Condividi

La Piastra logistica di Terni e Narni subirà ritardi nell'entrata in funzione. Motivazioni tecniche e complessità progettuali sono alla base degli slittamenti temporali, sollevando preoccupazioni sulla competitività dell'area.

Ritardi nell'attivazione della piastra logistica

I consiglieri Enrico Melasecche, Donatella Tesei e Eleonora Pace hanno interrogato l'assessore Francesco De Rebotti. La loro richiesta riguardava lo stato di avanzamento della piastra logistica intermodale. Si chiedevano aggiornamenti sulla connessione ferroviaria, sul modello di gestione e sulla data di avvio operativo. La struttura, unica nel suo genere in Umbria, attende da oltre un decennio il suo collegamento ferroviario. Senza questo, la sua funzione di nodo intermodale rimane inattuabile.

Il primo stralcio funzionale era completo da tempo. Tuttavia, la piastra è rimasta inutilizzata per la mancanza dell'elemento chiave: l'allaccio alla rete ferroviaria nazionale. La procedura di affidamento del 2020, infatti, andò deserta. La ragione era chiara: senza il collegamento su rotaia, la piastra non poteva essere considerata un vero snodo intermodale, ma solo un semplice piazzale.

Complessità e finanziamenti dell'opera

Nella legislatura precedente, il progetto era avanzato fino alla fase esecutiva. A maggio 2022, fu sottoscritta una convenzione tra la Regione e Rfi. L'accordo prevedeva la progettazione, l'esecuzione e il collaudo del completamento dell'allaccio. L'investimento totale ammonta a 12,5 milioni di euro. Di questi, 9,5 milioni provengono da fondi regionali. Altri 3 milioni sono investimenti diretti di Rfi, che agisce come soggetto attuatore, progettista e direttore dei lavori.

Già nel novembre 2025, l'assessore aveva indicato la fine del 2026 come termine per la conclusione dei lavori. Si stava lavorando per anticipare questa scadenza. Erano in corso interlocuzioni con Mercitalia per definire un modello di gestione innovativo da mettere a gara. Tuttavia, dal novembre 2025 non sono emerse nuove comunicazioni ufficiali. Non sono stati pubblicati avvisi, manifestazioni di interesse o atti di indirizzo che definiscano chiaramente contenuti, perimetro e tempistiche.

Preoccupazioni per la competitività

L'opera risulta interamente finanziata. Il soggetto attuatore è stato identificato da oltre quattro anni. Qualsiasi ulteriore ritardo potrebbe essere attribuito a una gestione amministrativa e politica non ottimale dell'intervento. Esiste il rischio concreto che i volumi di traffico si spostino verso altre aree. Questo potrebbe accadere prima ancora che la piastra logistica possa effettivamente entrare in funzione.

L'assessore De Rebotti ha assicurato che l'infrastruttura mantiene la sua importanza strategica. Ha spiegato che gli aggiornamenti temporali sono dovuti a motivazioni tecniche. Le procedure di valorizzazione dell'infrastruttura sono complesse. L'allaccio ferroviario non è una semplice aggiunta di binari, ma un sistema articolato e multidisciplinare. Il fabbricato tecnologico, definito il «cervello» dell'impianto, ospiterà macchinari di controllo, sistemi di segnalamento e laboratori per la sicurezza.

Motivazioni tecniche e prossimi passi

Le opere civili e l'adeguamento del sito presentano sfide ingegneristiche significative. Anche le opere di armamento sono cruciali per garantire la gestione sicura del traffico. Rfi ha incontrato ritardi nella fase di verifica e validazione, più lunghi del previsto. Questo allungamento dei tempi è considerato fisiologico. Le caratteristiche dell'intervento richiedono l'integrazione con standard di sicurezza e tecnologie a livello nazionale.

La Regione ha mantenuto un monitoraggio costante su Rfi. Sono state attivate interlocuzioni continue e ripetuti solleciti. Il 2 ottobre, Rfi ha trasmesso un cronoprogramma aggiornato. Questo documento dovrebbe fornire indicazioni più precise sulle tempistiche future. La situazione rimane complessa, ma si cerca di accelerare il processo.

Questa notizia riguarda anche: