Condividi

Una nuova speranza per i malati di leucemia linfatica cronica. Il farmaco Pirtobrutinib, ora rimborsato dal SSN, offre un'opzione efficace per chi non risponde alle terapie standard.

Nuova terapia per leucemia cronica

È disponibile una terapia innovativa per la leucemia linfatica cronica. Il farmaco si chiama Pirtobrutinib. È prodotto da Lilly. La molecola è efficace contro forme recidivanti o refrattarie della malattia. Il Servizio Sanitario Nazionale ne ha recentemente approvato la rimborsabilità. Questo rende il trattamento accessibile a più pazienti. La terapia è indicata per chi ha già provato inibitori della tirosina chinasi di Bruton (Btk). Questi pazienti hanno sviluppato resistenza o intolleranza ai farmaci precedenti.

Comprendere la leucemia linfatica cronica

La leucemia linfatica cronica è la forma più comune di leucemia negli adulti. Rappresenta circa il 25-30% di tutti i casi di leucemia a livello mondiale. La patologia colpisce prevalentemente persone anziane. Il 40% delle diagnosi avviene dopo i 75 anni. Solo il 15% dei pazienti ha meno di 50 anni. L'età media alla diagnosi si aggira intorno ai 70 anni. Si osserva una leggera prevalenza nel sesso maschile. In Italia si registrano circa 3mila nuovi casi ogni anno. Nonostante i progressi medici, molti pazienti affrontano ricadute multiple. Altri sviluppano resistenza ai trattamenti esistenti. Pirtobrutinib offre un nuovo approccio. Agisce come inibitore non covalente di Btk. Si lega alla proteina target in modo diverso. Questo supera i limiti degli inibitori covalenti di prima e seconda generazione.

Il meccanismo d'azione di Pirtobrutinib

Il professor Gianluca Gaidano, esperto di malattie del sangue, sottolinea l'importanza di Pirtobrutinib. «L'avvento di Pirtobrutinib è particolarmente importante nel contesto dei pazienti con leucemia linfatica cronica recidivante o refrattaria», afferma. Il suo meccanismo d'azione è cruciale. Permette di superare le resistenze agli inibitori di Btk covalenti. L'efficacia è stata dimostrata. Copre tutti i gruppi molecolari e clinici. Include anche i pazienti considerati ad alto rischio. Questo rappresenta un passo avanti significativo nella gestione della malattia.

Sicurezza e qualità della vita

Un altro aspetto fondamentale evidenziato dal professor Gaidano riguarda il profilo di sicurezza del farmaco. «Il profilo di sicurezza del trattamento è rilevante», spiega. Si riferisce sia alla sicurezza cardiovascolare, con un basso rischio di fibrillazione atriale. Sia alla maneggevolezza generale della terapia. La somministrazione orale del farmaco migliora la qualità di vita dei pazienti. Questo aspetto è molto importante per chi convive con una malattia cronica. La possibilità di gestire la terapia a casa semplifica la routine quotidiana. Riduce la necessità di accessi frequenti in ospedale.