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Un furto di smartphone Apple è avvenuto in un deposito di beni destinati ad aste giudiziarie a Napoli. I telefoni appartenevano a 'Napolitano Store', già al centro di indagini per evasione fiscale.

Furto di smartphone da deposito giudiziario

Diversi telefoni di marca Apple sono stati sottratti da un locale. Questo spazio custodiva beni destinati a future vendite all'asta giudiziaria. I Carabinieri sono intervenuti sul posto. L'operazione è scattata a seguito di una segnalazione di furto. L'episodio si è verificato in via Circumvallazione Esterna, all'interno della zona ASI. I telefoni rubati appartenevano alla società Napolitano Store.

Indagini su Napolitano Store e maxi sequestro

Lo scorso gennaio, la Guardia di Finanza di Napoli aveva già sequestrato l'intera attività di una società con sede a Casalnuovo. Questa azienda operava nel commercio di elettrodomestici e telefoni cellulari. Già nel settembre precedente, la stessa società era stata colpita da un maxi sequestro. L'importo ammontava a 5,7 milioni di euro. Il Tribunale del Riesame aveva confermato tale provvedimento. In seguito a un decreto del giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura di Nola, le Fiamme Gialle hanno apposto i sigilli. Il nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli ha agito in questo senso. I negozi interessati sono quelli di Napolitano Store. Il proprietario della catena è molto attivo sui social media. Pubblica numerosi post quotidianamente. I punti vendita si trovano a Casalnuovo e Napoli.

Metodi illeciti e crescita anomala del fatturato

Le indagini condotte all'epoca del sequestro hanno rivelato delle irregolarità. La società utilizzava false fatture. Evadeva l'IVA. Questi metodi permettevano di vendere telefoni di ultima generazione sottobanco. I prezzi erano significativamente inferiori a quelli di mercato. Era obbligatorio pagare in contanti. La società promuoveva costantemente la propria attività online. Negli ultimi anni, ha registrato una crescita esponenziale e insolita del fatturato. Si è passati da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni di euro nel 2023. La provenienza di questi beni è ora oggetto di ulteriori verifiche, anche alla luce del recente furto.

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