Allevatori sardi manifestano a Olbia contro le restrizioni sanitarie dovute alla dermatite bovina. Chiedono lo sblocco della movimentazione dei vitelli e una declassazione della malattia per salvare le aziende isolane.
Protesta allevatori contro restrizioni sanitarie
La pazienza degli allevatori sardi è giunta al termine. Dopo oltre un anno di blocchi imposti alle movimentazioni dei bovini, a causa della dermatite bovina, centinaia di produttori sono scesi in piazza a Olbia. La mobilitazione ha portato al blocco della via principale della città. Il corteo ha raggiunto il porto Isola Bianca.
La categoria lamenta una situazione ormai insostenibile. Le aziende dell'isola si trovano in una condizione di stallo. La richiesta principale è una declassazione della malattia. Questo permetterebbe di riprendere le esportazioni degli animali. L'allevatore Michele Filigheddu, da Arzachena, esprime preoccupazione. Senza possibilità di movimento, le stalle si riempiranno. I costi di mantenimento del bestiame diventano insostenibili. Si sentono penalizzati pur avendo rispettato ogni protocollo sanitario. Le norme sono state seguite scrupolosamente, su indicazione dell'ASL e del Ministero.
Richiesta di sblocco movimentazione vitelli
La Coldiretti Sardegna sottolinea l'elevata adesione alla campagna vaccinale. Ben il 98% degli allevamenti ha partecipato. Circa il 97% dei bovini è stato vaccinato. La priorità ora è sbloccare la movimentazione dei vitelli. Gli allevatori hanno rispettato le regole per due anni. Hanno affrontato una diffidenza iniziale verso un vaccino nuovo. Tuttavia, le norme sono state seguite. La burocrazia di Roma e Bruxelles non deve vanificare anni di lavoro. Si chiede un fronte unito della politica. L'obiettivo è rivendicare la dignità del comparto bovino.
Lo dichiara Battista Cualbu, presidente regionale Coldiretti. Le sue parole sono supportate da Luca Saba, direttore regionale della Coldiretti. Quest'ultimo evidenzia un nuovo blocco. La zona di Samugheo, che doveva essere liberata, è stata invece designata zona di sorveglianza per 20 chilometri. Questo è considerato ingiusto. Si chiede un intervento immediato del Ministero e della Regione. L'obiettivo è sollecitare l'Unione Europea a sbloccare questa situazione. La malattia va declassata rapidamente. Non si può attendere i tempi della blue tongue. L'intera Sardegna è bloccata per pochi casi isolati.
Manifestazione conclusa al porto Isola Bianca
Il corteo di protesta ha visto la partecipazione di diverse figure istituzionali. Era presente il vice presidente della Regione, Giuseppe Meloni. Hanno partecipato anche i sindaci di Luogosanto e Calangianus. La manifestazione si è conclusa pacificamente al porto Isola Bianca. La speranza è che le richieste degli allevatori vengano ascoltate. La situazione economica delle aziende agricole è a rischio.
Le restrizioni sanitarie stanno mettendo a dura prova il settore primario sardo. La dermatite bovina, sebbene presente, non giustificherebbe un blocco così esteso. La mobilitazione mira a sensibilizzare le istituzioni. Si cerca una soluzione rapida per evitare ulteriori danni economici. La salute degli animali è importante, ma anche la sopravvivenza delle imprese agricole. La protesta è un segnale forte. Gli allevatori chiedono rispetto e concretezza.
La comunità agricola locale attende risposte. La pressione sulla politica regionale e nazionale è alta. La questione della declassazione della malattia è cruciale. Permetterebbe di riaprire i mercati e garantire un futuro alle aziende. Il modello di gestione attuale sembra non essere più sostenibile. Si auspica un dialogo costruttivo. L'obiettivo è trovare un equilibrio tra sanità animale e attività economica. La Sardegna conta sul suo settore primario. Le istituzioni sono chiamate a intervenire con urgenza.
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