Napoli: Prefetto ricorda Iozzino, martire del nostro tempo
Commemorazione a Casola per Raffaele Iozzino
Si è tenuta a Casola, il 16 marzo 2026, una cerimonia solenne per ricordare Raffaele Iozzino, agente di Polizia di Stato. Iozzino era membro della scorta del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, e perse la vita nell'attentato di via Fani. Fu ucciso insieme ad altri quattro colleghi dalle Brigate Rosse.
Durante l'evento, il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reso omaggio alla figura di Iozzino, definendolo «un profeta, un martire del nostro tempo». Le sue parole hanno sottolineato il valore simbolico dell'agente, la cui memoria continua a vivere.
L'esempio di Iozzino per le nuove generazioni
Il Prefetto di Bari ha evidenziato come la figura di Raffaele Iozzino rimanga viva tra le nuove generazioni. «Raffaele non è morto, è vivo tra noi nei volti di tanti ragazzi», ha affermato, sottolineando la forza della comunità che, a distanza di 48 anni, si stringe attorno a questa figura esemplare. L'agente è visto come un simbolo di coraggio, il cui sacrificio offre conforto e ispirazione.
L'esempio di Iozzino, secondo il Prefetto, trasmette messaggi fondamentali di legalità e correttezza. Un monito rivolto in particolare ai giovani presenti, invitati a rispettare sempre le norme e a operare all'interno della legalità.
Vicinanze alla famiglia e continuità della memoria
Nel corso del suo intervento, il Prefetto di Napoli ha espresso la profonda vicinanza dell'istituzione alla famiglia di Raffaele Iozzino. La commemorazione a Casola ribadisce l'importanza di non dimenticare coloro che hanno sacrificato la propria vita per la difesa dei valori democratici e dello Stato.
La cerimonia rappresenta un momento significativo per mantenere viva la memoria di un evento tragico ma anche per celebrare il coraggio e l'integrità di chi ha pagato il prezzo più alto. L'eredità di Iozzino continua a ispirare il senso civico e l'adesione ai principi di giustizia.