Un uomo di 65 anni è stato brutalmente assassinato a Pimonte, in provincia di Napoli. La vittima, identificata come Francesco Di Martino, è stata raggiunta da numerosi colpi d'arma da fuoco mentre si trovava nella sua stalla. Le indagini sono affidate ai carabinieri.
Tragedia nella notte a Pimonte
La comunità di Pimonte, un comune situato nel cuore del Napoletano, è stata scossa da un evento di cronaca nera di estrema gravità. Un uomo di 65 anni, identificato come Francesco Di Martino, è stato trovato privo di vita nella serata di ieri, 30 ottobre 2026. La scoperta è avvenuta nella stalla di sua proprietà, un luogo che frequentava assiduamente per prendersi cura dei suoi animali.
Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai militari dell'Arma dei Carabinieri, intervenuti prontamente sul luogo del delitto, Di Martino sarebbe stato sorpreso da uno o più aggressori mentre stava svolgendo le sue consuete attività. L'uomo è stato colpito da diversi proiettili, esplosi con un'arma da fuoco calibro 12. La violenza dell'attacco suggerisce un'azione premeditata e mirata.
Le forze dell'ordine hanno immediatamente avviato le indagini per far luce sulla dinamica dei fatti e per identificare i responsabili di questo efferato omicidio. La zona è stata circoscritta per permettere i rilievi scientifici e la raccolta di eventuali testimonianze utili alle indagini.
Il passato della vittima e le ipotesi investigative
Le prime informazioni emerse dalle indagini rivelano un dettaglio inquietante sul passato di Francesco Di Martino. L'uomo era già noto alle forze dell'ordine e, secondo quanto riportato, era considerato una figura di spicco all'interno del clan camorristico Afeltra-Di Martino, di cui era ritenuto co-fondatore e boss. Questo elemento apre scenari investigativi complessi, che non escludono la matrice camorristica dietro l'omicidio.
In particolare, nel luglio del 2022, Di Martino era stato arrestato nell'ambito di un'operazione antidroga e per detenzione illegale di armi e munizioni. Durante la perquisizione della sua abitazione e delle pertinenze a Pimonte, i Carabinieri, supportati dai Cacciatori di Calabria, avevano rinvenuto una pistola marca Sphinx calibro 380, insieme a 32 proiettili dello stesso calibro e 4 proiettili calibro 9. L'arma, risultata rubata, era stata trovata pronta all'uso, con un colpo in canna e altri sette proiettili nel caricatore.
Questo precedente, unito al contesto territoriale e alla gravità del delitto, suggerisce che l'omicidio possa essere legato a dinamiche interne al mondo della criminalità organizzata, forse una resa dei conti o un'azione volta a indebolire la struttura del clan. Gli inquirenti stanno vagliando tutte le piste possibili, analizzando le frequentazioni della vittima e raccogliendo informazioni sul suo attuale coinvolgimento in attività illecite.
Le indagini dei Carabinieri a Pimonte
I Carabinieri della stazione locale, coadiuvati da unità specializzate, stanno conducendo le indagini con il massimo riserbo. L'obiettivo primario è ricostruire le ultime ore di vita di Francesco Di Martino e identificare chiunque possa aver avuto un ruolo nell'agguato. La scena del crimine è stata meticolosamente esaminata alla ricerca di indizi, come bossoli, impronte digitali o tracce biologiche, che possano condurre agli assassini.
La scelta del luogo, la stalla, potrebbe essere significativa. Potrebbe trattarsi di un luogo dove la vittima si sentiva al sicuro o dove era prevedibile trovarla in quel determinato momento. L'orario dell'aggressione, presumibilmente serale, potrebbe aver favorito l'azione dei killer, permettendo loro di agire indisturbati.
Le autorità locali hanno espresso profonda preoccupazione per l'accaduto, sottolineando la necessità di ristabilire la sicurezza nel territorio. La collaborazione tra le diverse forze dell'ordine e la sinergia investigativa sono fondamentali per assicurare alla giustizia i responsabili di questo grave atto di violenza che ha turbato la quiete di Pimonte e dell'intera provincia di Napoli.
La notizia dell'omicidio ha destato sconcerto tra i residenti, molti dei quali conoscevano Di Martino. Sebbene il suo passato fosse noto, la brutalità dell'esecuzione ha lasciato un segno profondo. Le indagini proseguono a ritmo serrato, con l'auspicio che presto possano emergere elementi concreti per chiarire definitivamente i contorni di questa tragica vicenda.
Questa notizia riguarda anche: