Mafia dei pascoli: due rinviati a giudizio a Castel del Monte
Mafia dei pascoli: processo per due indagati
Due individui sono stati rinviati a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta "mafia dei pascoli" che ha interessato l'area di Castel del Monte. La decisione arriva dopo le indagini partite a seguito della morte di un allevatore di Ofena nel 2022.
Secondo quanto emerso, i due imputati avrebbero creato un'azienda zootecnica fittizia. L'obiettivo era quello di ottenere indebitamente fondi europei destinati all'agricoltura e al pascolo. Questo stratagemma rientra nelle pratiche note della "mafia dei pascoli".
Titoli Agea e terreni montani al centro dell'indagine
Il giudice ha stabilito che i due indagati hanno ottenuto illecitamente circa 106 titoli Agea, appartenenti alla riserva nazionale. Il valore di questi titoli si aggira intorno ai 120mila euro. L'azienda fittizia serviva a dimostrare il possesso dei requisiti necessari per l'assegnazione di terreni montani adibiti al pascolo.
Questa manovra avrebbe permesso ai soggetti coinvolti di accedere ai sussidi comunitari. Entrambi gli imputati hanno respinto le accuse mosse nei loro confronti dalle autorità giudiziarie.
Origini dell'inchiesta: la morte di un allevatore
L'indagine ha preso avvio a seguito della morte di Emiliano Palmeri, un allevatore di Ofena, avvenuta nel maggio 2022. Palmeri era figlio dell'ex vicesindaco del paese e si era tolto la vita.
Poco prima del tragico evento, l'allevatore era stato trovato ferito da un colpo di pistola in un suo uliveto. Mentre era ricoverato in ospedale, due cavalli della sua azienda furono trovati morti, avvelenati. Dopo le dimissioni dall'ospedale, Palmeri compì l'estremo gesto.
Dalla truffa ai fondi europei all'indagine per istigazione al suicidio
Inizialmente, la Procura dell'Aquila aveva aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ma l'unico indagato in quella fase fu scagionato. Successivamente, il padre della vittima presentò una denuncia per una presunta truffa legata ai fondi europei.
Questa denuncia fornì gli elementi necessari per avviare l'inchiesta sulla "mafia dei pascoli", portando alla luce il presunto meccanismo illecito di ottenimento dei fondi.
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