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Tre persone sono state fermate dalla Polizia a Napoli per un omicidio avvenuto nel 2024 a Secondigliano. Gli arrestati sono accusati di omicidio pluriaggravato, con l'aggravante mafiosa, e porto abusivo di armi. Le indagini hanno ricostruito la fuga disperata della vittima.

Omicidio a Secondigliano: tre fermi

La Polizia di Stato ha eseguito tre fermi all'alba. Gli arrestati sono ritenuti responsabili dell'omicidio di Raffaele Cinque. L'uomo aveva 50 anni. Il suo corpo fu rinvenuto il 21 gennaio 2024. Il ritrovamento avvenne nel quartiere Secondigliano, a Napoli. I tre indagati sono già noti alle forze dell'ordine. Possiedono precedenti penali.

Accuse di omicidio pluriaggravato e mafia

I fermati devono rispondere di omicidio pluriaggravato. L'aggravante riguarda le modalità mafiose. Questa circostanza sottolinea la gravità del crimine. Le indagini hanno accertato anche il porto abusivo di armi. Almeno due pistole sarebbero state utilizzate. Le perquisizioni sono ancora in corso. La Polizia sta setacciando diverse aree. L'obiettivo è raccogliere ulteriori prove.

La drammatica fuga della vittima

La vittima, Raffaele Cinque, tentò una fuga disperata. Cercò di scappare dai sicari. Si lanciò dal balcone della sua abitazione. La sua intenzione era quella di mettersi in salvo. Purtroppo, non riuscì a sfuggire ai suoi aggressori. I killer lo raggiunsero per strada. Lì fu poi ucciso. La ricostruzione dei fatti è emersa dalle indagini. Le autorità hanno lavorato per chiarire la dinamica.