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Un'ampia operazione delle forze dell'ordine ha portato a 15 denunce per bracconaggio in diverse aree della Sardegna. Sono state sequestrate numerose trappole e liberati uccelli protetti, contrastando il commercio illegale di fauna selvatica.

Contrasto al bracconaggio in Sardegna

L'operazione denominata "Ali Libere" ha visto un'intensa attività di contrasto al bracconaggio. I Carabinieri Forestali del Nucleo Cites di Cagliari, con il supporto del Soarda, hanno condotto controlli mirati. L'azione si è estesa su un vasto territorio, interessando la provincia di Cagliari e il Sud Sardegna. L'obiettivo era colpire le attività illegali di cattura e detenzione di fauna selvatica.

Il bilancio dell'operazione è significativo. Sono state 15 le persone denunciate all'autorità giudiziaria. Durante i controlli, le forze dell'ordine hanno rinvenuto e sequestrato un ingente numero di trappole. Molti esemplari di fauna selvatica, ancora vivi, sono stati recuperati e liberati.

Sequestri e denunce nella provincia di Cagliari

Nella provincia di Cagliari, due individui sono stati fermati mentre preparavano delle trappole. Non possedevano la necessaria licenza di caccia. Stavano utilizzando lacci metallici per catturare ungulati. Sono stati sequestrati 24 lacci di questo tipo. L'attività illegale mirava a prelevare animali selvatici dal loro habitat naturale.

In un'altra circostanza, sempre nel territorio cagliaritano, tre persone sono state scoperte in possesso di avifauna selvatica protetta. Gli animali erano stati catturati illegalmente tramite l'uso di gabbie trappola. Questo tipo di cattura non discrimina e può portare alla morte degli esemplari.

Ulteriori cinque denunce sono scaturite sempre tra Cagliari e il Sud Sardegna. I soggetti sorpresi detenevano illegalmente avifauna protetta. La provenienza degli animali era illecita e non conforme alle normative vigenti sulla tutela della fauna.

Trappole e fauna selvatica nel Sud Sardegna e Oristanese

Nel Sud Sardegna, due uomini sono stati sorpresi mentre praticavano attività venatoria durante un periodo di divieto. Non solo, i due stavano anche posizionando e utilizzando numerose trappole. Queste erano specificamente progettate per la cattura di piccoli uccelli migratori. Le trappole a molla sono particolarmente pericolose e indiscriminate.

L'operazione ha interessato anche la provincia di Oristano. Qui, tre cittadini sono stati denunciati. Avevano acquistato, in modo incauto, esemplari di avifauna selvatica protetta. La provenienza di questi animali era chiaramente illecita, alimentando un mercato nero di specie a rischio.

Recupero e liberazione di fauna protetta

Grazie alla collaborazione con associazioni di volontariato, sono stati bonificati diversi sentieri. Questi percorsi, situati nelle province del Sud Sardegna e di Cagliari, erano disseminati di trappole aeree attive. L'eliminazione di queste trappole ha reso più sicuri gli habitat naturali.

Il materiale sequestrato include 24 lacci metallici, destinati alla cattura di ungulati. Sono state recuperate anche 30 trappole aeree e 4 gabbie trappola. Un sequestro particolarmente importante riguarda 131 esemplari vivi di avifauna selvatica migratoria. Tra le specie recuperate figurano verdoni, cardellini, lucherini, verzellini, venturoni corsi e calandre.

Il valore di mercato stimato per questi uccelli, nel circuito illegale, si aggira intorno ai 26.000 euro. Gli esemplari recuperati sono stati affidati alle cure del Centro di Recupero di Fauna Selvatica (CRAFS) di Monastir. Qui riceveranno le cure necessarie prima di un eventuale rilascio in natura.

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