distinguendosi dalle altre regioni meridionali.

Sardegna in controtendenza per incendi boschivi

Un recente rapporto di Legambiente, intitolato "L'Italia in fumo", analizza la situazione degli incendi nel 2025 e nel primo semestre del 2026. La Sardegna emerge come un caso eccezionale nel panorama delle regioni meridionali. Mostra infatti segnali di miglioramento strutturale che la rendono un modello da seguire per l'intero Paese.

L'isola si distingue per la sua eccellenza amministrativa. Il sistema regionale del catasto delle aree percorse dal fuoco è stato pubblicato in formato digitale. Questo strumento è consultabile anno per anno e collegato ai geoportali regionali. Il rapporto lo indica come un punto di riferimento per il resto d'Italia. Altrove, il catasto viene aggiornato in modo discontinuo e con scarsa trasparenza.

Dati positivi sulla superficie bruciata

Nel corso del 2025, la superficie bruciata in Sardegna è stata di 3.682 ettari. Questo dato rappresenta un calo del 33% rispetto ai 5.523 ettari registrati nel 2024. Il numero di eventi incendiari è aumentato da 41 a 65. Tuttavia, la superficie media per singolo evento si è notevolmente ridotta. La regione, insieme al Lazio, si è trovata in controtendenza rispetto alla tendenza nazionale. Le superfici bruciate a livello nazionale sono quasi raddoppiate negli ultimi due anni monitorati, passando da 50.525 a 96.517 ettari complessivi.

Secondo Legambiente, i numeri complessivi disegnano un quadro incoraggiante. A causa dei cambiamenti climatici, il rischio legato agli incendi non è diminuito. Il numero di incendi è infatti aumentato. Tuttavia, la gestione degli eventi è stata efficace, portando a una diminuzione della superficie bruciata.

Nuoro ultima tra le province più colpite

Analizzando i dati a livello provinciale per il 2025, Nuoro si posiziona in modo virtuoso. È l'unica provincia sarda presente nella lista delle province con almeno 1.000 ettari bruciati, registrando 1.027 ettari. Si colloca all'ultimo posto di questa classifica. Tale classifica è dominata da province siciliane e calabresi, evidenziando una gestione del territorio più efficace in Sardegna.

Anche sui siti della Rete Natura 2000, la Sardegna ha registrato un impatto contenuto nel 2025. Sono stati bruciati 954 ettari. Questo dato la pone al sesto posto tra le regioni italiane. È molto lontana da Sicilia (11.652 ha), Puglia (5.007 ha), Campania (3.230 ha), Calabria (2.831 ha) e Lazio (2.780 ha).

Efficacia dei controlli e contrasto alle illegalità

Per quanto riguarda le illegalità legate agli incendi, il focus sulle "ecomafie" restituisce un profilo opposto per la Sardegna rispetto alle regioni meridionali più critiche. Nel 2025, la regione ha effettuato il maggior numero di controlli a livello nazionale: 21.409. Questo dato supera i 12.157 della Puglia e i 10.909 della Calabria. Con 53 denunce e 6 arresti, la Sardegna mostra il valore più alto d'Italia.

Questo evidenzia una capacità di contrasto ai reati incendiari nettamente superiore rispetto alle regioni più colpite. In Sicilia, nonostante 654 incendi, gli arresti sono stati zero. In Calabria, su 603 incendi, si è registrato un solo arresto. I 29 sequestri penali effettuati in Sardegna rappresentano il dato più elevato a livello nazionale, sottolineando un impegno concreto nella repressione dei reati ambientali.

Conferma del trend positivo nel primo semestre 2026

Nel primo semestre del 2026, la Sardegna ha confermato il suo andamento positivo. Sono stati registrati solo 270 ettari bruciati. Questo dato si confronta con i 777 ettari dello stesso periodo del 2025. Il numero di eventi è rimasto invariato, pari a 8. L'isola si posiziona tra le tre sole regioni, insieme a Sicilia e Puglia, che hanno registrato una diminuzione delle superfici interessate dagli incendi.

Nel resto del Paese, il quadro è risultato in netto incremento nello stesso periodo. La Toscana è passata da 0 a 660 ettari bruciati. Il Piemonte è aumentato da 23 a 355 ettari. La Campania ha visto un incremento da 216 a 715 ettari. Questi dati rafforzano l'eccezionalità del percorso della Sardegna.

Entro il 31 agosto del 2026, sono stati registrati 41 eventi incendiari. Questi hanno interessato 35 comuni, con una superficie bruciata di 4.659 ettari. Questi dati, elaborati da Legambiente su dati EFFIS/Copernicus, sono già superiori di circa 1.000 ettari rispetto all'estensione complessiva dell'anno precedente. Mancano ancora all'appello gli eventi delle ultime settimane, incluso quello divampato sull'isola di Santa Maria. Un bilancio definitivo potrà essere stilato solo a fine anno.

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