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A Napoli, una grande manifestazione ha visto scendere in piazza decine di migliaia di lavoratori e studenti. La protesta, indetta contro il caro vita e le politiche di riarmo, si è svolta in modo pacifico ma con forti messaggi simbolici.

Manifestazione contro il caro vita e il riarmo

Un'imponente marea umana ha invaso le strade di Napoli. Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 20.000 persone, un numero in continuo aggiornamento. La mobilitazione ha aderito allo sciopero generale proclamato dall'Usb. L'obiettivo è protestare contro l'aumento dei prezzi e la politica di riarmo nazionale e internazionale. La partecipazione è stata massiccia, estendendosi a perdita d'occhio.

La manifestazione partenopea si è distinta per la sua natura partecipata e pacifica. Non sono mancati, tuttavia, momenti carichi di forte significato simbolico. Ad esempio, sono stati accesi fumogeni per bruciare un manifesto. L'immagine ritraeva la premier Giorgia Meloni e la ministra Anna Maria Bernini. Erano affiancate dalla figura di Mister Monopoly, simbolo del gioco d'azzardo e della speculazione economica. Successivamente, un carro armato di cartone è stato dato alle fiamme. L'episodio è avvenuto in via Reggia di Portici, vicino all'ingresso dell'autostrada. L'area era presidiata dalle forze dell'ordine in assetto anti sommossa.

Studenti e lavoratori uniti nella protesta

Uno striscione recitava: «Con le buone non cambi le cose». Era affisso sulla statua di Garibaldi, in piazza Mancini. Da qui è partito il corteo principale. In testa al corteo vi erano studenti universitari e delegazioni provenienti da diverse scuole della città. Erano presenti anche lavoratori, famiglie con bambini al seguito e attivisti pro Palestina. Hanno partecipato anche gli sfollati dei Campi Flegrei, colpiti dall'emergenza vulcanica. La loro presenza sottolinea la molteplicità delle criticità sociali.

Enzo De Vincenzo, del coordinamento Campania Usb, ha spiegato le ragioni della protesta. Ha evidenziato le difficoltà economiche che affliggono la popolazione. Molti cittadini faticano a mettere cibo in tavola e ad arrivare a fine mese. Il costo del carburante e delle bollette è insostenibile. Mancano persino i fondi per le cure mediche. De Vincenzo ha espresso il suo rifiuto per la «cultura della guerra e del genocidio». Ha richiesto investimenti mirati. I fondi dovrebbero essere destinati a salari, sanità, trasporti e scuole. Non dovrebbero essere impiegati per il riarmo.

Percorso alternativo e blocchi stradali

Altri promotori del corteo hanno gridato al microfono: «Vogliamo bloccare tutto ma soprattutto far cambiare tutto». Il percorso della manifestazione è stato modificato rispetto a quello inizialmente previsto. L'obiettivo era raggiungere le principali arterie di comunicazione e trasporto della città. Si è puntato a bloccare la ferrovia, l'autostrada e il porto. In piazza Garibaldi, una delegazione di manifestanti è entrata nella stazione centrale. Si sono fermati per alcuni minuti sui binari. Successivamente, il corteo ha invaso entrambe le carreggiate di via Marina. L'arteria è stata completamente paralizzata, causando notevoli disagi al traffico.

L'arrivo al porto è avvenuto passando per l'ingresso merci del varco Bausan. Questo momento è stato considerato cruciale per la mattinata di mobilitazione. Il corteo è entrato nello scalo marittimo. I partecipanti hanno intonato «Bella Ciao», un canto simbolo della resistenza. Le forze dell'ordine hanno presidiato l'accesso agli imbarchi. Il corteo è poi uscito dal varco Sant'Erasmo. La giornata di protesta si è conclusa con diverse scene. Una delegazione si è salutata in piazza Mercato. Un altro gruppo ha continuato a marciare verso piazza del Plebiscito, tra cori e musica.

Un gesto di solidarietà e un messaggio di pace

Durante la mattinata, due giovani hanno avvicinato alcuni agenti di polizia. Hanno offerto loro dei vassoi pieni di sfogliatelle, graffe e cornetti. I ragazzi hanno spiegato il loro gesto: «Non sono loro il problema, come noi devono mettere la benzina e fare la spesa». Questo episodio è rimasto una delle immagini più significative della giornata. Ha rappresentato una protesta priva di scontri e incidenti. È stata invece ricca di contenuti e voci che richiedono attenzione. La manifestazione ha dimostrato la forza della partecipazione popolare. Ha evidenziato il desiderio di un cambiamento concreto nelle politiche sociali ed economiche del paese.