L'Area Marina Protetta Gaiola Onlus lancia l'allarme: scarichi fognari nel mare di Napoli aumentano i rischi di Epatite A. Criticità strutturali e climatiche aggravano il problema.
Allarme Epatite A e scarichi fognari nel mare di Napoli
L'incremento dei casi di Epatite A a Napoli e in Campania riaccende i riflettori sulla qualità delle acque costiere. Il sistema fognario cittadino mostra evidenti criticità. L'associazione Gaiola Onlus esprime solidarietà ai mitilicoltori. Sottolinea problemi strutturali irrisolti nella gestione delle acque reflue. Questi problemi sanitari sono strettamente collegati.
In caso di pioggia, la rete fognaria mista scarica direttamente in mare. Questo avviene tramite bypass nell'area di Coroglio e Cala Badessa. Le portate di reflui possono raggiungere i 100 metri cubi al secondo. Gli effetti si propagano lungo la costa napoletana e flegrea. La direzione dipende da venti e correnti superficiali.
Il fenomeno degli sfioramenti è in peggioramento. L'aumento della frequenza e intensità delle piogge aggrava la situazione. I cambiamenti climatici giocano un ruolo cruciale. Da novembre a oggi, si contano circa 75 episodi di sversamento. Questi dati sono stati registrati dall'inizio dell'inverno.
Impatti ambientali e sanitari degli sversamenti in mare
Gli sversamenti hanno impatti negativi sugli habitat marini. La biodiversità marina è seriamente minacciata. Le conseguenze sanitarie sono altrettanto preoccupanti. Le risorse ittiche destinate al consumo provengono da queste acque. Questo rappresenta un rischio diretto per la salute pubblica.
La mitilicoltura è particolarmente esposta. Il Mytilus galloprovincialis è un mollusco filtratore. Si nutre filtrando grandi volumi di acqua marina. Questo processo può trattenere batteri e virus presenti nell'ambiente. La contaminazione delle acque si riflette direttamente sui prodotti ittici.
Gaiola Onlus richiede interventi strutturali urgenti. Il sistema fognario cittadino necessita di un ammodernamento. Il progetto previsto nel Praru di Bagnoli è criticato. Si parla di raddoppio degli scarichi in mare nell'area Gaiola-Nisida. Questa zona è una Zona Speciale di Conservazione. L'associazione definisce tale progetto «anacronistico e irresponsabile».
La posizione dei mitilicoltori e le normative di sicurezza
Il comparto produttivo della mitilicoltura esprime preoccupazione. Unci AgroAlimentare ha ribadito la disponibilità degli operatori. Vogliono collaborare attivamente con le istituzioni. Sono pronti a sottoporre la produzione a ulteriori verifiche. Gli allevamenti di molluschi sono già sotto controllo.
Le Asl monitorano costantemente gli allevamenti. Sono inseriti nell'Anagrafe nazionale dell'acquacoltura. Le normative sulla sicurezza e tracciabilità sono rispettate. Questo garantisce un certo livello di controllo sulla filiera.
Secondo Unci, i rischi maggiori provengono dalla vendita abusiva. Prodotti senza controlli e senza indicazioni sulla provenienza sono pericolosi. Questo fenomeno si accentua nei periodi di maggiore domanda. L'invito è acquistare frutti di mare solo da rivendite autorizzate. Verificare sempre l'etichettatura. Conservare correttamente i prodotti. Consumarli dopo un'adeguata cottura.
Situazione ospedaliera a Napoli e monitoraggio sanitario
Intanto, la situazione sanitaria a Napoli desta allarme. Ieri, 70 persone con Epatite A erano ricoverate. I ricoveri avvenivano nei reparti di degenza dell'ospedale Cotugno. Altri otto pazienti erano in pronto soccorso. Le loro condizioni cliniche non presentano criticità particolari. Lo comunica l'Asl.
L'Azienda dei Colli, che gestisce l'ospedale Cotugno, è specializzata in malattie infettive. Ha istituito un monitoraggio costante dell'andamento del fenomeno. L'obiettivo è adeguare la disponibilità di posti letto. Al momento, l'azienda assicura che «non sussiste alcuna criticità assistenziale». La situazione viene gestita con attenzione.
L'Area Marina Protetta Gaiola Onlus ha evidenziato come il problema degli scarichi fognari sia cronico. La rete idrica di Napoli è in gran parte a sistema misto. Questo significa che le acque piovane si mescolano con quelle reflue. In caso di piogge intense, il sistema va in sofferenza. Gli sfioratori di piena riversano direttamente in mare i liquami non trattati. Questo avviene per evitare allagamenti nelle aree urbane.
La denuncia dell'associazione si concentra sulla necessità di separare le reti. Un sistema a regime separato permetterebbe di convogliare le acque reflue verso gli impianti di depurazione. Le acque piovane, invece, potrebbero essere gestite diversamente. Questo eviterebbe il rilascio di inquinanti nel Golfo. La salute dell'ecosistema marino e quella umana dipendono da queste infrastrutture.
Il riferimento alla Zona Speciale di Conservazione Gaiola-Nisida è significativo. Quest'area è un gioiello naturalistico e ambientale. Ospita specie protette e un ecosistema fragile. L'idea di raddoppiare gli scarichi in prossimità di un'area così sensibile solleva forti preoccupazioni. La biodiversità marina è a rischio.
La collaborazione tra enti e associazioni è fondamentale. La denuncia di Gaiola Onlus mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni. È necessario un piano di interventi strutturali a lungo termine. La gestione delle acque reflue deve diventare una priorità. Soprattutto in una città come Napoli, con un'estesa linea costiera e un'importante attività di pesca e acquacoltura.
La questione dei cambiamenti climatici rende il problema ancora più urgente. L'aumento degli eventi meteorologici estremi intensifica la pressione sul sistema fognario. Le soluzioni non possono più essere rimandate. Investire in infrastrutture resilienti e sostenibili è cruciale per il futuro di Napoli e della sua costa.