Una banda esperta ha scassinato decine di cassette di sicurezza in una banca di Napoli, sfruttando un accesso dal sottosuolo. Le indagini si concentrano ora su possibili complici interni e sul registro degli accessi.
Indagini sulla banda del buco a Napoli
Si sta definendo il profilo dei malviventi che hanno colpito la filiale Credit Agricole in piazza Medaglie d'Oro. Almeno cinque persone avrebbero partecipato all'operazione finale. La banda, soprannominata "del buco", sembra aver pianificato ogni dettaglio con estrema cura. Hanno persino bloccato i tombini circostanti. L'obiettivo era ostacolare l'arrivo delle forze dell'ordine. Gli investigatori stanno analizzando la possibilità di complici interni. Si cercano esperti del sottosuolo con precedenti giudiziari.
Scavi e attrezzi: gli indizi recuperati
Le autorità stanno esaminando attentamente il materiale recuperato. Tra gli oggetti trovati nel sottosuolo ci sono un mini-generatore e vari attrezzi da scasso. Questi elementi sono cruciali per ricostruire la dinamica dell'irruzione. Si attendono i risultati delle analisi tecniche su questi ritrovamenti. L'uso di un generatore suggerisce una pianificazione meticolosa. L'obiettivo era probabilmente garantire l'alimentazione degli strumenti di scasso. La provenienza degli attrezzi potrebbe fornire ulteriori piste.
La disparità di protezione delle cassette
Un aspetto fondamentale delle indagini riguarda la diversa protezione delle cassette di sicurezza. Il caveau ospitava oltre mille cassette. Una parte di queste era destinata ai clienti della filiale di piazza Medaglie d'Oro. Un'altra porzione, circa 300 cassette, proveniva dall'agenzia di via Scarlatti. Quest'ultima era stata chiusa circa due anni fa. Le cassette provenienti da via Scarlatti erano più esposte. Non erano custodite all'interno di armadi blindati. Questa disparità è stata segnalata da alcuni clienti in passato. Esponeva tali cassette a un rischio maggiore. Chiunque avesse accesso al caveau poteva notarle facilmente. Si stima che circa 6000 correntisti frequentassero la filiale.
Il registro degli accessi e le cassette scassinate
Gli accessi al caveau sono registrati in un apposito registro. Questo documento è ora al centro dell'attenzione degli inquirenti. Potrebbe rivelare nomi di persone sospette tra i visitatori recenti. Le cassette scardinate dai banditi sarebbero circa 120. Questo dato, tuttavia, non è ancora confermato ufficialmente. Finora, circa quaranta titolari hanno denunciato il furto del contenuto. Si prevede che questo numero aumenterà significativamente. La cifra definitiva si conoscerà solo quando tutti i titolari avranno verificato lo stato delle loro cassette. La banca non è a conoscenza del contenuto delle cassette affittate. Non sa nemmeno se siano vuote o meno. La filiale dovrebbe riaprire per cercare di ripristinare una parvenza di normalità.