Nuovi dettagli emergono sull'inchiesta riguardante il piccolo Domenico. Un esperto suggerisce che un cuore meccanico avrebbe potuto offrire una speranza in più al bambino. La proposta è stata però scartata.
Ipotesi cuore meccanico per Domenico Caliendo
Il piccolo Domenico Caliendo avrebbe potuto ricevere un'ulteriore possibilità di sopravvivenza. Questo se, dopo il fallimento del trapianto cardiaco, fosse stato collegato a un sistema di assistenza biventricolare. Si tratta di una sorta di cuore meccanico artificiale. Questa circostanza emerge da una delle relazioni redatte dall'Heart Team. Questo gruppo multidisciplinare valuta la possibilità di trapianto per i pazienti in attesa di un organo.
La relazione in questione risale al 13 febbraio. Si tratta di uno dei cinque documenti non consegnati alla Procura e al Gip. Le indagini riguardano l'omicidio colposo del piccolo, deceduto il 21 febbraio all'ospedale Monaldi di Napoli.
Proposta Heart Team e rifiuto del cardiochirurgo
Secondo quanto si legge nel documento del 13 febbraio, il primario della cardiochirurgia per adulti del Monaldi, il dottor Marra, ha espresso un parere. Data l'assenza di un cuore disponibile e la scarsa probabilità di riceverne uno a breve, ha sollevato una questione etica. Bisognava valutare se offrire un cuore a Domenico. Il bambino era in condizioni critiche, con più organi malfunzionanti e sotto terapia immunodepressiva.
In relazione a ciò, il dottor Marra ha suggerito un supporto vitale alternativo all'Ecmo. Ha proposto l'assistenza biventricolare, specificamente il doppio Berlin Heart. Tuttavia, la proposta è stata respinta dal cardiochirurgo Guido Oppido. Egli è indagato insieme ad altri sei colleghi. La motivazione del rifiuto è stato l'alto rischio di infezione associato alla procedura.
Secondo cuore disponibile, ma valutazioni negative
Pochi giorni dopo, il 17 febbraio, si è resa disponibile una seconda opportunità. Un altro cuore da trapiantare è stato offerto per il piccolo Domenico. Purtroppo, le valutazioni sulla sua trapiantabilità sono risultate negative. Di conseguenza, l'organo è stato destinato a un altro paziente.
Questi dettagli aggiungono ulteriori interrogativi sull'operato dei sanitari coinvolti. Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità nel tragico decesso del bambino. La possibilità di un supporto meccanico, seppur rischioso, apre scenari su decisioni mediche complesse in situazioni di estrema urgenza.