Verona si prepara a diventare la Capitale italiana del volontariato nel 2027. La città ha vinto un bando nazionale, superando altre candidature. Questo successo celebra l'impegno civico e la solidarietà del territorio.
Verona scelta come capitale del volontariato
La città di Verona è stata ufficialmente designata come Capitale italiana del volontariato per l'anno 2027. Questo importante riconoscimento arriva a seguito della vittoria in un bando nazionale. L'iniziativa è promossa da CSVnet, l'associazione dei Centri di servizio per il volontariato. La candidatura veronese ha prevalso su altre proposte provenienti da città come Napoli e Perugia.
La selezione è stata effettuata da una commissione qualificata. Questa era composta da membri del Consiglio direttivo di CSVnet. Hanno partecipato anche il presidente del Csv Modena, la capitale in carica. Erano presenti inoltre referenti del Forum Terzo Settore e di Caritas Italiana. La commissione ha valutato attentamente i progetti presentati.
Un progetto di rete e partecipazione
Le candidature in lizza hanno offerto un quadro diversificato del volontariato italiano. Hanno messo in luce approcci e priorità differenti. Tuttavia, tutte le proposte hanno dimostrato una forte capacità di coinvolgimento delle comunità locali. La figura della Capitale italiana del volontariato mira a rafforzare questi legami. Vuole anche aumentare la visibilità del contributo del volontariato in ogni aspetto della vita sociale.
Il progetto di Verona si basa su un territorio con una solida presenza di enti e reti associative. A marzo 2026, nella provincia veronese risultano registrate circa 500 organizzazioni di volontariato. Si aggiungono quasi 950 associazioni di promozione sociale. In totale, gli enti non profit attivi nella provincia superano i 6.200. Questi operano principalmente nei settori culturale, sociale ed educativo.
Questa realtà articolata coinvolge migliaia di volontari. Si contano infatti 85.000 persone attive in tutta la provincia. Il loro contributo è fondamentale per la vita della comunità. Ciò avviene anche attraverso iniziative dedicate ai giovani e percorsi di inclusione sociale.
Un'alleanza per il futuro
Il progetto veronese si fonda su un'ampia alleanza. Questa unisce il mondo del non profit e le istituzioni. Coinvolge inoltre una pluralità di attori. Tra questi figurano la scuola e l'università. Partecipano anche la filantropia e il sistema imprenditoriale. Non mancano gli ordini professionali e settori chiave della vita pubblica. Si spazia dalla sanità alla giustizia, dallo sport alla cultura, fino alla comunicazione.
Roberto Veronese, presidente del Centro di servizio per il volontariato di Verona, ha espresso grande soddisfazione. Ha dichiarato: «Accogliamo con gioia e consapevolezza la sfida della Capitale». Ha ringraziato le altre città e i rispettivi CSV per i loro significativi progetti. «È il momento per noi di mettere a sistema le tante adesioni che abbiamo raccolto, avviando un percorso di partecipazione», ha aggiunto Veronese. Questo percorso, attraverso vari momenti, mira a coinvolgere molti attori.
«Sarà un impegno che nei prossimi mesi ci porterà a costruire e rinnovare collaborazioni con enti, istituzioni, associazioni, cittadini e gruppi», ha concluso. L'obiettivo è incidere in modo duraturo nel tempo a favore del territorio.
Orgoglio e responsabilità per la città
L'amministrazione comunale vede questo riconoscimento come una conferma dell'impegno diffuso e consolidato. Il sindaco Damiano Tommasi ha commentato: «Un orgoglio per la città di Verona ma soprattutto per le tante persone che da sempre dedicano la loro vita al volontariato». Ha sottolineato come questo riconoscimento sia una ratifica di ciò che Verona ha sempre espresso attraverso i suoi cittadini. Questi rendono onore quotidianamente a un'attività sociale di alta qualità.
«Sarà una grande responsabilità, nel 2027, celebrare queste associazioni e queste tante persone», ha affermato Tommasi. Ha evidenziato come esse rendano onore non solo a Verona, ma all'intero Paese. Il volontariato, secondo il sindaco, dovrebbe essere una leva fondamentale per la coesione sociale. Soprattutto in tempi come questi, necessita di energia positiva.
Un investimento sul futuro
Dalla rete ecclesiale, la nomina viene vista come un importante riconoscimento e un investimento sul futuro. Mon. Domenico Pompili, Presidente Caritas Diocesana veronese, ha dichiarato: «Si tratta di un riconoscimento importante per le tante persone impegnate in vari ambiti». Ha citato ad esempio quello sanitario e quello culturale. «È allo stesso tempo anche un investimento sul futuro», ha aggiunto. Il volontariato oggi richiede un maggior coinvolgimento, anche dei giovani.
È necessario un ripensamento affinché possa essere una forza di solidarietà. Ciò in un contesto molto parcellizzato che necessita di molteplicità di persone, disponibilità e competenze. Don Matteo Malostro, Direttore Caritas Diocesana Veronese, ha aggiunto: «Diventare Capitale del Volontariato per l'anno 2027 ci onora». Ha sottolineato che a vincere è stato un sistema già esistente, fatto di reti, interconnessioni e condivisione.
«Ci è data ora l'opportunità di continuare a crescere», ha affermato Malostro. È convinto che in un mondo segnato dalla guerra, il volontariato possa essere un laboratorio di nuova umanità.
Tradizione e collaborazione
Tiziana Borggian, Portavoce del Forum del Terzo Settore Veneto, ha collegato la nomina a una tradizione consolidata. «Ci congratuliamo con tutti gli attori», ha detto. Ritiene che questa opportunità sia importante per la vita dei territori. Riprende concetti della tradizione veneta legati alla cultura del dono e della sussidiarietà. Ciò è particolarmente rilevante in questa fase critica che vivono le comunità, con problemi sempre più complessi.
È necessario lavorare a sistema, valorizzando tutte le risorse dell'associazionismo, della cooperazione e dell'economia locale. Questo deve avvenire in stretta collaborazione con l'ente pubblico nelle sue diverse articolazioni. Bruno Giordano, Presidente Fondazione Cariverona, ha evidenziato l'importanza della collaborazione. Il riconoscimento conferito a Verona premia la qualità del lavoro svolto e la capacità della città di fare squadra. «È questo, credo, l’elemento più importante: la forza di una comunità che sa mettere in rete istituzioni, Terzo settore, mondo dell’impresa e cittadini», ha concluso.