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L'equipaggio della nave 'Grande Torino' Grimaldi è al sicuro dopo settimane di attesa nello Stretto di Hormuz. La nave è stata rifornita e attende la riapertura del passaggio navale.

Nave Grimaldi ferma da settimane nello Stretto di Hormuz

La nave portacontainer 'Grande Torino', appartenente al gruppo armatoriale Grimaldi, è ferma da quasi un mese e mezzo. L'unità navale attende di poter attraversare lo Stretto di Hormuz. L'attesa è iniziata il 28 febbraio, data coincidente con l'inizio di un conflitto in Iran.

I 21 membri dell'equipaggio si trovano in buone condizioni di salute. La nave è una car carrier, specializzata nel trasporto di autovetture. La sua permanenza forzata nel Golfo Persico ha creato notevoli disagi operativi.

Rifornimenti e contatti costanti con la nave

La 'Grande Torino' ha attraccato ieri ad Abu Dhabi. L'approdo è servito per effettuare rifornimenti essenziali. Sono stati caricati viveri, acqua e medicinali. Questo intervento è avvenuto dopo settimane trascorse alla fonda. La nave attendeva il via libera per attraversare lo Stretto di Hormuz.

Oggi, la nave ha ripreso il mare. Tuttavia, dovrà rimanere nelle acque del bacino. Qui si trovano circa 800 navi provenienti da tutto il mondo. Tutte queste imbarcazioni sono bloccate nelle medesime condizioni di attesa.

Dal quartier generale della Grimaldi a Napoli, i contatti con la nave sono costanti. La 'Grande Torino' è stata varata nel 2018. Misura quasi 200 metri di lunghezza. La sua stazza è di 65.255 tonnellate. Può trasportare fino a 7.600 auto o altri carichi rotabili.

Questi carichi sono distribuiti su quattro ponti garage. Ai tre ufficiali italiani e ai 18 marittimi filippini vengono fornite informazioni in tempo reale. Gli aggiornamenti riguardano l'evoluzione della situazione nello Stretto.

Attesa per la riapertura dello Stretto di Hormuz

Il clima a bordo non è di emergenza, ma di attesa. Le conseguenze economiche per la compagnia non sono ancora state quantificate. Si spera in uno sblocco rapido della situazione.

Dalla Grimaldi affermano: «Attendiamo di comprendere nel concreto cosa preveda l'accordo per la tregua raggiunto tra i paesi coinvolti nel conflitto in merito al passaggio delle navi attraverso Hormuz».

La 'Grande Torino' aveva imbarcato autovetture nuove in Giappone e Cina. Era entrata nel Golfo Persico per effettuare consegne in diversi Paesi dell'area. Dopo aver completato le operazioni di sbarco in un porto del Kuwait, l'unità avrebbe dovuto proseguire verso scali europei.

Il blocco navale e le sue ripercussioni

Sono 15 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da martedì sera. In quella data è stato annunciato un cessate il fuoco di due settimane. La guerra vede contrapposti Stati Uniti, Israele e Iran.

Questi dati provengono dal sito di monitoraggio MarineTraffic. Le informazioni sono state citate da Bbc Verify, la sezione di fact checking dell'emittente inglese. Prima del conflitto, la media dei transiti giornalieri era di quasi 140 navi.

Delle 15 navi transitate, quattro erano petroliere. Trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti erano portacontainer. La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell'Iran ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi. La maggior parte trasportava merci, secondo gli analisti di Lloyd's List.

Il capo della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti ha rilanciato l'allarme. Le ripercussioni del blocco sull'economia mondiale sono significative. «Ogni giorno che lo Stretto rimane chiuso, le conseguenze si aggravano», ha dichiarato il sultano Ahmed Al Jaber, ceo di Abu Dhabi National Oil Co.

«Le forniture subiscono ritardi, i mercati si irrigidiscono, i prezzi aumentano. L'impatto si fa sentire non solo sui mercati energetici, ma anche sulle economie, le industrie e le famiglie di tutto il mondo. Ogni giorno conta. Ogni ritardo aggrava i disagi».

Circa 230 petroliere sono attualmente cariche di petrolio e in attesa di salpare dal Golfo.