La stagione 2026-2027 del Teatro San Carlo di Napoli inaugura un percorso decennale che culminerà con le celebrazioni per i 300 anni del teatro. Il programma valorizza la storia musicale napoletana e presenta un cartellone ricco di opere e balletti.
Un viaggio nella storia musicale napoletana
La stagione lirica 2026-2027 del Teatro San Carlo di Napoli segna l'inizio di un ambizioso progetto. Questo percorso, che si estenderà fino al 2037, mira a celebrare i 300 anni di storia del prestigioso teatro partenopeo.
L'inaugurazione è affidata a Luisa Miller. L'opera di Verdi, composta nel 1849 specificamente per il San Carlo, apre un sipario su un racconto che affonda le radici nella storia musicale della città.
Il sovrintendente e direttore artistico, Fulvio Adamo Macciardi, ha presentato il cartellone a Roma. Ha sottolineato l'orgoglio di guidare «l'istituzione musicale più antica d'Italia».
Macciardi ha evidenziato come il teatro sia nato per celebrare la musica napoletana. Ha ricordato il desiderio degli artisti dell'epoca di comporre opere «site-specific», un'aspirazione condivisa persino da Mozart.
Il Settecento Napoletano protagonista per un decennio
Il «Settecento Napoletano» diventerà un filo conduttore per i prossimi dieci anni. Questa linea musicale, fiorita per circa un secolo fino alla metà dell'Ottocento, sarà esplorata in profondità.
Ad aprile, il pubblico potrà apprezzare Nina o sia La pazza per amore di Giovanni Paisiello. La direzione sarà affidata a Fabio Biondi.
Sarà inoltre proposta la rara Otto mesi in due ore o sia Gli esiliati in Siberia di Donizetti. Il compositore, che fu direttore del teatro per molti anni, rivive sul podio con Fabio Mastrangelo.
Il cartellone include 11 titoli d'opera. La maggior parte delle regie porta la firma di maestri italiani, confermando la vitalità della scena nazionale.
Nuove produzioni e grandi voci sul palco
A febbraio è in programma una nuova produzione di Aida. La regia è curata da Serena Sinigaglia, con la direzione di Renato Palumbo.
Questa produzione impegnerà circa duecento persone tra orchestrali, coro, ballerini e maestranze. A luglio, l'opera partirà per una tournée di due settimane in Giappone.
Per la musica contemporanea, il compositore Alessandro Solbiati è stato incaricato di completare La chute de la maison Usher. L'opera era stata solo abbozzata da Claude Debussy.
La direzione sarà di Marco Angius, con la regia di Luca Micheletti.
Tornano in scena due riprese molto apprezzate: Madama Butterfly, diretta da Francesco Ivan Ciampa e con la regia di Ferzan Ozpetek, e Il Barbiere di Siviglia, firmata da Filippo Crivelli con Ottavio Dantone sul podio.
Tre titoli storici saranno proposti per la prima volta al San Carlo. Si tratta di Pagliacci, diretta da Oren nell'allestimento di Franco Zeffirelli.
Ci saranno anche Peter Grimes di Britten, con la regia di Paul Curran, e La Damnation de Faust, firmata da Damiano Michieletto (premio Abbiati 2017).
Sul palco si esibiranno grandi voci del panorama lirico internazionale. Tra questi figurano Anna Pirozzi, Fabio Sartori, Carolina Lopez Moreno, Yusif Eyvazov, Luciano Ganci, Teresa Iervolino e Gregory Kunde.
Il ritorno di Daniel Oren e il focus sulla danza
Daniel Oren, già direttore musicale del San Carlo, ritorna dopo dieci anni. Dirigerà l'opera di inaugurazione, Luisa Miller, con Mariangela Sicilia nel ruolo del titolo.
Al suo fianco, il tenore Piotr Beczala debutterà al San Carlo, affiancato da Michele Pertusi.
Oren dirigerà anche l'inaugurazione della stagione sinfonica. Il concerto prevede l'esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven.
In occasione dei 200 anni dalla morte del genio di Bonn, saranno proposti tutti i concerti solistici per pianoforte e violino.
Il sovrintendente Macciardi ha sottolineato l'importanza del Corpo di Ballo del San Carlo. È uno dei pochi teatri in Italia, insieme a La Scala, L'Opera di Roma e il Massimo di Palermo, a possedere un corpo di ballo e una scuola di ballo così antichi.
Il focus dedicato alla danza vedrà i ballerini impegnati anche in alcune opere, come Aida. Saranno protagonisti in sei produzioni, tra cui spiccano Lo schiaccianoci, Zorba il Greco e La signora delle Camelie.
Il teatro si apre al territorio e alle comunità
Il Teatro San Carlo estende la sua presenza al territorio con iniziative significative. È previsto un concerto a Pompei e la rappresentazione di Tosca nell'Arena Flegrea.
Si sta lavorando per portare spettacoli alla Reggia di Caserta e nelle Ville Vesuviane.
Inoltre, è in fase di sviluppo un progetto per portare formazioni da camera nei luoghi di disagio. Queste esibizioni si terranno in ospedali, centri sociali e quartieri difficili.
«Il Teatro fortunatamente sta bene», ha concluso Macciardi, «anche grazie all'enorme attenzione dei tre soci fondatori: lo Stato, la Regione e il Comune».