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La dottoressa Sabrina Giovine, radiologa presso il Cardarelli di Napoli, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie intitolata 'L'assenza'. L'opera esplora il tema dell'assenza come esperienza universale legata all'amore e alle relazioni umane.

La radiologa che diventa poetessa

Sabrina Giovine, figura di spicco nel campo della radiologia, ha intrapreso un nuovo percorso artistico. La direttrice dell'Unità operativa complessa di Radiologia generale e Pronto soccorso all'ospedale Cardarelli di Napoli ha dato alle stampe la sua prima raccolta di poesie. Questo progetto editoriale rappresenta un'espressione inattesa di sentimenti profondi, maturati nel corso di decenni.

La dottoressa Giovine, nota per la sua professionalità e umanità verso i pazienti, descrive questo percorso come una ricerca interiore. La poesia è diventata per lei uno spazio privilegiato per misurare l'esistenza. L'opera, intitolata 'L'assenza - Poesie d'amore', è pubblicata da Edizioni Dialoghi e conta 85 pagine.

L'assenza come filo conduttore

Il tema centrale della raccolta è l'assenza. Viene esplorata come un'esperienza silenziosa che permea le relazioni amorose. I versi non parlano direttamente dell'autrice, ma danno voce a molteplici figure femminili. Ognuna di queste donne porta con sé la propria storia, il proprio vissuto di sofferenza fisica ed emotiva.

Queste figure sono ispirate da persone reali incontrate da Giovine: amiche, pazienti, colleghe. Includono anche persone immaginate o semplicemente intraviste. Ciò che accomuna queste donne è un senso di assenza. Può riguardare il corpo, la parola o la memoria. L'autrice ha trovato un valore universale in queste esperienze personali.

L'assenza, tuttavia, si trasforma anche in una presenza sottile. Come recita un verso: «Non è addio / se diventa pensiero / che scandisce, / paziente, / il tempo / di tutta la vita / che resta».

Il ruolo della sorella nella pubblicazione

La spinta decisiva alla pubblicazione è arrivata dalla sorella di Sabrina, Maria Luce, anch'ella medico. Quest'ultima ha raccolto i componimenti nel corso degli anni. Ha poi incoraggiato l'autrice a condividere il suo lavoro con il pubblico. A Maria Luce è dedicata una delle poesie più toccanti, intitolata 'Sorelle'.

La poesia evoca ricordi di infanzia e un legame indissolubile. «E le sorelle ridono ancora, / sapendo finalmente / che non c'è altro al mondo / che questo non-tempo / a unirci per sempre».

Passione per la poesia fin dall'infanzia

La passione di Sabrina Giovine per la poesia affonda le radici nei suoi anni scolastici. Nata a Eboli (Salerno) e residente a Napoli, ha studiato autori come Leopardi e Montale, amando profondamente Pessoa. Le sue letture si sono poi fuse con le esperienze personali e gli incontri significativi.

L'autrice non ha seguito studi tecnici specifici di poesia. I suoi versi sono nati in modo spontaneo, seguendo la sonorità dei pensieri. Spesso composti in pochi minuti. Descrive il processo creativo come un'immersione in una sensazione remota. Le parole si coagulano attorno a essa, portando alla nascita dei versi in modo quasi irrazionale.

Questa esperienza è definita «immediata e insieme profonda». Permette di ritrovare un gusto per la riflessione, in un'epoca dominata dalla velocità. Il libro è stato presentato a Eboli, nella Sala Concerti di San Lorenzo, il 24 ottobre.

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