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Un nuovo libro celebra la ricca storia del Giro di Campania, ripercorrendo oltre un secolo di competizioni ciclistiche e campioni indimenticabili. L'opera, firmata da Gian Paolo Porreca, documenta le 64 edizioni della corsa, offrendo uno spaccato della storia sportiva e sociale della regione.

Il Giro di Campania rivive in un libro

La leggendaria competizione ciclistica del Giro di Campania trova ora spazio tra le pagine di un libro. L'opera, intitolata "Il Giro di Campania-La storia leggendaria della corsa nata nel 1911 per sfidare il Giro d'Italia e tornata a brillare nel ciclismo mondiale", è stata curata da Gian Paolo Porreca. Il volume è edito da LeVarie e promette di far rivivere agli appassionati le emozioni di questa storica manifestazione.

La presentazione del libro si è svolta recentemente presso la libreria La Feltrinelli, situata nella centralissima piazza dei Martiri. L'evento ha visto la partecipazione di figure di spicco del mondo sportivo e giornalistico. Tra i presenti figuravano Gianfranco Coppola, presidente nazionale dell'Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi), e Umberto Perna, presidente della Federciclismo campana. Era presente anche Marco Lobasso, giornalista e fondatore della casa editrice LeVarie.

Un ospite d'onore ha arricchito la presentazione: Rossana Temponi. La nipote di Alberto Temponi, unico ciclista napoletano a figurare nell'albo d'oro della corsa, ha portato con sé il ricordo del nonno, vincitore nel 1927. La sua presenza ha aggiunto un tocco personale e familiare alla celebrazione della storia del Giro di Campania.

Un viaggio attraverso 115 anni di ciclismo

Gian Paolo Porreca, firma storica del quotidiano Il Mattino e narratore apprezzato nel panorama ciclistico italiano, ha dedicato il suo nuovo volume a un'analisi approfondita delle 64 edizioni del Giro di Campania. La corsa ha avuto inizio nel lontano 1911, e il libro ne documenta l'evoluzione fino all'edizione del 2026. Questo arco temporale di 115 anni permette di attraversare un'ampia fetta di storia sportiva e sociale della regione.

Il libro non si limita a elencare i vincitori, ma scava a fondo nelle storie dei campioni, sia quelli più celebri che quelli meno conosciuti. Porreca accompagna il lettore alla scoperta di come l'albo d'oro del Giro di Campania possa essere paragonato a quello di altre grandi corse internazionali. Si citano, infatti, manifestazioni prestigiose come la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia.

I nomi che popolano le pagine del libro sono quelli dei grandi del ciclismo. Si parte da leggende come Fausto Coppi e Gino Bartali, passando per Learco Guerra. Il racconto prosegue con campioni del calibro di Francesco Moser e Giuseppe Saronni. L'opera culmina con il recente ritorno della corsa nel calendario internazionale, avvenuto nel settembre scorso, segnando un nuovo capitolo per la manifestazione.

Contributi inediti e prefazione d'eccezione

Il volume si arricchisce ulteriormente grazie alla presenza di due racconti inediti. Il primo è firmato da Gianfranco Coppola, che intreccia la storia del giornalismo sportivo napoletano con le vicende del Giro di Campania. Il suo contributo offre una prospettiva unica sul legame indissolubile tra la cronaca sportiva locale e la corsa ciclistica.

Il secondo racconto inedito è opera di Carlo Delfino. In qualità di socio fondatore della Nova Unione Velocipedistica Italiana, Delfino esplora il ciclismo dei pionieri. Il suo scritto riporta l'attenzione alle origini della corsa, sottolineando come il Giro di Campania fosse intrinsecamente legato a questo spirito pionieristico fin dalla sua nascita nel 1911.

La prefazione del libro è stata affidata a Davide Cassani. Ex commissario tecnico della nazionale italiana di ciclismo e commentatore televisivo di grande esperienza, Cassani vanta anche un legame diretto con la corsa campana. Da professionista, infatti, si aggiudicò il Giro di Campania nel 1992, un'esperienza che gli permette di offrire una testimonianza autorevole e personale.

Un patrimonio sportivo e culturale campano

Il Giro di Campania rappresenta molto più di una semplice competizione sportiva. Il libro di Gian Paolo Porreca ne mette in luce il valore come elemento integrante della storia sociale e culturale della regione Campania. Attraverso le gesta dei ciclisti, le sfide delle tappe e l'entusiasmo del pubblico, la corsa ha contribuito a creare un senso di identità e appartenenza.

La narrazione di Porreca permette di comprendere come la manifestazione sia stata un palcoscenico per talenti emergenti e un banco di prova per campioni affermati. La sua capacità di intrecciare le vicende sportive con il contesto socio-economico dell'epoca rende il libro una lettura avvincente non solo per gli appassionati di ciclismo, ma anche per chiunque sia interessato alla storia della Campania.

L'opera documenta anche l'impatto della corsa sul territorio campano. Le tappe del Giro hanno attraversato borghi e città, portando visibilità e vivacità economica. La celebrazione di questa corsa è, quindi, anche un modo per valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale della regione, spesso messo in risalto dalle immagini delle competizioni.

Il ciclismo campano: passato, presente e futuro

Il libro di Porreca non si ferma al passato glorioso, ma guarda anche al presente e al futuro del ciclismo in Campania. Il ritorno della corsa nel calendario internazionale nel settembre 2026 è un segnale positivo. Questo evento dimostra la vitalità di una disciplina sportiva che continua a suscitare passione e interesse.

La storia del Giro di Campania, così come raccontata nel libro, serve da ispirazione. Le imprese dei ciclisti del passato possono motivare le nuove generazioni di atleti campani a perseguire i propri sogni sportivi. La pubblicazione contribuisce a preservare la memoria di questa importante manifestazione, assicurando che le sue storie e i suoi protagonisti non vengano dimenticati.

L'eredità del Giro di Campania, custodita nelle pagine di questo libro, è un tesoro per la regione. Essa testimonia la passione per il ciclismo che da sempre anima la Campania, una terra ricca di tradizioni sportive e di paesaggi mozzafiato, ideali per le sfide su due ruote. L'opera di Porreca è un invito a riscoprire e a celebrare questo patrimonio.