L'orto botanico di Ome è stato vittima di furti di piante rare. Diciannove esemplari preziosi per la ricerca scientifica sono stati sottratti, causando un grave danno alla biodiversità e al lavoro volontario. Si lancia un appello alla comunità per ritrovare i responsabili.
Furti all'orto botanico di Ome
Un'ondata di furti ha colpito l'orto botanico di Ome. Diverse piante di eccezionale rarità sono state rubate, causando profondo rammarico tra gli organizzatori. Il curatore, Antonio De Matola, ha definito l'atto «ignobile», sottolineando il valore del lavoro di anni andato perduto. Le piante sottratte erano destinate a essere messe a dimora presto.
Questi esemplari rappresentavano il frutto di un impegno costante e volontario. La loro sparizione costituisce una ferita per chi dedica passione a questo progetto. Si tratta di un danno inestimabile per la conservazione della biodiversità.
Le specie rubate erano temporaneamente conservate vicino alle ex Terme. La loro perdita compromette non solo il valore materiale, ma anche la ricerca scientifica e la didattica. Il giardino botanico è un centro di studio fondamentale.
Valore scientifico e biodiversità a rischio
Il giardino botanico di Ome non è solo un luogo di bellezza. È un centro vitale per lo studio e la conservazione della biodiversità. Chi ha commesso questi furti ha messo a repentaglio un patrimonio di conoscenza inestimabile. La perdita di queste piante è uno sfregio al lavoro svolto con dedizione.
L'elenco delle specie scomparse è significativo. Sono stati rubati tre esemplari di Cupressus sempervirens Bolgheri. Due piante di Taxus baccata sono sparite. Un esemplare di Sophora secundiflora, specie dichiarata estinta, è stato sottratto.
Sono stati rubati anche sei cloni di Prunus serrulata. Un Prunus kurilensis, estremamente raro, non c'è più. Due Cedrus deodara, provenienti da semi puri dal Nepal, sono stati presi. Un Cupressus kashmeriana è scomparso. Infine, cinque esemplari di Cycas revoluta non sono più presenti.
Appello alla comunità e ai responsabili
Il sindaco di Ome, Alberto Vanoglio, ha espresso forte sdegno. Ha definito l'accaduto «inconcepibile» per un luogo dedicato alla natura e alla scienza. L'amministrazione si impegna a fare piena luce sull'episodio.
Antonio De Matola ha lanciato un doppio appello. Chiede aiuto alla comunità per identificare i colpevoli. Si rivolge anche direttamente ai ladri, sperando in un ripensamento. L'auspicio è che le piante vengano restituite al più presto.
«Riportateci le nostre piante», ha implorato De Matola. Ha sottolineato che non si tratta solo di alberi. Sono un pezzo di storia, un patrimonio di biodiversità e conoscenza da preservare. La comunità è invitata a collaborare per recuperare questo tesoro.