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Il Lago d'Orta ha visto un aumento di 2 gradi della sua temperatura media negli ultimi 50 anni, favorendo l'insediamento di specie aliene invasive. Il progetto 'Cusio 2030' monitora la biodiversità acquatica e propone interventi di ripopolamento.

Cambiamenti climatici e impatto sul lago d'Orta

La temperatura delle acque del Lago d'Orta ha registrato un incremento di oltre due gradi centigradi. Questo dato si riferisce al periodo compreso tra gli anni Settanta e l'attualità. L'aumento termico rappresenta una delle cause principali. Ha favorito la diffusione di organismi estranei all'ecosistema. L'assenza di predatori naturali ha ulteriormente agevolato tale fenomeno. Una delle specie aliene più diffuse è il gambero della Louisiana. Questo crostaceo è noto anche come gambero 'killer'. È considerato dannoso per l'equilibrio ecologico del bacino lacustre. Queste sono alcune delle conclusioni emerse. Sono state presentate nell'ambito del progetto di ricerca 'Cusio 2030'.

Monitoraggio ambientale e criticità riscontrate

La ricerca triennale ha evidenziato un aumento dell'impatto umano sulle aree costiere. Questo dato è stato confrontato con la situazione del 2010. Si è osservato anche un incremento del consumo di suolo. Tale fenomeno interessa il perimetro del lago. Sono state inoltre riscontrate significative riduzioni delle zone umide. Anche i canneti hanno subito una diminuzione. Questi ambienti sono fondamentali per la riproduzione dei pesci. Le microplastiche sono state rilevate in tutti i corsi d'acqua. Questi affluenti alimentano il lago. Tuttavia, i livelli riscontrati non destano particolare preoccupazione al momento. La ricerca prosegue per monitorare la situazione.

Interventi di ripopolamento e ripristino ambientale

Nonostante le criticità, il progetto ha portato anche notizie positive. Sono state avviate attività di ripopolamento ittico. Si è lavorato anche al ripristino degli habitat sommersi. Sono state immesse in acqua circa 310 mila uova embrionate. A queste si aggiungono 120 mila avannotti. Le specie interessate sono la trota marmorata, il luccio italico, l'agone e il pigo. Per incrementare le aree di rifugio per i pesci, sono state posizionate nel lago sei grandi strutture in legno sommerso. Queste 'legnaie' offrono riparo e favoriscono la riproduzione.

Finanziamenti e ricadute socio-economiche del progetto

Il progetto 'Cusio 2030' ha ricevuto un importante sostegno finanziario. La Fondazione Compagnia di San Paolo ha erogato 340 mila euro. Questo contributo rientra nel bando 'Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta'. Hanno collaborato attivamente alla realizzazione del progetto diversi enti. Tra questi figurano la Provincia di Novara, l'Ecomuseo del lago d'Orta e Mottarone, l'Irsa di Verbania e l'associazione Amici del Fermi. Il progetto avrà ricadute positive su diversi settori socio-economici. Particolare attenzione è rivolta alla pesca dilettantistica. Si stima che circa la metà dei costi totali del progetto verrà recuperata. Questo avverrà tramite l'emissione di licenze di pesca nell'arco di dieci anni. Si prevede un aumento medio del 15-20% degli incassi derivanti dalle licenze annuali nella zona del Cusio.