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A 22 anni, Lidia Pedretti ha preso le redini della "Baracchina" di Nonantola, trasformandola in un punto di ritrovo intergenerazionale. La sua storia dimostra la determinazione dei giovani imprenditori locali nel realizzare i propri sogni.

Lidia Pedretti: un sogno imprenditoriale a Nonantola

Lidia Pedretti, a soli 22 anni, ha realizzato il suo ambizioso progetto imprenditoriale. La giovane, originaria di Castelfranco Emilia, ha deciso di rilevare e gestire in completa autonomia la storica "Baracchina", situata nel cuore del Parco della Pace a Nonantola. La sua visione è chiara: trasformare questo spazio in un luogo di aggregazione che unisca diverse generazioni.

Il suo desiderio più grande è che la "Baracchina" diventi un vero ponte tra i più giovani e gli anziani. Un rifugio sicuro e un punto di ritrovo sereno per ogni cittadino. Lidia incarna la nuova linfa dell'imprenditoria giovanile locale. La sua determinazione le ha permesso di inseguire il suo sogno senza esitazioni.

La scelta di investire nella "Baracchina" non è casuale. Il locale è di proprietà del Comune di Nonantola. Viene periodicamente affidato in gestione tramite un bando pubblico. Lidia, pur non avendo ancora un background da professionista affermata, ha deciso di mettersi in gioco. Ha partecipato e vinto il bando, prendendo le redini dell'attività da sola.

L'inizio non è stato facile. Ha ottenuto il via libera per l'apertura quando l'estate era già in corso. La "Baracchina" è infatti un locale prevalentemente estivo. A maggio, quando Lidia è subentrata, il tempo per organizzarsi era limitato. Ha dovuto formare rapidamente uno staff e allestire tutto il necessario. Era la sua prima esperienza come titolare di un'attività.

Nonostante le sfide iniziali, Lidia ha affrontato i mesi successivi con massimo impegno. Ha dedicato anima e corpo al suo locale, lavorando sette giorni su sette. Dall'apertura fino alla chiusura, ha dimostrato una dedizione ammirevole. La sua storia smentisce l'idea che i giovani siano poco motivati o svogliati. La passione e la convinzione in un sogno possono superare ogni ostacolo.

Un percorso lavorativo iniziato a 16 anni

La carriera lavorativa di Lidia Pedretti è iniziata molto presto. Già all'età di 16 anni, durante il quarto anno di superiori, ha iniziato il suo percorso con uno stage. Da quel momento, non si è più fermata. Ha affrontato il mondo del lavoro in un periodo complesso, quello della pandemia da Covid-19.

La situazione sanitaria l'ha spinta, quasi per necessità, a cercare opportunità lontano da casa. La sua destinazione è stata Cervia. Quello che doveva essere un breve periodo di poche settimane si è trasformato in un'intera stagione lavorativa. Ha vissuto lontano dalla sua famiglia e dai suoi amici, affrontando ritmi di lavoro molto intensi.

Al termine dello stage scolastico, la famiglia Batani, proprietaria di noti hotel di lusso nella Riviera Romagnola, le ha offerto di proseguire la collaborazione. Lidia ha quindi iniziato a lavorare nei weekend al mare. Contemporaneamente, durante la settimana, prestava servizio presso la prestigiosa Casa Azzo Guidi a Bologna. Non si concedeva mai un momento di riposo.

Dopo questa intensa esperienza, Lidia ha sentito il bisogno di riavvicinarsi a casa. Ha deciso di tornare tra Castelfranco Emilia e Nonantola. La lontananza dalla famiglia e dagli amici si era fatta sentire. Ha cercato un nuovo equilibrio, più vicino alle sue radici.

Ha iniziato a lavorare presso la Trattoria della Partecipanza a Nonantola. Qui ha trovato una seconda famiglia e ha imparato moltissimo. Ha dedicato cura e attenzione a ogni singolo cliente. Dopo l'esperienza negli hotel di lusso, ha riscoperto il valore dei piccoli gesti. Ha apprezzato la semplicità e l'energia di una trattoria di paese. Ha imparato a costruire una dimensione lavorativa più intima, fatta di risate e piatti della tradizione come le tagliatelle al ragù.

Dopo tre anni in trattoria, Lidia ha sentito nuovamente l'impulso di cambiare. Ha percepito che il suo percorso con quel locale stava giungendo al termine. Era pronta per una nuova avventura, qualcosa che sentisse ancora più suo. La sua fame di vita e di nuove esperienze l'ha spinta a licenziarsi senza un piano preciso.

La "Baracchina": un presidio sociale nel Parco della Pace

La direzione da intraprendere è arrivata in modo quasi naturale. Dopo essersi licenziata, Lidia ha iniziato a informarsi sulle opportunità disponibili. Ha scoperto che la "Baracchina", situata nel Parco della Pace di Nonantola, sarebbe cambiata di gestione. Senza pensarci due volte, ha deciso di cogliere questa occasione.

La "Baracchina" non è solo un'attività commerciale, ma ha assunto un ruolo fondamentale come presidio sociale. Da quando Lidia ne ha preso la gestione, si è fatta carico anche della tutela del parco. L'area verde necessitava di un intervento deciso per essere riqualificata. Era stata segnata da mesi di degrado e insicurezza.

Il percorso per restituire il parco alla cittadinanza non è stato privo di ostacoli. Nei mesi di chiusura, l'area è stata teatro di episodi spiacevoli. Il locale stesso ha subito atti di vandalismo notturno. Arredi danneggiati e imbrattati erano segni tangibili della vulnerabilità della zona.

La riapertura della "Baracchina" ha rappresentato una svolta. Il parco è tornato a popolarsi di bambini, anziani e famiglie. Lidia presidia questo spazio con determinazione. Collabora attivamente con le forze dell'ordine, che garantiscono una presenza costante. Riceve anche il sostegno del Comune, che la supporta nella gestione della sicurezza.

Per promuovere un ambiente sicuro, Lidia ha adottato scelte mirate. Ha deciso, ad esempio, di non vendere bottiglie di birra di grandi dimensioni. Questo gesto vuole lanciare un segnale chiaro: il parco è un luogo pubblico. Deve essere vissuto in sicurezza da chiunque, anche durante le ore notturne.

La "Baracchina" è quindi diventata un punto di riferimento per contrastare il degrado. Garantisce che lo spazio pubblico rimanga un bene comune protetto e rispettato. Lidia si sente all'inizio di un lungo percorso. Ha in cantiere numerosi progetti e idee innovative.

L'equilibrio tra vita privata e ambizioni professionali

Affrontare la gestione di un'attività da sola, a soli 22 anni, comporta inevitabilmente dei sacrifici. Lidia ha dovuto ridimensionare le sue priorità. Ha cercato un nuovo equilibrio tra la vita professionale e quella privata. Una scelta non sempre compresa da tutti i suoi amici.

Lidia ammette di aver avuto paura di perdere i suoi amici. Ha dovuto rinunciare a molte serate, vacanze e semplici aperitivi. Alla sua età, questo è particolarmente difficile. Ha però imparato che le persone che ti vogliono bene credono nei tuoi sogni. Trovano il modo di sostenerti e di vederti, nonostante gli impegni.

Apprezza profondamente chiunque passi a salutarla mentre è al lavoro. Questi gesti di affetto sono un sostegno prezioso. La scelta di isolarsi preventivamente in alcuni momenti è stata difficile. Aveva il timore di risultare poco presente nella vita degli altri. Ha capito che il segreto sta nel dare un valore diverso al proprio tempo e nel trovare un equilibrio.

Nonostante i commenti iniziali, che prevedevano errori o fallimenti a causa della sua giovane età, Lidia ha dimostrato il contrario. Ha sempre risposto a queste critiche con una frase che racchiude la sua filosofia: «Solo chi rimane immobile non rischia di sbagliare mai». L'impegno e la dedizione sono stati ripagati. Ha ricevuto numerosi commenti positivi e di sostegno.

Guardando al futuro, Lidia desidera che la "Baracchina" diventi un luogo dove le persone possano costruire ricordi felici. Con i propri figli, amici o chiunque vogliano avere accanto. Vuole che il frutto del suo lavoro si rifletta nell'identità del locale. Continuerà a prendersi cura dei suoi clienti, ai quali è ormai molto affezionata.

L'obiettivo è crescere insieme al suo locale. Diventare grandi fianco a fianco. Lidia è un vulcano di idee. È pronta a portare avanti i suoi progetti con la stessa passione e determinazione che l'hanno contraddistinta finora. La sua storia è un esempio di coraggio e resilienza per i giovani imprenditori.

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