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Costruttori e investitori europei hanno visitato il cantiere di Restart Scampia, progetto di rigenerazione urbana a Napoli. L'obiettivo è studiare il modello di sviluppo inclusivo e sostenibile.

Scampia: un modello di rigenerazione urbana per l'Europa

Il progetto 'Restart Scampia' sta attirando l'attenzione internazionale. Costruttori e investitori europei hanno visitato il cantiere. L'iniziativa mira a trasformare un'area complessa in un esempio di sviluppo urbano sostenibile. Questo modello di rigenerazione è considerato un punto di riferimento. L'interesse europeo sottolinea l'importanza del progetto.

La visita è avvenuta a margine del Congresso di Build Europe. L'evento è stato organizzato con Confindustria Assoimmobiliare. Una delegazione di stakeholder internazionali ha preso parte all'iniziativa. Hanno potuto osservare da vicino i lavori alle nuove Vele. La vicesindaca con delega all'Urbanistica, Laura Lieto, li ha accompagnati. Hanno studiato la trasformazione dell'area. Si tratta di uno dei più grandi progetti di rigenerazione in Europa. L'investimento totale ammonta a 159 milioni di euro. I fondi provengono principalmente da Pnrr, Pon Metro e fondi per le periferie.

Il progetto 'Restart Scampia': riqualificazione e inclusione sociale

L'intervento coinvolge attivamente Piloda e lo studio di architettura Settanta7. Il piano prevede la riqualificazione della Vela Celeste. Verranno inoltre costruiti 509 nuovi alloggi. Una parte di questi, 98 unità, sarà consegnata tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027. L'area sarà arricchita da orti sociali. Saranno realizzati anche parchi e nuovi complessi scolastici. Questo approccio mira a creare un ambiente vivibile e funzionale.

Laura Lieto, vicesindaca e assessora all'Urbanistica, ha commentato l'evento. Ha sottolineato l'interesse internazionale per il modello di Napoli. «In una stagione in cui lo sviluppo immobiliare ha portato alla gentrificazione e all'allontanamento dei soggetti più deboli, c'è un grande e concreto interesse internazionale verso il nostro modello Napoli», ha affermato. Ha aggiunto che è possibile proporre un'alternativa virtuosa. Questa alternativa si basa sull'inclusione sociale e sul lavoro qualificato. L'edilizia pubblica diventa la base per lo sviluppo. Il riconoscimento da parte degli investitori europei conferma la validità dell'approccio adottato. Scampia si sta trasformando in un esempio di rinascita per l'intera Europa.

Un modello di sviluppo che coniuga industria e responsabilità sociale

Emanuele di Palo, co-founder e Ceo di Piloda Building, ha espresso il suo orgoglio. La sua azienda è protagonista nella realizzazione del programma di rigenerazione urbana. «È motivo di grande orgoglio poter mostrare concretamente i risultati di un lavoro che coniuga capacità industriale, competenze tecniche, organizzazione e responsabilità sociale», ha dichiarato. La sua affermazione evidenzia la complessità e la multidisciplinarietà del progetto. La combinazione di questi elementi è fondamentale per il successo.

Omero Benfenati, rappresentante del Comitato Vele, ha descritto l'atmosfera del cambiamento. «Stamattina a Scampia si respira un'area di cambiamento reale», ha detto. Ha contrapposto la situazione attuale al passato. «Mentre prima si veniva a visitare le vele come male assoluto oggi si vengono a visitare i cantieri delle case sostitutive con il sorriso tra le labbra», ha sottolineato. Questa testimonianza diretta evidenzia l'impatto positivo del progetto sulla comunità locale. La percezione del quartiere sta cambiando radicalmente.

Il contesto di Scampia e la sua trasformazione

Il quartiere di Scampia, situato nella periferia settentrionale di Napoli, è stato per lungo tempo associato a problematiche sociali e urbanistiche. Le iconiche 'Vele', progettate dall'architetto Francesco Di Salvo negli anni '60 e '70, sono diventate un simbolo di degrado e abbandono. La loro demolizione e sostituzione con nuove strutture abitative rappresenta un punto di svolta cruciale. Il progetto 'Restart Scampia' non si limita alla costruzione di nuovi edifici. Mira a creare un tessuto sociale più coeso e a offrire nuove opportunità ai residenti. La rigenerazione urbana è intesa come un processo olistico.

L'investimento di 159 milioni di euro è una cifra considerevole. Essa testimonia la volontà politica e finanziaria di intervenire in modo deciso. I fondi provengono da diverse fonti, tra cui il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Questo evidenzia come il progetto si inserisca in una strategia nazionale più ampia di riqualificazione del territorio. I fondi Pon Metro e quelli destinati alle periferie completano il quadro finanziario. La diversificazione delle fonti di finanziamento garantisce una maggiore solidità al progetto.

La collaborazione tra pubblico e privato è un altro elemento chiave. La partecipazione di aziende come Piloda Building e studi di architettura come Settanta7 è fondamentale. Essi portano competenze tecniche e industriali necessarie per la realizzazione di opere complesse. La loro presenza testimonia la fiducia nel potenziale di sviluppo dell'area. La visione del Comune di Napoli, guidato dalla vicesindaca Laura Lieto, è quella di creare un modello replicabile. Un modello che dimostri come sia possibile coniugare sviluppo immobiliare, inclusione sociale e sostenibilità ambientale.

Gli orti sociali e i parchi previsti nel progetto sono elementi importanti per la qualità della vita. Essi promuovono la socializzazione e il contatto con la natura. I nuovi complessi scolastici offriranno migliori opportunità educative ai giovani residenti. La rigenerazione urbana di Scampia non è solo un'operazione edilizia. È un progetto sociale e culturale. Mira a restituire dignità e speranza a un quartiere che ha sofferto per decenni. La visita degli investitori europei è un segnale positivo. Indica che il mondo sta guardando a Napoli come esempio di resilienza e innovazione urbana. La trasformazione di Scampia potrebbe ispirare altre città europee ad affrontare sfide simili.