Lo Sportello Anticaporalato di Boncuri ha registrato nel 2026 risultati significativi, avviando al lavoro quasi 150 persone e gestendo 300 candidature. L'iniziativa, promossa da Arpal Puglia, ha potenziato l'emersione dello sfruttamento lavorativo e l'inserimento regolare dei lavoratori stagionali.
Bilancio 2026: numeri incoraggianti per Boncuri
Nel 2026, lo Sportello Anticaporalato attivo a Boncuri ha concluso la sua operatività con dati molto positivi. L'iniziativa, gestita da Arpal Puglia, ha funzionato dal 18 giugno al 16 settembre. La struttura era situata nella foresteria dedicata ai braccianti agricoli stagionali. I lavoratori che hanno usufruito del servizio provenivano principalmente dal Nord Africa e dall’Africa subsahariana. Molti di loro, pur risiedendo altrove, raggiungevano il territorio per le raccolte stagionali.
I numeri, resi noti dal sito istituzionale della Regione Puglia, evidenziano un notevole successo. Sono stati 144 i lavoratori avviati verso un impiego regolare. Questi sono stati assunti tramite i Centri per l’Impiego. Si è registrato un incremento dell’89,5% rispetto all’anno precedente, il 2025. Le attività di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro sono state 260. Questo dato segna un aumento del 44,4%. Le persone prese in carico sono state 240, con una crescita del 26,3%. Per 30 di queste persone, è stato attivato un servizio integrato. Questo ha coinvolto enti come INPS, Agenzia delle Entrate, Casse Edili e Prefetture. Tale collaborazione ha visto un aumento del 130,7% rispetto al 2024.
Contrasto allo sfruttamento e opportunità di lavoro
I dati raccolti sottolineano il ruolo fondamentale delle istituzioni. Esse sono attive nel contrastare lo sfruttamento lavorativo. Favoriscono inoltre l'inserimento dei lavoratori nel mercato regolare. La necessità di mantenere i controlli contro il caporalato è evidente. Questi controlli devono proseguire anche al di fuori delle stagioni di raccolta. Durante la stagione 2026, le candidature alle offerte di lavoro sono state 300. Questo rappresenta un aumento del 50% rispetto al 2025. Le iscrizioni alle Liste agricole speciali sono state 92. Si tratta di un incremento dell’84% rispetto al 2024.
Le richieste di informazioni generali sono aumentate. Hanno raggiunto le 160 unità. Questo dato mostra un incremento del 33,33% su base annua. Lo sportello ha ampliato le sue funzioni. Ha rafforzato la presa in carico dei lavoratori. Ha migliorato il raccordo con altri servizi territoriali. A 23 persone è stato offerto supporto per candidarsi a impieghi in settori diversi dall’agricoltura. Tra questi, l’edilizia e la ristorazione. Le offerte di lavoro gestite sono state 144. L’anno precedente erano 116. Le giornate dedicate al reclutamento hanno visto la partecipazione di 23 aziende locali. Questo ha facilitato l’incontro diretto tra datori di lavoro e candidati.
Dichiarazioni e prospettive future
Silvia Miglietta, assessora alle Politiche migratorie, Legalità e Antimafia sociale della Regione Puglia, ha commentato i risultati. «Il monitoraggio dell’azione di Regione Puglia e Arpal nella foresteria di Boncuri dimostra che l’intermediazione pubblica può giocare un ruolo strategico nel contrasto al caporalato», ha affermato. Ha aggiunto che questo favorisce «l’emersione del fenomeno e incoraggiando le assunzioni regolari».
L’assessora ha evidenziato le indicazioni per il futuro. «La lotta allo sfruttamento non può fermarsi alla stagione della raccolta», ha sottolineato. Sono necessarie «presenza costante e una rete capace di proteggere le persone anche dopo la chiusura delle foresterie». Ha inoltre ribadito l'importanza di «anticipare il reclutamento». Questo perché «la legalità si costruisce prima che i lavoratori arrivino nei campi».
«Non possiamo lasciare nessuno solo di fronte al rischio di sfruttamento», ha concluso Miglietta. La Regione Puglia affronta il fenomeno in modo trasversale. Questo include le politiche abitative, con un investimento di 40 milioni di euro per nuove foresterie. Include anche la mediazione nei centri per l’impiego. Infine, le attività di ricerca, come l’accordo con l’Università di Bari. L’obiettivo è prevenire e contrastare il caporalato. Si vuole anche tutelare le imprese che scelgono la legalità e la qualità.