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Un tragico evento ha scosso Olbia dove un uomo di 42 anni ha perso la vita a seguito di un'aggressione con arma da taglio. Le indagini proseguono con la ricerca dell'arma del delitto, mentre un giovane di 20 anni è stato arrestato come principale indiziato.

Indagini in corso nelle acque di Olbia

Le acque del golfo di Olbia sono diventate teatro di una meticolosa ricerca. Squadre di sommozzatori dei Carabinieri stanno scandagliando il fondale marino. L'obiettivo è recuperare l'arma del delitto. Questa è stata presumibilmente gettata in mare dopo l'aggressione. L'operazione è volta a raccogliere prove decisive. L'arma potrebbe fornire risposte cruciali sull'accaduto. I militari del reparto territoriale di Olbia, coordinati dal tenente colonnello Nicola Pilia, stanno lavorando intensamente. La perlustrazione si concentra nell'area antistante il lungomare cittadino. Si ipotizza che l'assalitore abbia scelto questo luogo per disfarsi dell'arma. La speranza è di chiudere il cerchio sull'omicidio. La ricerca è iniziata fin dalle prime ore del mattino. L'impegno delle forze dell'ordine è massimo per fare piena luce sulla vicenda. Ogni dettaglio è importante per ricostruire la dinamica dei fatti. La comunità locale attende risposte. L'episodio ha destato profonda preoccupazione.

Arrestato giovane egiziano, principale indiziato

Le indagini hanno portato rapidamente a un fermo. Mohamed Abdou Elchodary, un giovane di 20 anni di nazionalità egiziana, è stato arrestato. È considerato il principale indiziato per l'omicidio di Pietro Sciusco, 42enne originario della Puglia. L'arresto è avvenuto meno di 24 ore dopo l'aggressione. I Carabinieri hanno rintracciato il giovane in una villetta disabitata. L'immobile si trova in via Genova, una zona non lontana dal luogo del delitto. Elchodary è già noto alle forze dell'ordine. Precedenti episodi di violenza sono stati registrati nel centro di Olbia. L'ultimo risale a poco più di una settimana fa. In quell'occasione, il 20enne fu identificato come uno dei responsabili di un'aggressione. La vittima era una guardia giurata. L'aggressione avvenne durante le riprese del film "Un weekend da bamboccioni 3". Le riprese si svolgevano in piazza Matteotti. Elchodary aveva lanciato bottiglie di vetro e pietre contro la guardia. Successivamente si era dato alla fuga. La sua storia con la giustizia lo rende un soggetto di interesse per gli inquirenti.

L'interrogatorio: l'arrestato nega ogni accusa

Mohamed Abdou Elchodary è stato interrogato dalla giudice per le indagini preliminari, Federica Di Stefano, presso il tribunale di Tempio Pausania. Il giovane ha risposto a tutte le domande. Tuttavia, ha continuato a negare fermamente le accuse. Elchodary ha respinto le contestazioni mosse dalla Pubblico Ministero, Noemi Mancini. Ha negato di essere l'autore dell'accoltellamento mortale. L'interrogatorio è iniziato poco dopo le 11. Si è concluso nella tarda mattinata. La gip dovrà ora valutare la convalida dell'arresto. Dovrà anche decidere sulle misure cautelari da applicare al 20enne. Attualmente, Elchodary si trova in carcere a Sassari. La difesa, affidata agli avvocati Aurora Masu e Giuseppe De Meo, ha dichiarato che il loro assistito nega ogni coinvolgimento. Il giovane sostiene di conoscere la vittima solo di vista. Non sono emersi rapporti di alcun tipo tra i due. L'avvocata Masu ha sottolineato questa circostanza. La negazione delle accuse è netta. La giustizia dovrà ora fare il suo corso.

La vittima, Pietro Sciusco, artista di strada

La vittima, Pietro Sciusco, era un artista di strada di 42 anni. Era originario di Barletta, in Puglia. La sua morte ha suscitato profonda commozione. Numerosi messaggi di cordoglio sono apparsi sui social network. La sorella, Sabrina Sciusco, ha espresso il suo dolore. Ha scritto parole toccanti in ricordo del fratello. «Continua ad essere libero. Non meritavi e non meritavamo tutto questo. Il mondo perde un'anima gentile e buona», ha pubblicato. La sua figura di artista di strada lo rendeva una persona conosciuta e apprezzata. La sua scomparsa improvvisa e violenta ha lasciato un vuoto. La comunità di Olbia, dove viveva, è sconvolta. L'aggressione è avvenuta in pieno giorno, sul marciapiede di corso Umberto. Un luogo centrale e frequentato della città. Questo dettaglio rende l'evento ancora più inquietante. La violenza gratuita ha colpito una persona descritta come gentile e buona. La ricerca della verità e della giustizia è ora prioritaria.