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A Nibbiola, la conferenza teatralizzata "Chi è normale?" esplora la storia dei manicomi e le vicende di donne recluse, intrecciando fatti storici e narrazioni personali.

Storia Psichiatria Novara: dai "pazzerelli" alla Legge Basaglia

L'evento si terrà a Nibbiola, presso Casa Bozzola, in Via Matteotti n° 23. L'appuntamento è fissato per domenica 29 marzo 2026, con inizio alle ore 18:00. Seguirà un'apericena di condivisione. L'ingresso è libero per l'intero programma. La conferenza teatralizzata, intitolata «Chi è normale?», è realizzata con lo stile distintivo di @rteLab. L'iniziativa intreccia la storia dell'Ospedale Psichiatrico di Novara con le vicende di tre donne significative. Il primo percorso narrativo affonda le radici nel 1400. Le cronache dell'epoca attestano l'esistenza di un reparto specifico. Questo settore, all'interno dell'ospedale cittadino, accoglieva coloro definiti i “pazzerelli”.

Nel corso dei secoli, la gestione della salute mentale ha subito profonde trasformazioni. Già nel 1785, venivano destinati 10 posti letto ai cosiddetti “malati di mente”. La necessità di strutture dedicate divenne sempre più pressante. Nel 1870, si prese la decisione di realizzare un nuovo complesso. Questa struttura era pensata specificamente per il ricovero dei “malati di mente”. La zona individuata era quella della “Fornace a fuoco continuo Bottacchi”. La scelta del sito fu influenzata dalle dinamiche sociali dell'epoca. Come affermò Carlo Negroni durante una seduta del consiglio comunale nel 1870, le famiglie altolocate di Novara nutrivano forti riserve. Esse non desideravano la costruzione del manicomio in centro città. La motivazione addotta era la tutela delle persone civili e del pubblico decoro. L'inaugurazione della nuova struttura avvenne nel 1875. Inizialmente, ospitava 256 pazienti. Il numero dei ricoverati aumentò drasticamente nel tempo. Nel 1970, la struttura accoglieva ben 1093 persone. Un punto di svolta cruciale nella storia della psichiatria italiana fu la Legge Basaglia. Entrata in vigore nel 1978, questa legge segnò la chiusura definitiva dei manicomi. La conferenza esplorerà queste tappe fondamentali.

Storie di Donne: Cartelle Cliniche e Ricoveri Forzati

Durante la conferenza, non si limiterà la narrazione alla sola storia dell'Ospedale Psichiatrico di Novara. Verranno presentate le cartelle cliniche di pazienti donne. Queste donne furono ricoverate negli anni '30 del secolo scorso. Attraverso i loro documenti, saranno ricostruite le loro vite e le loro esperienze. La scelta di focalizzarsi sulle storie femminili non è casuale. Si intende dare risalto alle vicende della psichiatria al femminile. Questo approccio mira a far emergere voci spesso marginalizzate. Le cartelle cliniche offrono uno spaccato intimo e doloroso. Permettono di comprendere le condizioni di vita e le diagnosi dell'epoca. La psichiatria, in passato, ha spesso rappresentato uno strumento di controllo sociale. Le donne, in particolare, potevano essere internate per ragioni non strettamente mediche. Motivazioni legate alla loro indipendenza o al non conformismo sociale potevano portare al ricovero. Le storie presentate cercheranno di restituire dignità a queste figure. Saranno analizzati i contesti storici e sociali che hanno portato a tali internamenti. La conferenza vuole essere un momento di riflessione critica. Si vuole stimolare una maggiore consapevolezza sulla storia della salute mentale. La figura della donna all'interno delle istituzioni psichiatriche è complessa. Le loro esperienze sono state segnate da sofferenza, ma anche da resilienza. La narrazione si propone di esplorare entrambe le dimensioni. L'obiettivo è quello di promuovere un dibattito aperto e informato. La storia dei manicomi è una parte importante della storia sociale e medica. Capire il passato è fondamentale per costruire un futuro più inclusivo. La psichiatria moderna si basa su principi di cura e rispetto. La conferenza vuole sottolineare il contrasto con le pratiche del passato. L'evento è un'occasione per conoscere e ricordare. Le storie delle donne ricoverate meritano di essere raccontate. La loro memoria è parte integrante del patrimonio collettivo. L'approccio teatralizzato renderà la narrazione più coinvolgente. Permetterà al pubblico di immedesimarsi nelle vicende presentate. La musica e le immagini accompagneranno il racconto. Creeranno un'atmosfera suggestiva e riflessiva. L'evento è aperto a tutti. È un invito a partecipare a un momento di cultura e memoria. La storia della psichiatria è un tema che ci riguarda tutti. Comprendere le sue evoluzioni è essenziale. La conferenza di Nibbiola offre questa preziosa opportunità. Un viaggio nella storia, attraverso le storie di donne dimenticate.

Figure Femminili e Manicomi: Camille Claudel, Ida Dalser, Alda Merini

Il secondo percorso della conferenza si concentra sulle strutture manicomiali. Viene evidenziato come queste abbiano avuto finalità diverse nel corso della storia. Spesso, tali finalità non erano strettamente terapeutiche. Vengono raccontate le storie di tre donne famose. Due di loro hanno subito il ricovero in ospedali psichiatrici. Questi luoghi erano utilizzati come strumenti al servizio della società e del potere. La prima figura è Camille Claudel. Fu una scultrice francese di grande talento. Venne ricoverata nel manicomio di Montfavet nel 1913. Le sue parole rivelano la drammaticità della sua situazione. Scrisse: «Mia madre e mia sorella hanno dato ordine di tenermi isolata nel modo più completo… Oltre tutto mia sorella si è impossessata della mia eredità e ci tiene molto al fatto che io non esca mai di prigione». Morì nel 1943. Le cause del decesso furono un ictus e la malnutrizione. Quest'ultima era dovuta alla guerra in corso. Il direttore dell'ospedale psichiatrico in cui era ricoverata confessò a suo fratello: «i miei pazzi stanno letteralmente morendo di fame: 800 su 2000».

La seconda donna è Ida Dalser. Sposò Benito Mussolini nel 1914 con rito religioso. Questo avvenne nonostante Mussolini fosse già padre di Edda, nata dalla relazione con Rachele Guidi. Mussolini sposò poi Rachele con rito civile nel 1915 e con rito religioso nel 1925. I documenti inerenti al primo matrimonio religioso del 1914 scomparvero misteriosamente. Ida si presentava nei luoghi frequentati da Mussolini. Si recava anche davanti ai palazzi istituzionali. Lo accusava pubblicamente di bigamia. Pretendeva il rispetto dei suoi doveri di padre. Nel 1925, con la scusa di alcune intemperanze manifestate a Trento, Ida Dalser fu internata. Prima fu ricoverata nel manicomio di Pergine Valsugana. Successivamente, fu trasferita nel manicomio di San Clemente a Venezia. Lì morì nel 1937 a causa di un'emorragia cerebrale. La terza figura è Alda Merini. Fu descritta come «… ragazza sensibile e dal carattere malinconico…». Nel 1947, venne ricoverata nella clinica milanese “Villa Turro”. La diagnosi fu disturbo bipolare. Dal 1964 al 1972 fu ospite dell'ospedale psichiatrico “Paolo Pini”. Durante alcuni periodi di ritorno in famiglia, concepì le figlie Barbara e Simona. Nel 1990 dichiarò: «È notorio che una persona che ha una certa genialità passa per il manicomio…». Amica dei più importanti scrittori, intellettuali e cantautori italiani della seconda metà del Novecento, Alda Merini si spense a Milano nel 2009. Durante la conferenza teatralizzata, saranno eseguiti brani strumentali dai Maestri Signorelli e Tosatti. I temi e i personaggi illustrati saranno accompagnati dalla proiezione di immagini. L'evento a Nibbiola promette di essere un'occasione di profonda riflessione storica e umana. Un modo per non dimenticare le storie di donne che hanno attraversato la follia e il potere.

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