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A Nola, un progetto innovativo ha trasformato ragazzi problematici in ambasciatori di legalità. L'iniziativa ha visto studenti raccontare le proprie esperienze sul bullismo e cyberbullismo, promuovendo consapevolezza tra i coetanei.

Giovani da bulli a promotori di legalità

Un approccio educativo inedito ha caratterizzato l'iniziativa "Michele parla come me". Il programma ha coinvolto giovani che in precedenza avevano manifestato comportamenti legati al bullismo e al cyberbullismo. Questi ragazzi sono stati guidati a diventare attori positivi nella promozione della legalità. Hanno messo a disposizione la loro esperienza personale per aiutare i loro coetanei.

Il progetto si basa su un modello educativo fortemente innovativo. L'obiettivo è rieducare e responsabilizzare i partecipanti. La trasformazione da soggetti negativi a testimoni attivi rappresenta il cuore del percorso. L'esperienza diretta diventa uno strumento di prevenzione efficace.

Dialogo tra pari e rete istituzionale a Nola

L'iniziativa è promossa dal Dipartimento per la Giustizia Minorile e dalla Comunità del Ministero della Giustizia. Si fonda sul dialogo diretto tra gli studenti, definito "tra pari". Inoltre, mira a rafforzare la collaborazione tra diverse realtà: istituzioni, scuole, famiglie e il territorio. Questo approccio integrato mira a creare un ambiente più sicuro e supportivo per i giovani.

Il momento conclusivo si è svolto presso l'Istituto Comprensivo "G. Bruno - Fiore - Sanseverino" a Nola, in provincia di Napoli. Durante l'evento, gli studenti hanno avuto l'opportunità di condividere le proprie storie. Hanno espresso riflessioni personali sul bullismo e sul cyberbullismo, rendendo il tema tangibile e vicino alla loro realtà.

La scuola come presidio educativo e formativo

La presidente della Corte d'Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, ha evidenziato il ruolo cruciale della scuola. Insieme alla famiglia, la scuola rappresenta il primo e fondamentale luogo di educazione e formazione. Ha sottolineato il valore del progetto, che ha permesso ai ragazzi di confrontarsi apertamente. Il dialogo è avvenuto con un linguaggio semplice e diretto, favorendo la comprensione reciproca.

L'iniziativa ha promosso una "cultura della legalità vissuta". Questo concetto è emerso chiaramente dalle testimonianze dirette degli studenti. Il modello educativo "alla pari" si è dimostrato particolarmente efficace. Ha favorito l'ascolto attivo, l'empatia e una maggiore consapevolezza dei problemi legati al bullismo.

Ringraziamenti e riconoscimenti per l'impegno

La presidente Covelli ha espresso un profondo ringraziamento. I ringraziamenti sono stati rivolti al capo dipartimento Antonio Sangermano. Un sentito grazie anche alla presidente del Tribunale per i Minorenni Paola Brunese e alla procuratrice minorile Patrizia Imperato. Il loro impegno è stato determinante per la realizzazione del progetto.

La presidente ha manifestato grande apprezzamento anche per il dirigente scolastico dell'istituto, il professore Enrico Giuseppe Boccia. È stato lodato per la sua lungimiranza nell'accogliere l'iniziativa. Riconoscimenti sono andati anche ai docenti. Infine, un ringraziamento speciale è stato destinato alla Polizia di Stato e alla Fondazione Don Calabria per il loro fondamentale contributo.

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