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Un premio speciale celebra il potere trasformativo della sartoria nel carcere di Secondigliano, valorizzando l'artigianato come strumento di reinserimento sociale. L'evento si è svolto durante la quarta edizione del 'Ditale d'Oro'.

Riconoscimento per sartoria e riscatto sociale

Il Premio Sociale 'Ilario Piscioneri' è stato conferito a Emanuele Abate. Il riconoscimento è andato anche a un gruppo di aspiranti sarti detenuti nel Centro Penitenziario 'Pasquale Mandato' di Secondigliano, Napoli.

Questo premio è destinato a progetti che impiegano l'artigianato come mezzo di riscatto sociale. L'iniziativa prosegue la visione di Piscioneri, promuovendo il valore formativo della manualità.

Il percorso formativo è stato curato da Tiziana Aiello, presidente dell'Associazione Confraternita dei Sartori 1351. Ha collaborato il maestro Raffaele Antonelli.

Insieme, hanno dimostrato come l'arte sartoriale possa trasformare ago e filo. Questi strumenti diventano veicoli di libertà e dignità.

L'artigianato viene valorizzato come concreta via di riscatto. L'obiettivo è ricucire la dignità umana attraverso il lavoro manuale.

Il 'Ditale d'Oro' celebra l'artigianato

La cerimonia si è tenuta nell'ambito della quarta edizione del Premio 'Ditale d'Oro'. L'evento è stato organizzato dall'Associazione Confraternita dei Sartori 1351.

Ha ricevuto il patrocinio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Hanno concesso il loro supporto anche il Comune e il Museo della Moda di Napoli.

Il concorso è riservato ai giovani talenti dell'alta sartoria. I partecipanti provengono da diverse regioni italiane.

La manifestazione si è svolta presso la sede della Fondazione Mondragone. Questa ospita il Museo della Moda di Napoli.

L'evento ha favorito l'incontro tra tradizione e innovazione. Si è promosso un dialogo tra maestri artigiani e nuove generazioni.

Le emozioni dei protagonisti

«Siamo profondamente orgogliosi dei risultati di questa quarta edizione», ha dichiarato Tiziana Aiello. «Vedere questi giovani talenti esprimersi in un tempio della moda è la conferma che siamo riusciti a tracciare quel filo ideale che unisce la storia di ieri al futuro dei giovani talenti».

«Ma l'emozione più grande è stata vedere i frutti del lavoro svolto con i giovani reclusi a Secondigliano», ha aggiunto. La presidente ha sottolineato l'importanza del progetto carcerario.

«Questa edizione ha superato ogni aspettativa», ha affermato Raffaele Antonelli. Il maestro sarto è ideatore del Premio e vice presidente dell'Associazione Confraternita dei Sartori 1351.

«Il premio Ditale d'Oro si configura come un atto di tutela della sacralità del laboratorio artigianale», ha spiegato Antonelli. La sua visione protegge il valore intrinseco dell'artigianato.

«L'incontro tra il Premio Ditale d'Oro e il Museo della Moda di Napoli nasce da una visione condivisa», ha detto Maria d'Elia, presidente del Museo della Moda. La sua affermazione evidenzia la sinergia tra le istituzioni.

«Il nostro impegno come Museo della Moda è custodire e raccontare la storia della moda e dell'artigianato, ma anche promuoverne l'evoluzione», ha concluso d'Elia. L'istituzione mira a preservare e innovare il settore.

Altri riconoscimenti assegnati

Il Premio Ditale d'Oro Femminile 'Giuseppina Marrazzo' è stato assegnato a Diana Fallacara. Il riconoscimento premia l'eccellenza femminile nel campo.

Il premio Maschile 'Angelo Litrico' è andato a Francesca Mariniello. Questo onora il talento maschile nella sartoria.