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La città di Napoli saluta Adriano Gaito, figura chiave della cultura locale per quarant'anni. La sua eredità vive nella Fondazione Circolo Artistico Politecnico ETS, che lui ha profondamente trasformato. I funerali si sono svolti sabato 1 luglio.

Addio ad Adriano Gaito, guida della cultura napoletana

La comunità culturale di Napoli è in lutto per la perdita di Adriano Gaito. Per oltre quarant'anni, Gaito ha presieduto la Fondazione Circolo Artistico Politecnico ETS. La sua scomparsa lascia un vuoto significativo nel panorama artistico e sociale della città.

Le parole del Prof. Diego Esposito, Consigliere della Fondazione, esprimono il profondo cordoglio. «Con Adriano Gaito va via una delle figure più rappresentative della vita culturale napoletana degli ultimi 40 anni», ha dichiarato Esposito.

Gaito ha dedicato gran parte della sua esistenza alla Fondazione, con sede a Palazzo Zapata. La sua guida è stata fondamentale per molti, incluso lo stesso Esposito. «Per me è stato una guida fondamentale, da lui ho imparato moltissimo», ha aggiunto il Consigliere.

La famiglia di Gaito desidera che venga ricordato per i valori che ha saputo trasmettere. Tra questi spiccano la forza d'animo, la resilienza di fronte alle avversità, il profondo rispetto per il lavoro e l'onestà. La sua allegria, generosità e affetto verso chi lo circondava lo rendevano un punto di riferimento.

«Siamo testimoni di questa immensa dedizione», ha proseguito Esposito. «Porteremo avanti il suo lavoro e contribuiremo a farlo conoscere alle nuove generazioni». È stata annunciata anche una proposta per intitolare il Museo della Fondazione ad Adriano Gaito.

Un'eredità di rinnovamento e passione

Sotto la presidenza di Adriano Gaito, la Fondazione Circolo Artistico Politecnico ETS ha vissuto una profonda trasformazione. Per oltre quarant'anni alla guida dell'ente, Gaito ha promosso un vasto rinnovamento. Questo ha interessato sia le procedure interne che gli spazi fisici della sede.

Ha rivitalizzato l'attività artistico-culturale con mostre, convegni, concerti e corsi di formazione. Sono stati organizzati anche premi letterari e concorsi pittorici. Gaito ha curato la sistemazione dell'archivio storico e della fototeca.

Sotto la sua direzione è stata realizzata la biblioteca Ferdinando Russo. Ha supervisionato il restauro e la catalogazione di tutte le opere artistiche presenti. Un altro traguardo importante è stato il riconoscimento giuridico dell'Associazione, culminato nel passaggio a Fondazione il 16 maggio 2017.

Questi interventi hanno segnato un'epoca di grande fermento e crescita per il Circolo. La visione di Gaito ha guidato l'istituzione verso nuovi orizzonti, consolidando la sua importanza nel tessuto culturale cittadino.

Arte come strumento sociale e educativo

L'impegno di Adriano Gaito non si è limitato alla mera conservazione del patrimonio artistico. Ha perseguito un ambizioso progetto culturale e civile. Il suo obiettivo era trasformare l'antico Circolo in uno «spazio pubblico di scambio, di formazione, di promozione sociale, di stimolo alla cooperazione». Tutto questo attraverso l'arte, la musica, la letteratura e il teatro.

Gaito considerava imprescindibile il legame tra arte e giovani. In un'epoca segnata da una carenza di valori, vedeva nell'arte uno strumento educativo potente. Poteva incanalare le energie giovanili e formare coscienze critiche e consapevoli.

In questa direzione sono stati promossi progetti di ricerca e borse di studio. Tra queste, quelle destinate agli allievi dell'Istituto d'Arte Palizzi. Numerose sono state le iniziative espositive e culturali promosse dall'Istituzione sin dal 1888.

Queste attività mirano a condividere la storia del Circolo con il territorio. La sua visione ha sempre posto l'accento sul ruolo dell'arte come motore di crescita individuale e collettiva, un principio che continua a guidare la Fondazione.

Dalla collezione privata al bene comune

Uno dei meriti più significativi di Adriano Gaito è stato trasformare un patrimonio artistico privato in un bene culturale accessibile a tutta la collettività. Per generazioni, le opere appartenevano ai soci del Circolo.

Nel 1988, in occasione del centenario della fondazione, Gaito promosse l'ottenimento della personalità giuridica per l'Associazione. Con il consenso di tutti i soci, l'intera collezione fu donata all'ente. Da collezione privata divenne così un museo pubblico.

Questo passaggio fondamentale ha reso possibile il riconoscimento ministeriale del Museo e della Biblioteca come «Beni culturali di particolare interesse». L'azione di Gaito ha garantito la salvaguardia e la valorizzazione di un patrimonio inestimabile, rendendolo fruibile a un pubblico più ampio.

La sua lungimiranza ha assicurato che l'eredità artistica del Circolo potesse arricchire la vita culturale di Napoli per le generazioni future. L'istituzione continua a portare avanti la sua missione, ispirata dalla dedizione del suo compianto Presidente.

I funerali si sono svolti sabato 1 luglio alle 11:00 nella Basilica di Santa Lucia a Mare, in via Santa Lucia, 3, a Napoli. La comunità si è riunita per rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia culturale della città.