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La storica Pasticceria Pintauro, celebre per aver dato i natali alla sfogliatella, riapre in Via Toledo a Napoli. Un imprenditore locale ha rilevato l'attività, promettendo di preservare la tradizione e introdurre novità.

Pintauro, un'istituzione napoletana riapre i battenti

Una decisione dettata da profondo affetto e lungimiranza ha portato alla rinascita di un vero tempio della pasticceria napoletana. Pintauro, un nome che risuona dal lontano 1785, riapre le sue porte in Via Toledo. Questa istituzione, custode della ricetta originale della sfogliatella riccia e frolla, aveva interrotto la sua attività. Ora, grazie all'iniziativa di un imprenditore locale, il 27 marzo 2026 segna una nuova era per questo luogo storico. La riapertura ufficiale è stata anticipata da un evento istituzionale a cui abbiamo avuto modo di partecipare, offrendo un'anteprima esclusiva.

La storia di Pintauro è intrinsecamente legata all'evoluzione della pasticceria partenopea. La sua chiusura aveva destato preoccupazione tra gli amanti dei dolci tradizionali. La notizia della riapertura porta un sospiro di sollievo e un rinnovato entusiasmo per la salvaguardia di un patrimonio culinario. La scelta di un nuovo proprietario locale sottolinea l'importanza di mantenere vive le tradizioni e l'identità gastronomica della città. L'imprenditore ha espresso grande orgoglio per questo progetto. L'obiettivo è restituire a Napoli un'eccellenza storica. Si punta a valorizzare l'anima artigianale. Il tutto proiettandolo nel futuro con rispetto per il passato.

La nascita della sfogliatella: un'invenzione di Pintauro

Per comprendere appieno il significato di questa riapertura, è necessario fare un tuffo nel passato. Torniamo ai primi dell'Ottocento. L'oste Pasquale Pintauro, figura chiave nella storia di questa pasticceria, ebbe un'intuizione geniale. Decise di rivisitare una ricetta dolce proveniente dalla vicina Costiera Amalfitana. L'ispirazione giunse dalla zia, badessa del convento di Santa Rosa. Questa monaca aveva elaborato un dolce a base di crema pasticciera e amarene, noto appunto come Santa Rosa.

Pintauro prese questa base e la trasformò radicalmente. Modificò la pasta, rendendola più sottile e croccante. Creò la caratteristica forma a conchiglia che oggi associamo alla sfogliatella riccia. Ridusse anche la quantità di ripieno, alleggerendo la ricetta originale monastica. Il risultato fu un successo immediato e travolgente. La sua creazione divenne presto un simbolo della pasticceria napoletana. Attirava nobili, intellettuali e gente comune. La sua vetrina in Via Toledo divenne un punto di riferimento imprescindibile.

La fama di Pintauro crebbe a dismisura. La sua pasticceria divenne così centrale nella vita cittadina che nacque un modo di dire: «Tene 'a folla Pintauro». Questa espressione veniva usata per descrivere qualcuno estremamente impegnato. La pasticceria ha accompagnato generazioni di napoletani. La sua importanza culturale è stata riconosciuta anche da figure illustri. La scrittrice Matilde Serao ne ha parlato nei suoi scritti. Il commediografo Eduardo De Filippo l'ha citata nelle sue opere teatrali. Nel tempo, accanto alla sfogliatella riccia, si affiancò la versione liscia, la frolla. Entrambe venivano servite rigorosamente caldissime, appena sfornate, per esaltarne la fragranza unica.

Una chiusura inattesa e una nuova speranza

La bottega di Pintauro, con i suoi circa 50 metri quadri, conservava ancora elementi originali. Boiserie, marmi e lampade d'epoca testimoniavano la sua lunga storia. Sottostante, un ampio laboratorio garantiva la produzione continua. Per ragioni legate alla stagionalità e alla conservazione dei prodotti, il negozio osservava un periodo di chiusura durante i mesi più caldi. Questo accadeva nel corso delle varie gestioni che si sono succedute nel tempo. L'ultima gestione, quella della famiglia di Elvira Maria Di Marco, aveva mantenuto viva questa tradizione.

La chiusura, avvenuta qualche mese prima della riapertura, non aveva inizialmente destato particolare allarme. Tuttavia, quando la serranda rimase abbassata più a lungo del previsto, iniziarono a circolare voci preoccupate. La prospettiva di perdere un pezzo così importante della storia gastronomica di Napoli era inaccettabile per molti. La comunità locale e gli appassionati di dolci tradizionali temevano la perdita definitiva di questo simbolo. La notizia della riapertura, quindi, è stata accolta con grande gioia e sollievo.

L'imprenditore immobiliare Francesco Bernardo, ora nuovo titolare insieme al socio pasticciere Davide Piterà, ha espresso la sua profonda soddisfazione. «Una piccola parte di Napoli riprende a vivere, e ne sono profondamente orgoglioso», ha dichiarato. Questo progetto non è solo un'operazione commerciale, ma un impegno verso la salvaguardia del patrimonio culturale. L'obiettivo è chiaro: ridare alla città un'eccellenza storica. Si intende preservare l'anima artigianale. Allo stesso tempo, si vuole proiettare il tutto nel presente e nel futuro. Custodire un patrimonio di saperi che appartiene alla comunità è fondamentale. La sfogliatella, nata proprio qui oltre duecento anni fa, è un simbolo di questa eredità.

Restauro conservativo e nuove prospettive per Pintauro

Il restauro degli spazi è stato affidato all'architetto Antonio Martiniello dello Studio Keller. L'intervento ha seguito un approccio conservativo, volto a ripristinare l'integrità originale degli ambienti. L'obiettivo è quello di far rivivere l'atmosfera storica che ha sempre caratterizzato la pasticceria. La gestione delle ricette, cuore pulsante dell'attività, è stata affidata a Peppe Tomei. Tomei è uno storico banconista, per decenni dipendente e memoria storica vivente di Pintauro. La sua profonda conoscenza dei segreti e delle tradizioni garantirà la fedeltà ai sapori autentici.

Naturalmente, le sfogliatelle rimangono il fulcro dell'offerta. Sia la riccia che la frolla saranno protagoniste indiscusse. Tuttavia, il nuovo corso di Pintauro non si limiterà alla sola sfogliatella. Il menu si arricchirà di altri grandi classici della pasticceria napoletana. Verranno inoltre introdotte nuove proposte, più moderne e innovative. Queste novità saranno sviluppate «in collaborazione con professionisti di rilievo», come anticipato dai nuovi titolari. L'intento è quello di attrarre un pubblico più ampio, senza però dimenticare le radici. La riapertura, avvenuta il 27 marzo 2026, è stata preceduta il giorno prima, il 26 marzo, da un'occasione istituzionale che ha visto la partecipazione di autorità e addetti ai lavori. La pasticceria si trova in Via Toledo, 275, a Napoli. Il profilo Instagram è @pasticceriapintauro. La riapertura segna un momento importante per la città. Rappresenta la volontà di preservare e valorizzare le proprie tradizioni.