Aeroitalia cessa le operazioni sui voli di continuità territoriale in Sardegna. La compagnia aerea cita l'aumento dei costi del carburante e ritardi nei contributi regionali come cause principali. La Regione prende atto della decisione.
Aeroitalia abbandona la continuità territoriale sarda
La compagnia aerea Aeroitalia ha comunicato la sua intenzione di interrompere i servizi di continuità territoriale per la Sardegna. L'annuncio è giunto durante un incontro con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l'Enac e la Regione Sardegna. L'amministratore delegato, Gaetano Intrieri, ha esposto le ragioni di questa drastica decisione, sottolineando un deterioramento delle condizioni operative.
Già lo scorso marzo, Aeroitalia aveva evidenziato criticità nel bando di gara. Il problema principale risiedeva nell'impennata dei costi del carburante. I prezzi erano aumentati del 150% rispetto a febbraio. In quel frangente, l'Enac aveva mostrato prontezza nel cercare soluzioni. Si era quasi raggiunto un decreto di compensazione per mitigare l'impatto economico.
Tuttavia, secondo Intrieri, il processo in Sardegna ha subito rallentamenti. Questi ritardi sono stati attribuiti a motivazioni più di natura politica che tecnica. La compagnia lamenta una mancanza di supporto concreto da parte delle istituzioni locali. Questo ha reso insostenibile la prosecuzione delle attività.
Ritardi nei contributi e costi del carburante insostenibili
Nel mese di maggio, la Regione Sardegna si era impegnata a destinare circa 20 milioni di euro. Questi fondi erano destinati a Aeroitalia e ITA Airways. La ripartizione sarebbe dovuta avvenire in base all'attività svolta da ciascuna compagnia. Durante quella riunione, non erano emerse obiezioni regolamentari riguardo l'erogazione dei contributi. Le compagnie che garantiscono la continuità territoriale dell'isola attendevano questi fondi.
A settembre, però, le risorse promesse non erano ancora state erogate. Questo ritardo ha aggravato la situazione finanziaria della compagnia. Intrieri ha evidenziato come, nei nove mesi successivi alle prime segnalazioni, il prezzo medio del carburante fosse schizzato a 1.460 euro per tonnellata. Questo dato contrasta nettamente con i circa 630 euro stimati nel bando di gara.
Per Aeroitalia, questo ha comportato un extracosto di circa 18,4 milioni di euro. Le stime della Regione, elaborate con l'Enac, indicavano un importo spettante alla compagnia di soli 2,6 milioni per il periodo da aprile a settembre. Questa discrepanza ha reso la situazione insostenibile per la compagnia aerea.
Conclusione ordinata e futuro della compagnia
Di fronte a questi numeri, Aeroitalia ritiene venute meno le condizioni per proseguire le operazioni. Gaetano Intrieri ha assicurato che non ci saranno disservizi per i cittadini. La compagnia intende concordare con la Regione una conclusione ordinata del rapporto. L'obiettivo è evitare strappi o dimostrazioni di forza, operando in un clima di collaborazione. È il momento, ha sottolineato Intrieri, di affrontare seriamente cosa significhi fare impresa.
Aeroitalia impiega circa 800 persone, quasi la metà delle quali lavora in Sardegna. La priorità della compagnia sarà chiudere questa fase in tempi brevi, idealmente entro gennaio 2027. Questo permetterà di concentrarsi su modelli di business più sostenibili. Modelli che valorizzino gli sforzi compiuti e tutelino il futuro della compagnia e dei suoi dipendenti.
La Regione Sardegna ha espresso la sua posizione attraverso una nota ufficiale. L'ente prende atto della volontà manifestata da Aeroitalia durante l'incontro. La compagnia ha paventato una rinuncia alle rotte senza compensazione, specificamente quelle per Cagliari-Roma Fiumicino, Olbia-Roma Fiumicino e Olbia-Milano Linate. Questa opzione è consentita dai regolamenti vigenti con un preavviso di sei mesi. La Regione ha confermato il proprio impegno a intervenire per quanto di sua competenza, cercando di mitigare gli effetti della decisione.
Il contesto della continuità territoriale in Sardegna
La continuità territoriale aerea in Sardegna rappresenta un tema cruciale per l'insularità. Mira a garantire collegamenti aerei a prezzi accessibili tra l'isola e la terraferma italiana. Questo servizio è fondamentale per residenti, turisti e per le attività economiche dell'isola. Le rotte coperte da questo regime sono solitamente quelle considerate meno appetibili dal mercato libero, ma essenziali per la coesione territoriale.
Le compagnie aeree che operano su queste rotte beneficiano di contributi pubblici. Questi aiuti servono a coprire i maggiori costi operativi e a garantire tariffe calmierate. Tuttavia, la gestione di questi contributi è spesso complessa. Le procedure amministrative, i ritardi nei pagamenti e le negoziazioni sui criteri di ripartizione possono creare tensioni tra le compagnie e le autorità regionali o statali.
L'uscita di Aeroitalia da questo regime solleva interrogativi sul futuro dei collegamenti. La Regione Sardegna dovrà ora valutare come garantire la copertura delle rotte abbandonate. Potrebbe essere necessario riaprire bandi di gara o rinegoziare accordi con le compagnie aeree rimanenti, come ITA Airways. La situazione evidenzia la fragilità del sistema di continuità territoriale, spesso influenzato da fattori economici esterni e dinamiche politiche interne.
La compagnia aerea, fondata nel 2021, aveva puntato sulla Sardegna come uno dei suoi mercati principali. L'obiettivo era offrire un servizio competitivo e di qualità. L'aumento dei costi del carburante, esacerbato dalla situazione geopolitica internazionale, ha rappresentato un colpo duro per molte compagnie aeree. Per Aeroitalia, questo si è tradotto in una difficoltà insormontabile nel rispettare gli impegni presi nell'ambito della continuità territoriale, nonostante i tentativi di trovare soluzioni con le istituzioni.
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