Una tecnologia italiana innovativa permette interventi epatici robotici più sicuri e rapidi. Il Pascale di Napoli segna una prima mondiale con HemoDiss, riducendo perdite ematiche e tempi operatori.
Nuova frontiera nella chirurgia epatica
Un robot e una tecnologia italiana hanno segnato una svolta epocale. L'Istituto dei tumori Pascale di Napoli ha ospitato un intervento pionieristico. È stata eseguita con successo la prima resezione epatica robotica. L'innovazione si chiama HemoDiss. Questo dispositivo promette maggiore sicurezza. Garantisce anche rapidità e minime perdite di sangue.
L'équipe guidata dal professor Francesco Izzo ha realizzato l'impresa. Izzo dirige l'Oncologia chirurgica addominale del Pascale. L'intervento, un'epatectomia sinistra, è durato solo 90 minuti. Non si sono registrati sanguinamenti. Non è stata necessaria la manovra di Pringle. Questa tecnica era uno standard per controllare il flusso ematico.
HemoDiss: innovazione e vantaggi
Il paziente è stato dimesso dopo tre giorni. Non ha presentato complicanze. Questo risultato è considerato un vero cambio di passo. Al centro dell'innovazione c'è HemoDiss. È un manipolo robotico a radiofrequenza bipolare. Integra un sistema di aspirazione. Questo strumento disseziona e coagula i tessuti in un unico movimento. Supera i limiti delle tecniche tradizionali.
Le tecniche tradizionali richiedono più strumenti. Implicano anche tempi più lunghi. HemoDiss offre meno sangue. Assicura maggiore precisione. Mantiene il campo operatorio sempre pulito. Permette interventi potenzialmente più brevi. Questo mix di vantaggi riduce il rischio di complicanze. Migliora il recupero dei pazienti.
Sviluppo e prospettive future
Il progetto HemoDiss è nato a Napoli. Il team del Pascale ha contribuito allo sviluppo. La tecnologia è ora al centro di uno studio europeo. L'obiettivo è ottenere il marchio CE. Questo per applicazioni robotiche, laparoscopiche ed endoscopiche. La start-up italiana Kylix Srl è dietro HemoDiss. Ha brevettato la piattaforma. L'ha portata sul mercato in pochi anni. È un esempio di innovazione concreta.
Il direttore generale del Pascale, Maurizio di Mauro, esprime orgoglio. «Questo risultato conferma il ruolo del Pascale come centro di eccellenza. Investire in tecnologie avanzate offre ai pazienti cure più sicure ed efficaci». Le prospettive sono ampie. Si prevede l'estensione ad altri interventi addominali. L'integrazione con piattaforme robotiche è possibile. Potrebbe trovare applicazioni nella chirurgia pancreatica e colorettale.