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Un accordo a Opera promuove la formazione professionale e l'impiego di detenuti nel settore edile. Il progetto mira a ridurre la recidiva e a colmare la carenza di manodopera.

Formazione edile per detenuti a Opera

È stato rinnovato un importante protocollo d'intesa. L'accordo coinvolge l'Amministrazione penitenziaria di Opera. Collaborano anche Assimpredil Ance e diverse sigle sindacali. Tra queste, Fenealuil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Partecipano inoltre Esem-Cpt, Umana SpA e la Fondazione Don Gino Rigoldi. L'obiettivo è facilitare la formazione e il reinserimento lavorativo dei detenuti. Il settore di riferimento è quello delle costruzioni.

L'iniziativa gode del sostegno di Intesa Sanpaolo. Mira ad ampliare le opportunità professionali. Queste si realizzeranno sia all'interno che all'esterno del carcere. Verranno organizzati corsi professionali mirati. Saranno favoriti gli inserimenti nei cantieri edili del territorio. Questa collaborazione è attiva dal 2023.

Grazie a questo patto, è già sorta una Scuola Edile. Questa struttura si trova all'interno del carcere di Opera. È stato istituito anche un laboratorio permanente. Questo è dedicato alla formazione professionale. Dal 2023 sono stati avviati cinque percorsi formativi. Circa 80 detenuti hanno frequentato la scuola interna. La scuola è gestita da Esem-Cpt.

Successi e prospettive del progetto

I risultati ottenuti sono significativi. Trentasette detenuti hanno trovato un impiego. Cinque di loro hanno ottenuto un contratto a tempo indeterminato. Il presidente di Assimpredil Ance, Giovanni Deleo, ha sottolineato un dato importante. Ha affermato che «Prima del 2023 erano zero» le assunzioni. Ha definito il progetto «un'operazione win-win».

Questo progetto risponde a due esigenze primarie. Da un lato, la carenza di manodopera nel settore edile. Dall'altro, l'urgenza del reinserimento sociale dei detenuti. Deleo ha sintetizzato il concetto con una frase efficace: «Entrano detenuti, escono muratori».

Il laboratorio interno rappresenta un «luogo di speranza» per chi è ristretto. La direttrice della Casa di Reclusione di Opera, Rosaria Marino, ha evidenziato la novità del nuovo protocollo. La principale innovazione è l'allargamento della platea dei detenuti coinvolti. «Siamo riusciti ad ampliare il target delle persone ammesse alle attività formative», ha spiegato Marino.

Lavori interni e sfide future

Nel frattempo, alcuni detenuti sono già impiegati in lavori di manutenzione interna. Stanno ristrutturando sezioni e camere per i nuovi arrivati. La direttrice Marino ha ricordato la situazione attuale del carcere. Ospita circa 1.400 detenuti. La sua capienza è di 900 posti. Questo dato evidenzia le sfide logistiche e strutturali.

Il progetto dimostra come il lavoro possa essere uno strumento potente. Permette di offrire una seconda possibilità. Favorisce il recupero e l'integrazione nella società. La collaborazione tra istituzioni, imprese e sindacati è fondamentale. Questo modello potrebbe essere esteso ad altri contesti. Offre una risposta concreta a problemi sociali complessi.

Domande frequenti

Chi ha promosso il rinnovo del protocollo per il reinserimento lavorativo dei detenuti a Opera?

Il protocollo è stato rinnovato dall'Amministrazione penitenziaria di Opera, Assimpredil Ance, Fenealuil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Esem-Cpt, Umana SpA e Fondazione Don Gino Rigoldi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Quali sono i risultati concreti del progetto di formazione edile per i detenuti a Opera?

Dal 2023, sono stati attivati cinque percorsi formativi, circa 80 detenuti hanno frequentato la scuola interna, 37 sono stati assunti e cinque hanno ottenuto un contratto stabile, un risultato notevolmente migliorato rispetto agli anni precedenti.