La Regione Sardegna intende assumere un ruolo guida nella creazione di una rete aeroportuale integrata. L'obiettivo è governare lo sviluppo degli scali di Cagliari, Olbia e Alghero, pur con una quota minoritaria nella nuova holding. L'opposizione solleva dubbi sulla reale influenza pubblica.
Regione punta a guidare la rete aeroportuale
L'intenzione della Regione Sardegna è chiara: ricoprire un ruolo di primo piano nella costituzione di una rete unica per i tre principali aeroporti dell'isola. L'obiettivo è definire le direttive strategiche.
Questo permetterà di salvaguardare l'interesse pubblico. Si mira a governare lo sviluppo del traffico aereo. La crescita coordinata degli scali di Cagliari, Olbia e Alghero è fondamentale. Essi rappresentano la porta d'accesso principale per la regione.
Queste dichiarazioni sono state fatte dall'assessora ai Trasporti, Barbara Manca. L'assessora è stata ascoltata in audizione. I consiglieri regionali della Quarta commissione hanno partecipato. La commissione è presieduta da Roberto Li Gioi (M5s).
L'audizione serviva a illustrare una delibera approvata dalla giunta. Tale delibera contiene un accordo preliminare. L'accordo riguarda l'integrazione dei tre scali isolani. Verrà creata un'unica holding. La partecipazione dei privati sarà superiore al 50%.
Tra i privati figurano il fondo F2i, la Fondazione di Sardegna e il colosso americano Blackrock. La Camera di commercio di Cagliari e Oristano deterrà il 40,5%. La Regione avrà una quota del 9,25%.
Obiettivi di governance e critiche dall'opposizione
L'intento principale è creare una governance integrata. Questo rafforzerà la competitività del sistema aeroportuale. Si punta ad attrarre maggiori investimenti. La continuità territoriale sarà un punto focale.
L'assessora Manca ha voluto precisare un aspetto importante. L'accordo preliminare, definito 'term sheet', non ha effetti vincolanti. La Regione manterrà un ruolo centrale nell'operazione. Questo avverrà nonostante la sua quota sia minoritaria.
Il perfezionamento dell'accordo è subordinato a diversi passaggi. Saranno necessari i pareri e le autorizzazioni di organismi competenti. Tra questi figurano l'Agcm, il Ministero dei Trasporti e la Corte dei Conti.
I gruppi di minoranza hanno espresso critiche e perplessità. Hanno ribadito i loro dubbi sulla strategia intrapresa. Paolo Truzzu, capogruppo di Fdi, ha dichiarato: «L'assessora non è riuscita sicuramente a fugare i nostri dubbi».
Le perplessità riguardano soprattutto l'operazione di fusione societaria. Truzzu ha aggiunto: «Noi siamo assolutamente a favore di una rete unica degli aeroporti sardi». Ha sottolineato che ciò si potrebbe realizzare già oggi. Questo senza integrazioni societarie e senza svendite di società.
Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori, ha proposto un modello alternativo. «La rete si potrebbe fare anche a governo pubblico come in Puglia», ha chiarito.
Ha poi criticato la scelta della nuova società. «Invece si creerà una società ex novo in cui ci sarà la maggioranza netta dei privati». Ha aggiunto che in questa nuova realtà la Regione sarà relegata a un ruolo «ornamentale».
Ticca ha concluso: «Si metteranno 30 milioni per non contare nulla». L'opposizione ha anche richiesto la convocazione in audizione della presidente Alessandra Todde. La richiesta è stata avanzata alla commissione.