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La procuratrice dei minori di Napoli, Patrizia Imperato, definisce la nuova legge sull'imputabilità dei minori una "misura di facciata". Sottolinea la necessità di interventi di prevenzione concreti piuttosto che misure repressive.

Critiche alla nuova legge sull'imputabilità

La procuratrice della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli, Patrizia Imperato, ha espresso un giudizio critico sulla proposta di legge riguardante l'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni. Secondo la sua opinione, l'inversione dell'onere della prova prevista dal provvedimento è principalmente "forma che sostanza".

La proposta legislativa, definita "anti-maranza", ha già suscitato notevoli perplessità tra gli addetti ai lavori nel campo del diritto. Anche l'Unione delle Camere Penali ha manifestato preoccupazione per quella che considera una "regressione culturale".

La Procuratrice Imperato ha dichiarato all'ANSA che l'intento sembra essere quello di presentare il provvedimento come una soluzione per la sicurezza dei cittadini. Tuttavia, la sua maggiore preoccupazione risiede nel timore che si voglia abbassare l'età minima per l'imputabilità, una prospettiva a cui si dichiara "assolutamente contraria".

Prevenzione reale contro repressione

Un governo, secondo la responsabile della Procura per i Minorenni, dovrebbe concentrarsi sulla realizzazione di misure di prevenzione efficaci. L'obiettivo dovrebbe essere quello di intervenire sui giovani prima che commettano reati, non solo quando le loro azioni diventano di dominio pubblico.

Per questo motivo, sono necessari interventi mirati. Questi dovrebbero affrontare problematiche come la dispersione scolastica e la creazione di luoghi di aggregazione sicuri per i minorenni. La sola logica repressiva rischia di innescare una spirale negativa.

La Procuratrice di Napoli avverte che se la risposta alla recrudescenza dei reati è solo l'inasprimento delle pene, la conseguenza potrebbe essere la richiesta di punire ragazzi sempre più giovani. Si potrebbe arrivare a voler processare minori di 12, poi 11, poi 9 anni.

Cause profonde e politiche ad ampio spettro

Il punto cruciale rimane la capacità di agire sulle cause profonde del disagio giovanile. I minori spesso portano con sé sofferenze esistenziali, sociali e familiari. Queste problematiche sono oggi esasperate dall'uso distorto dei social media e degli smartphone.

È in questo contesto complesso che occorre intervenire con politiche che abbiano un raggio d'azione ampio e diversificato. Le azioni devono essere pensate per affrontare le radici dei problemi.

Strumenti esistenti e criticità al Sud

Anche gli strumenti legali già in vigore presentano delle rigidità burocratiche. Per i minori con comportamenti irregolari esiste l'articolo 25, una misura amministrativa che negli ultimi anni ha perso efficacia. La sua applicazione è diventata più complessa anziché semplificata.

L'allungamento dei tempi procedurali vanifica l'efficacia degli interventi socio-educativi affidati ai servizi sociali. Inoltre, le misure di sicurezza che prevedono il collocamento in comunità incontrano spesso ostacoli significativi. La principale difficoltà è la carenza di strutture disponibili, soprattutto nel Sud Italia e in Campania.

Lavoro quotidiano e necessità di personale

A Napoli, la Procura ha istituito una sezione specializzata per l'ascolto dei minori infradiciottenni e per i reati legati al possesso di armi bianche tra i giovanissimi. Tuttavia, la gestione quotidiana delle attività rimane un'impresa ardua.

Per affrontare l'enorme mole di lavoro, sarebbe necessario un incremento del personale. Grazie alla collaborazione del Questore di Napoli, la Procuratrice Imperato dispone ora di due agenti di Polizia dedicati esclusivamente ai casi di detenzione di coltelli e ai reati commessi da minori infradiciottenni.

Si auspica che l'attenzione si concentri sulla programmazione di interventi concreti. Questi dovrebbero mirare a realizzare una prevenzione effettiva e duratura, piuttosto che affidarsi a misure di facciata. La fonte di queste dichiarazioni è l'ANSA.