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La disputa sulle Mole di Narni si intensifica. La famiglia Caponi contesta l'uso del solarium per la balneazione, citando documenti ufficiali che ne vietano l'accesso ai bagnanti. L'area è destinata a lavori di manutenzione idraulica.

Contestazioni sull'uso del solarium

La famiglia Caponi e il Comune di Narni sono nuovamente ai ferri corti. La controversia riguarda le Mole, un'area naturalistica molto amata. Ora emerge un nuovo punto di attrito: il cosiddetto solarium. Questa zona cementata, usata dai visitatori come spiaggia, secondo la famiglia Caponi non sarebbe adatta alla balneazione.

La questione è emersa durante un consiglio comunale. Il sindaco Lorenzo Lucarelli aveva menzionato la passerella realizzata come solarium. L'intenzione era permettere l'accesso per la balneazione nel bacino delle Mole. La famiglia Caponi ha contestato questa versione dei fatti.

Documenti ufficiali e destinazione d'uso

La famiglia Caponi ha dichiarato che la ricostruzione del sindaco è priva di fondamento. Hanno citato gli atti progettuali e la documentazione ufficiale. Questi documenti indicherebbero una destinazione diversa per l'opera. Non è un'opinione della famiglia, ma quanto emerge dagli stessi atti comunali.

Una targa installata all'epoca della realizzazione dell'opera è ancora leggibile. Essa recita: «Pista di servizio per l’accesso ad area golenale per opere di polizia idraulica e manutenzione dell’alveo. Vietato l’accesso alle persone non autorizzate».

Questa indicazione è chiara. Definisce la natura e la funzione dell'opera. Esclude qualsiasi utilizzo pubblico legato alla balneazione. La struttura non può essere usata per finalità pubbliche di balneazione. Questi elementi provengono da atti del Comune di Narni.

Sicurezza e requisiti minimi

Oltre agli aspetti documentali, c'è un dato oggettivo. Un semplice sopralluogo è sufficiente per verificarlo. L'area non presenta i requisiti minimi di sicurezza. Non è quindi possibile garantire l'accesso in sicurezza delle persone. Né tantomeno l'eventuale balneazione.

È tecnicamente impossibile e giuridicamente scorretto usare la passerella per scopi diversi. Quelli originari sono attività di polizia idraulica e manutenzione. Queste sono riservate a personale autorizzato. L'uso per balneazione sarebbe quindi improprio.

Il progetto di riqualificazione dei Caponi

La famiglia Caponi ha presentato un progetto di riqualificazione. Questo progetto mira alla messa in sicurezza dell'area. Prevede anche il consolidamento delle rive. È stata richiesta una somma urgenza per la realizzazione di una scogliera protettiva.

Il tempo stringe. La stagione estiva è alle porte. Ogni giorno è cruciale per salvaguardare il territorio. L'obiettivo è garantire la sicurezza e la fruibilità delle Mole di Narni. Il progetto dei Caponi prevede anche la presenza costante di personale qualificato. Questo per assistere e garantire la sicurezza dei bagnanti.

La forza dell'acqua e il cedimento delle sponde

Per rafforzare la loro posizione, i Caponi hanno diffuso un video. Il filmato documenta la forza dell'acqua. Mostra l'effetto dirompente di un sifone dell'Enel nell'area. L'onda d'urto si infrange contro la passerella idraulica. Prosegue lungo la riva del fiume Nera. Impatta costantemente i terreni circostanti.

Questo fenomeno è evidente nei mesi invernali. Durante l'estate, il sifone non è operativo, salvo eccezioni. La violenza dell'acqua causa un progressivo cedimento delle sponde. È una situazione critica che non può essere ignorata. La famiglia Caponi sottolinea l'urgenza di intervenire.

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