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Novara si mobilita per Ahmadreza Djalali, ricercatore detenuto in Iran da 10 anni. Sabato 11 aprile un presidio in piazza Matteotti chiederà la sua liberazione, con la partecipazione di autorità e accademici.

Nuovo presidio per Ahmadreza Djalali

La città di Novara si unisce ancora una volta per sostenere la causa di Ahmadreza Djalali. Il ricercatore, originario dell'Iran, è detenuto da un decennio nel suo Paese d'origine. Il prossimo 25 aprile segnerà il decimo anniversario della sua detenzione arbitraria. Djalali, accademico svedese-iraniano, ha collaborato per diversi anni con l'Università del Piemonte Orientale, anche presso la sede di Novara.

L'accademico è stato arrestato con l'accusa di spionaggio. Un processo, secondo quanto riportato, non ha rispettato le garanzie fondamentali. Durante la sua prigionia, ha subito gravi violazioni dei diritti umani. Tra queste figurano lunghi periodi di isolamento e la negazione dell'assistenza legale. Sono state inoltre segnalate torture e maltrattamenti. Le minacce di morte sarebbero state utilizzate per estorcergli una confessione.

Condizioni di salute e preoccupazioni familiari

Le condizioni di salute di Ahmadreza Djalali, già precarie, sono peggiorate nel tempo. La sua famiglia ha affrontato enormi difficoltà per ottenere informazioni attendibili sulla sua situazione. Ci sono stati periodi di silenzio totale, che hanno aumentato l'angoscia e il timore per la sua vita. Nell'ultimo anno, la sua incolumità è apparsa ulteriormente a rischio. Questo anche in relazione alle recenti operazioni militari in Iran.

Amnesty International è impegnata fin dall'inizio per ottenere la liberazione del ricercatore. L'organizzazione ha attivato ogni canale diplomatico possibile. Continua a farlo senza sosta, nonostante la mancanza di risposte dalle autorità iraniane. Per mantenere alta l'attenzione pubblica sulla sua vicenda, il gruppo locale di Amnesty ha organizzato un nuovo evento.

L'appuntamento in piazza Matteotti

Un presidio si terrà sabato 11 aprile. La manifestazione si svolgerà in piazza Matteotti a Novara. L'appuntamento è fissato per le ore 16. All'iniziativa sono attesi il sindaco di Novara, Alessandro Canelli. Saranno presenti anche alcuni professori dell'Università del Piemonte Orientale, colleghi di Djalali.

Il gruppo novarese di Amnesty invita autorità, giornalisti, studenti, associazioni e cittadini a partecipare. «Salviamo Ahmadreza Djalali. Agiamo ora: il silenzio uccide», è lo slogan dell'iniziativa. L'obiettivo è sensibilizzare l'opinione pubblica e fare pressione per la liberazione del ricercatore.

Dieci anni di detenzione e battaglie

La detenzione di Ahmadreza Djalali rappresenta una lunga battaglia per i diritti umani. La sua storia ha mobilitato organizzazioni internazionali e accademici in tutto il mondo. Il caso evidenzia le criticità del sistema giudiziario in Iran. Le accuse di spionaggio contro accademici e ricercatori stranieri o con legami internazionali sono frequenti. Spesso questi casi diventano pedine in complesse dinamiche geopolitiche.

La comunità accademica italiana, in particolare quella piemontese, ha mostrato un forte sostegno. L'impegno dell'Università del Piemonte Orientale è costante. Si cerca di mantenere alta l'attenzione mediatica e politica sulla vicenda. La speranza è che la pressione internazionale possa portare a una soluzione positiva. La liberazione di Djalali rappresenterebbe una vittoria per i diritti umani.

Il ruolo di Amnesty International

Amnesty International svolge un ruolo cruciale nel monitorare e denunciare le violazioni dei diritti umani. Il gruppo di Novara, con questo presidio, rinnova il suo impegno. L'organizzazione chiede trasparenza e rispetto delle leggi internazionali. La detenzione di Ahmadreza Djalali è un esempio delle sfide che Amnesty affronta quotidianamente.

L'appello è rivolto a tutti: cittadini, istituzioni e media. È fondamentale non dimenticare il caso di Djalali. Il silenzio, come sottolineano gli organizzatori, può avere conseguenze fatali. L'evento in piazza Matteotti vuole essere un momento di solidarietà e di forte richiamo all'azione.

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