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La CGIL Napoli e Campania, tramite il suo segretario Nicola Ricci, chiede di proteggere con forza le Autorità di Sistema Portuale, in particolare quelle di Napoli e Salerno. Si temono cambiamenti governativi che potrebbero peggiorare le condizioni di lavoro e la stabilità contrattuale nel settore portuale.

Proteggere le autorità portuali da cambiamenti

Il Governo sembra incerto sulla gestione dei porti italiani. Le decisioni riguardano sia i finanziamenti che la vocazione strategica dell'intero sistema portuale nazionale. La CGIL, attraverso la Filt Cgil nazionale e campana, ha organizzato un evento per difendere l'autonomia e il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale. Questo include specificamente quelle di Napoli e Salerno.

Al centro del dibattito c'è l'articolo 17. Questo articolo solleva questioni cruciali sulla qualità del lavoro. Si combatte attivamente contro i contratti che prevedono un abbassamento dei salari. La discussione verte sulla dignità lavorativa e la sicurezza nei porti.

La Filt Cgil ha promosso l'iniziativa «AvantiPorto: la governance del bene Comune». L'evento si è tenuto presso l'ex Lazzaretto dell'Ospedale della Pace a Napoli. L'obiettivo è sensibilizzare sull'importanza di un sistema portuale solido e giusto.

Qualità del lavoro e stabilità contrattuale nel mirino

Nicola Ricci, segretario generale della CGIL Napoli e Campania, ha espresso forte preoccupazione. Ha sottolineato come i temi della qualità del lavoro siano centrali in questo periodo. La stabilizzazione dei contratti, la sicurezza sul posto di lavoro e la formazione sono argomenti all'ordine del giorno. Il Governo è intervenuto con una legge che, secondo la CGIL, peggiora la situazione. La legge riguarda la rappresentanza sindacale e i contratti collettivi nazionali di lavoro.

Ricci ha evidenziato la necessità di un approccio equilibrato tra economia e turismo. Il porto di Napoli ha visto un aumento dei contatti, passando da 8,3 milioni a 11 milioni. Di questi, solo 2 milioni sono turisti. Questo dato evidenzia un traffico significativo di merci e un'intensa attività logistica ed economica.

È fondamentale avere una legislazione adeguata. Questa deve garantire maggiore dignità e migliori condizioni di lavoro per tutti i lavoratori portuali. La legge attuale rischia di non rispondere a queste esigenze primarie.

Competizione tra aziende, non tra porti

La competizione nel settore marittimo non dovrebbe avvenire tra i diversi porti. Ricci ha chiarito che la vera sfida è tra le aziende. Queste ultime non devono compromettere il benessere dei lavoratori per ridurre i costi. La priorità deve essere la tutela dei lavoratori portuali.

L'intervento di Ricci mira a rafforzare la posizione delle Autorità di Sistema Portuale. Queste entità sono viste come garanti di un modello di sviluppo portuale che metta al centro le persone. La difesa di queste istituzioni è considerata essenziale per il futuro del lavoro nei porti italiani.

La discussione sull'articolo 17 e sulle politiche governative in materia portuale continua. La CGIL si impegna a monitorare gli sviluppi e a intervenire per tutelare i diritti dei lavoratori. La vocazione dei porti italiani deve essere sostenuta da politiche che ne valorizzino il ruolo strategico e sociale.

La mobilitazione della Filt Cgil è un segnale forte. Richiede attenzione alle esigenze del settore e dei suoi protagonisti. La governance dei porti è un bene comune da salvaguardare con determinazione.

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