Uno spettacolo a Napoli riporta in vita Rodolfo Valentino, icona del cinema muto. L'opera esplora la sua vita, i segreti e le contraddizioni, con un allestimento minimalista ispirato all'epoca.
Valentino rivive al Sancarluccio di Napoli
Il fascino intramontabile di Rodolfo Valentino torna a risplendere sul palcoscenico. Il Teatro Sancarluccio di Napoli ospita uno spettacolo dedicato all'idolo del cinema muto. L'opera, intitolata 'Valentino, il punto più alto. Vita e segreti di un idolo', promette di svelare aspetti inediti della sua esistenza.
La messa in scena si ispira alle atmosfere delle ville dei divi dell'epoca. Una piscina fa da sfondo a una partita a dadi. Questo gioco diventa metafora di una sfida più grande. Il grottesco si mescola all'ironia e al cinismo.
L'allestimento è volutamente semplice. È minimalista ma ricco di significato. Il regista Stefano Ariota ha curato ogni dettaglio. I testi sono di Roberto Russo. La produzione è di Mudra Arti dello Spettacolo di Olimpia Panariello.
Lo spettacolo si terrà dal 6 all'8 novembre. È una rilettura della figura di Valentino. Avviene a oltre 100 anni dalla sua scomparsa. Il mito del cinema muto rivive nella sala napoletana.
Segreti e contraddizioni dell'idolo del muto
La pièce teatrale indaga i segreti e le contraddizioni di Valentino. Esplora gli interrogativi rimasti senza risposta. Il suo carisma senza tempo torna a vivere sul palco. La narrazione si concentra sul rapporto tra Francesco Petrillo, interprete di Valentino, e Giuseppe Brandi, nei panni di Norman Kelly. Kelly fu fondamentale per l'ascesa di Valentino nel mondo del cinema.
Il loro legame è al centro della storia. Attraversa ambizione, desiderio e sentimento. Mette in luce la profonda connessione tra i due personaggi. La pièce si addentra nelle zone d'ombra di una vita interrotta troppo presto.
Si interroga su cosa Valentino avrebbe potuto diventare. Immagina la sua carriera nell'era del sonoro. Il regista Stefano Ariota spiega la sua visione. «Ho voluto indagare ciò che ancora oggi circonda la sua figura», afferma.
«Mi ha affascinato immaginare quale sarebbe stata la parabola artistica con il sonoro», continua Ariota. «Ma anche restituire il suo carisma, la passione per la danza, le sfumature più intime del carattere.»
Il confronto con Kelly e le atmosfere del muto
Il confronto con Kelly diventa il fulcro della vicenda. Ironia, cinismo e sentimento si intrecciano. Creano un gioco teatrale unico. Le atmosfere sono ispirate direttamente al cinema muto.
Olimpia Panariello sottolinea l'importanza di questo omaggio. «Rendere omaggio a un personaggio come Rudy significa riconoscere ciò che ha rappresentato», dichiara. «Le emozioni che ha suscitato e il segno che ha lasciato nella nostra vita.»
La messa in scena punta su un linguaggio essenziale. Ogni elemento contribuisce a creare l'atmosfera desiderata. I costumi, curati da Maddalena Marciano, sono un elemento chiave.
Sono caratterizzati da colori intensi. Evocano suggestioni Art Déco. «Per contribuire a creare un clima 'sognante', una rivisitazione onirica, surreale», spiega la costumista. Gli accappatoi sono ispirati a Sonia Delaunay. Sono dipinti a mano.
Gli assistenti ai costumi sono Anna Cerulo e Martina Vaccaro. La direzione della fotografia e il makeup sono curati da Kriss Barone. Le foto sono di Leonardo Marciano.
Barone ha lavorato per «restituire un'epoca con immagini accattivanti e dare emozione». L'obiettivo era creare «fotogrammi tratti da un film su Valentino». Il tango, coreografato da Alberto Sant'Elia, aggiunge espressività. Traduce le tensioni tra i protagonisti in movimento.
L'assistente alla regia è Pina Strazzullo. Il tecnico di regia è Andrea Tesone.