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A Narni, il sottosegretario Prisco ha presentato un bilancio sull'operato del Governo Meloni in materia di sicurezza, evidenziando nuove assunzioni e investimenti.

Sicurezza: i risultati del Governo Meloni

Si è tenuto a Narni un importante evento promosso da Fratelli d'Italia Umbria. L'iniziativa, intitolata 'Il Governo più stabile, l'Italia più forte - 4 anni di impegno per la Nazione', ha offerto un'analisi dei primi quattro anni di attività del Governo guidato da Giorgia Meloni. L'incontro ha anche esplorato le sfide future per l'Italia e la regione Umbria.

Durante il panel dedicato ai risultati governativi, è intervenuto Emanuele Prisco. Il coordinatore regionale di Fratelli d'Italia Umbria e sottosegretario all'Interno ha focalizzato il suo discorso sui progressi compiuti in ambiti cruciali. Questi includono la sicurezza, la gestione dell'immigrazione e il soccorso pubblico. Ha sottolineato come la sicurezza richieda investimenti concreti.

Investimenti nelle forze dell'ordine

«Quando siamo arrivati al Governo», ha dichiarato Prisco in una nota del partito, «abbiamo scelto di tornare a investire sulla capacità operativa dello Stato. La sicurezza non si garantisce con gli slogan e neppure con una singola norma». Ha poi evidenziato la necessità di personale qualificato, mezzi adeguati e volontà politica. «Servono donne e uomini, mezzi, risorse, strutture, formazione, strumenti normativi adeguati e soprattutto la volontà politica di mettere chi rappresenta lo Stato nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro».

I dati presentati sono significativi. Tra il 22 ottobre 2022 e il 30 giugno 2026, sono state effettuate 45.977 nuove assunzioni nelle forze dell'ordine. Nello specifico, 17.325 unità sono entrate nella Polizia di Stato. L'Arma dei Carabinieri ha visto l'inserimento di 19.326 nuovi membri. La Guardia di Finanza ha accolto 9.326 nuovi agenti.

Il saldo complessivo supera di oltre 2.500 unità il turnover previsto. Ulteriori 25.125 assunzioni sono già pianificate entro il 2027. Questo segna un'inversione di tendenza dopo anni di riduzione degli organici. «Abbiamo invertito la rotta», ha affermato Prisco. «Più donne e uomini in divisa significano maggiore capacità dello Stato di essere presente sul territorio».

Rafforzamento della presenza in Umbria

Il sottosegretario ha poi ricordato come questo rafforzamento abbia un impatto diretto anche sulla regione Umbria. «Abbiamo riportato la questura di Perugia al massimo livello dopo il precedente declassamento», ha sottolineato. Sono stati rilanciati importanti presidi territoriali. La Scuola di polizia di Spoleto ha visto un nuovo impulso. È stato ripristinato in Umbria il Provveditorato dell'Amministrazione penitenziaria. Inoltre, si è lavorato attivamente al progetto della Cittadella giudiziaria di Perugia.

Nei primi otto mesi dell'anno in corso, sono state assegnate 90 unità della Polizia di Stato agli uffici della provincia di Perugia. Altri 28 agenti sono stati destinati alla provincia di Terni. «Sono numeri che significano maggiore presenza dello Stato nelle nostre città e sui nostri territori», ha concluso Prisco, evidenziando l'impegno concreto per rafforzare la sicurezza a livello locale.

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